sabato 3 marzo 2012

LA SCOPERTA DI RICERCATORI SVEDESI E SPAGNOLI
Quel nostro antenato che morì di freddo  
Una nuova teoria sulla scomparsa dell'uomo di Neanderthal:
il suo Dna dimostra che era meno resistente al clima

MILANO - Che fine fecero i nostri cugini neandertaliani vissuti a lungo in Europa prima di noi? Ora scrutando nel Dna estratto nei resti fossilizzati di 13 uomini vissuti tra l’Europa e l’Asia in un periodo tra 100 mila e 35 mila anni fa, ricercatori svedesi e spagnoli sono riusciti a precisare che cosa accadde ai lontani parenti. Esattamente 50 mila anni fa la maggior parte di loro si estinse dalla scena europea, quindi migliaia di anni prima che i nostri antenati Homo sapiens arrivassero dall’Africa. Un piccolo gruppo, però, riuscì a sopravvivere per altri 10 mila anni rifugiandosi verso l’ovest europeo. Poi la specie scomparve definitivamente.
Un teschio di uomo di Neanderthal
«Il fatto che questi remoti primitivi fossero quasi estinti, che recuperassero in extremis e che tutto ciò succedesse prima di un possibile contatto con gli umani moderni è una sorpresa — ammette Love Dalén del Museo di storia naturale di Stoccolma —. Anche perché dimostra come quella specie fosse molto più sensibile e vulnerabile ai cambiamenti climatici in corso nel periodo conclusivo dell’ultima era glaciale rispetto a quanto si era pensato finora». La prova della debolezza sarebbe nascosta proprio nel Dna esaminato e appartenente all’ultimo gruppo emigrato ad ovest il quale presenta minori variazioni genetiche rispetto agli altri vissuti in precedenza in zone diverse.
L'arcata dentaria
L’uomo di Neanderthal era così battezzato perché le sue prime tracce vennero trovate da Johann Fuhlrott nel 1856 in una grotta di Feldhofer nella valle di Neander, in Germania. Ricostruendone la storia si stabilì la sua presenza già oltre centomila anni fa e sino a circa 40 mila anni fa. E qui è nato l’enigma scientifico al quale i paleontologi cercano di trovare risposta, soprattutto per quanto riguarda la sua fine. Intanto è dato ormai sicuro che tra la loro specie e la nostra ci sia stata un’ibridazione, prima esclusa, perché parte del loro materiale genetico è stato trovato anche nel nostro Dna. Poi si aggiungeva che la scomparsa fosse dovuta ad una eccessiva specializzazione e che il confronto con l’uomo moderno lo abbia visto perdente. Adesso la causa prevalente pare invece legata al cambiamento climatico, come spiegano i ricercatori sulla rivista Molecular Biology and Evolution. Neanderthal lavorava le pelli e le usava per vestirsi unendole con fermagli d’osso: una prova, questa, di una certa abilità tecnica.  

Giovanni Caprara
3 marzo 2012 | 8:00

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