lunedì 30 luglio 2012

Il capitano Paul Watson e la lotta in difesa delle risorse del mare
“Ocean warrior. La mia battaglia contro lo sterminio illegale negli oceani”
Il capitano Paul Watson fondatore della  Sea Sheperd Conservation Society Il capitano Paul Watson fondatore della Sea Sheperd Conservation Society
«Sono in molti a dire che quello che facciamo è inutile, che non c’è modo di fermare l’avanzare della marea di devastazione a cui l’essere umano ha dato l’avvio. Sono in molti a condannare me e il mio equipaggio perché pretendiamo di dettar legge e sfidiamo i baroni e i loro profitti aziendali. Alcuni vorrebbero vederci in carcere, forse morti, meglio ancora, tanto sono accecati dall’orgoglio e dalla follia del proprio antropocentrismo. A me non importa. Sono un guerriero, e questo è il modo in cui un guerriero, anche quando la vittoria non è altro che un sogno, continua a combattere contro un destino avverso». Parole del Capitano Paul Watson, leader di Sea Sheperd Conservation Society che in ''Ocean Warrior. La mia battaglia contro lo sterminio illegale negli oceani ''(Mursia, pagg. 448; euro 18,00), in questi giorni in libreria, racconta in prima persona oltre quarant’anni di lotte in difesa della fauna e delle risorse del mare.
Nato e cresciuto sulle coste orientali del Canada che ha abbandonato da giovane per diventare marinaio, Capitan Watson è un pioniere dell’attivismo per la salvaguardia dell’ambiente: nei primi anni ’70 è stato uno dei soci fondatori di Greenpeace dalla quale si è presto allontanato in netta contrapposizione contro una strategia per lui troppo moderata e una politica volta «solo perpetuare se stessa». Nel 1977 ha così creato Sea Sheperd Conservation Society, di cui è presidente, l’organizzazione internazionale senza fini di lucro formata soprattutto da volontari, in prima linea ogni parte del mondo contro lo sterminio illegale di foche, balene, tonni, delfini, squali per la tutela dei quali progetta e realizza campagne di azioni dirette. A tutti gli effetti, vere e proprie battaglie navali non armate che sono documentate in questo libro a cominciare dallo speronamento in acque portoghesi della Sierra, «la più famigerata e più ignobile baleniera pirata» capitanata da ufficiali norvegesi (bottino stimato in oltre 25mila balene uccise) costretta a causa di un enorme squarcio a un forzato ritiro in porto (e a milionari costi di riparazione), provocato da Sea Sheperd, il peschereccio dei mari del Nord – 79 tonnellate di stazza, la prua rafforzata con il cemento per affrontare le acque ghiacciate – che è stata la prima imbarcazione dell’organizzazione. «A dispetto di tutto quello che mi è stato fatto ed è stato detto di me dal 16 luglio 1979, giorno in cui ho speronato la Sierra, io sono un uomo felice» fa sapere Capitan Watson, che da poco ha lasciato la Germania dove era confinato dall maggio scorso dopo essere stato arrestato per presunta violazione delle leggi sul traffico navali in Costarica, a chi lo accusa di essere un terrorista.

30 luglio 2012

ANSA

giovedì 26 luglio 2012

Anche il canto degli uccelli è dominato dall'emisfero sinistro
Negli uccelli canori è possibile osservare specifici schemi di attivazione cerebrale in seguito alla percezione del canto che ricordano quelli connessi alla percezione del linguaggio parlato nell’essere umano

18 luglio 2012 - In che modo viene influenzato l’apprendimento uditivo e vocale del linguaggio dalla prevalenza di uno dei due emisferi cerebrali? La questione è complessa, ma gli studi sugli animali consentono di osservare come si è evoluta questa importante caratteristica neuroanatomica.

Sull’ultimo numero dei “Proceedings of the National Academy of Sciences”
viene presentato uno studio sugli uccelli canori, i quali, secondo le conclusioni, mostrano una lateralizzazione assai simile a quella umana, in particolare negli esemplari giovani nella fase di apprendimento del canto.

Nell’essere umano, è noto da tempo che due regioni, l’area di Broca, nel lobo frontale, e l’area di Wernicke, nel lobo temporale, sono coinvolte in modo cruciale nella produzione e nella percezione del linguaggio. Quando si espone un bambino al linguaggio parlato e si esegue una scansione con la risonanza magnetica funzionale, si osserva un’attivazione prevalente nell’emisfero sinistro. Più nello specifico, alcuni studi hanno rilevato una dominanza del lato sinistro dell’area di Wernicke fortemente correlabile a processi di memorizzazione in seguito alla percezione del linguaggio parlato già in neonati di soli 2,5 mesi di età.


Anche il canto degli uccelli è dominato dall'emisfero sinistro
Esemplare maschio di diamante mandarino (Cortesia Johan Bolhuis)

In passato, alcune ricerche avevano stabilito che gli uccelli canori, a differenza di ciò che avviene nei primati non umani, imparano a vocalizzare in modo simile ai bambini, e possiedono regioni cerebrali analoghe a quelle umane che mostrano una simile dissociazione neurale tra produzione vocale da una parte, e percezione e memoria uditiva, dall’altra. Sia negli esseri umani sia negli uccelli canori, inoltre, è stata documentata la lateralizzazione della responsività neurale in queste regioni cerebrali.

In quest’ultimo studio, i ricercatori hanno analizzato la risposta di alcuni esemplari di diamante mandarino, specie appartenente all’ordine dei passeriformi, all’esposizione al canto di un uccello tutore e a un canto non familiare. È così stata riscontrata una dominanza del lato sinistro nell’attivazione neuronale in un’area che rappresenta l’analogo dell’area del Broca. L’effetto è stato osservato in esemplari sia giovani sia adulti e indipendentemente dallo stimolo utilizzato.

Negli esemplari più giovani, tuttavia, si è evidenziato un fenomeno peculiare, poiché la dominanza del lato sinistro del nidopallio caudomediale, che per questi uccelli equivale all'area di Wernicke, si manifestava solo durante l'ascolto del canto dell’uccello tutore e non nel caso del canto non familiare. Inoltre, questa dominanza era  legata specificamente alla fase di apprendimento del canto e risultava correlata ai processi di memoria.

In complesso, questi risultati sembrano quindi confermare un notevole parallelismo tra canto degli uccelli e linguaggio parlato umano, aggiungendo un importante tassello al complesso mosaico delle basi neurologiche dell’apprendimento del linguaggio.

giovedì 19 luglio 2012

Cibo cotto, cibo morto


La cottura distrugge le proprietà curative dei cibi
 
di Franco Libero Manco

 
http://www.vegetariani-roma.it



La leucocitosi è un fenomeno dovuto all’aumento di globuli bianchi nel sangue: si verifica in modo più evidente dopo ingestione di carne, nella donna in gravidanza, nel neonato, nella persona anziana, dopo stress fisici ecc. ma diventa un fatto patologico a causa di polmoniti, appendiciti, infezioni da germi, intossicazioni ecc.
I globuli bianchi, che possono assorbire anche sostanze chimiche e tossiche, contengono numerosi enzimi che hanno lo scopo di difendere l’organismo fagocitando corpi estranei o microbi penetrati nel sangue.
Quando l’organismo è chiamato a fronteggiare un’infezione, cioè un’improvvisa invasione di microbi patogeni, mobilita rapidamente i macrociti che ingaggiano un’aspra battaglia contro gli invasori: più l’organismo è in pericolo maggiore è il ritmo di produzione per sostituire i microfagi e macrofagi che muoiono in battaglia, innescando in questo modo la leucocitosi.
Esiste una diretta correlazione tra aumento di globuli bianchi e stato di infezione di un organismo, come esiste una diretta correlazione tra ingestione di cibi cotti ed aumento dei globuli bianchi. La cottura dei cibi risulta essere la causa più rilevante all’insorgere di malattie umane.
Che il cibo cotto sia un alimento morto viene dimostrato dal fatto che un seme cotto non germina più, un uovo di gallina fecondato se cotto non darà mai un pulcino, una pianta strappata con l’apparato radicale integro se sottoposta a cottura non riattaccherà mai più.
Con la cottura le proteine subiscono un brusco decadimento del loro valore biologico, tale decadimento è particolarmente intenso in caso di bollitura; se poi la cottura avviene mediante arrostimento o tostatura le proteine si denaturano e producono sostanze tossiche da piroscissione alcune delle quali notoriamente cancerogene, come il benzopirene. Le carni alla griglia sono causa, ormai accertata, di cancro. La stessa cosa si può dire dei semi sottoposti a torrefazione (caffè, cacao, pane abbrustolito ecc.): si formano dei catrami di piroscissione nei quali sono state individuate almeno una decina di sostanze cancerogene (prof. R. Lautie, Vie et Action). La digeribilità delle proteine diminuisce con la cottura (eccetto per l’albume dell’uovo). Le sostanze proteiche a 60° iniziano a flocculare e poi coagulano del tutto divenendo inattaccabili dai succhi gastrici. 

 
Per quanto riguarda i carboidrati. Il dr. Alberto Donzelli (nella rivista Girasole 1984 n.31) afferma: “Tutte le parti imbrunite cotte al forno contengono sostanze mutageni.
In merito alla digeribilità degli amidi cotti il corpo umano è capace di fare la stessa cosa con i propri enzimi (ptialina ecc.) senza ricorrere alla cottura. Anche gli amidi crudi sono digeribili. Il cavolo crudo richiede 2 ore per essere digerito, se cotto ne richiede 4. La cottura impedisce la digestione salivare e rende gli amidi meno digeribili.
Il calore sui grassi causa ossidazione che porta dapprima alla formazione di perossidi e di idroperossidi e poi di acidi grassi a catena corta. Inoltre la glicerina che si libera è un composto altamente tossico. L’acido linoleico, come il linolenico, preziosi per la sintesi dei fosfolipidi, subiscono con il calore delle modifiche strutturali che li rendono inattivi. Il grasso cotto ritarda l’assorbimento di calcio, magnesio, ferro e rallenta lo sviluppo delle ossa.
Il noto igienista Dr. A. I. Mosseri dice: “Gli alimenti cotti non sono adatti all’alimentazione umana, essendo denaturati, devitaminizzati, demineralizzati”. E il prof. Byron Tyler aggiunge: “Gli alimenti cotti sono alimenti morti. Il cibo cotto è la più grande maledizione umana”.
Il medico di Losanna P. Kouchakoff ha dimostrato, a conclusione di migliaia di esperimenti condotti su molti soggetti e su se stesso, che un alimento cotto provoca la moltiplicazione quasi immediata dei globuli bianchi che, come è noto, servono a difenderci da corpi estranei e dannosi, soprattutto di natura microbica, mentre l’alimento crudo non la provoca mai. Esiste, insomma, nel nostro organismo una sorta di automatismo fisiologico in virtù del quale l’alimento cotto è considerato come un aggressore. Le nostre difese leucocitarie, sollecitate diverse volte al giorno finiscono inevitabilmente coll’indebolirsi e forse in questo risiede la nostra grande vulnerabilità alle infezioni. Il nostro organismo è in grado di utilizzare anche il cibo cotto ma è costretto a trasformare un cibo morto in materia vivente con un dispendio notevole di energie vitali sottraendole all’economia delle nostre difese immunitarie.
Oscar Montanari scrisse un libro in difesa del crudismo dal titolo “Gli alimenti cotti indeboliscono, ammalano, uccidono il corpo umano”. Il dr. Giuseppe Panegrossi, noto clinico all’università La Sapienza di Roma, scrisse anche lui un libro in difesa del crudismo “Il crudismo nei confronti della scienza e della civiltà”.
L’ingegnere francese Andrè Simoneton gravemente ammalato e senza speranza di guarigione, riacquistò la salute con il vegetarismo e si dette a studiare la causa del potere guaritore delle piante. Scoprì che le radiazioni emesse da un organismo sano si aggirano intorno a 6500 Angstrom mentre in condizioni di malattia o di cattiva alimentazione scendono sempre ad di sotto di tale livello.
Simoneton divise gli alimenti in tre categorie:
1) alimenti morti (cibi cotti o conservati, margarina, pasticceria industriale, alcol, liquori, zucchero bianco e grezzo): questi prodotti hanno radiazioni nulle o quasi nulle;
2) alimenti inferiori (carne, salumi, uova non fresche, latte bollito, caffè, tè, cioccolato, marmellate, formaggi, pane bianco: questi hanno radiazioni inferiori a 5000 Angstrom;
3) alimenti superiori: frutta cruda e matura e verdura cruda e fresca: questi cibi hanno radiazioni molto elevate tra 8000 e 10000 Angstrom. Inoltre le radiazioni della frutta e della verdura sono più alte quanto più breve è il tempo trascorso dalla loro raccolta. 
 
Gli alimenti che non si possono mangiare crudi non erano destinati dalla natura a nutrirci.
L’uomo ha iniziato a cuocere il cibo (carne e cereali) per estreme necessità di sopravvivenza cercando di rendere appetibile cibi inadatti alla sua natura di animale fruttariano ma, purtroppo, come affermava Lucrezio “Il cibo cotto è stata la causa dell’indebolimento della razza umana e dell’accorciamento della vita”. Infatti l’alimentazione cruda è la base prima del benessere umano mentre il cibo cotto espone l’uomo a tutte le malattie e ai pericoli della morte precoce.
Quando gli uomini si nutrivano di cibi crudi vivevano più a lungo ed erano più forti e più resistenti alle fatiche. A tal proposito è bene ricordare  che gli atleti greci, spartani e gli eserciti di Cesare si nutrivano quasi esclusivamente di fichi, nocciole, formaggio e gran turco.
Dopo aver mangiato cibo cotto i leucociti (che influenzano la morfologia del sangue) aumentano per mezzora, dopo 90 minuti ritornano nella norma. Mediante cottura ordinaria, bollitura, si verifica un aumento dei globuli bianchi; se i cibi vengono cotti al alte temperature si sviluppa iperleucocitosi. Questo non succede con i cibi crudi: anche se si mangia carne cruda i globuli bianchi non aumentano. Ma un alimento cotto genera leucocitosi anche se assunto freddo.
Vino, aceto e zucchero producono aumento di globuli bianchi.
Esiste un limite (temperatura critica) entro cui può essere portato a cottura un alimento senza che questo sviluppo leucocitosi digestiva. Queste temperature critiche variano da 87 a 97 gradi centigradi a seconda dell’alimento che si cuoce. Si può evitare leucocitosi mangiando prodotto cotto con quello crudo, nella proporzione minima del 10% del primo e con la necessità di masticarli insieme. Mangiare prima l’uno e poi l’altro cibo non impedisce leucocitosi.
La leucocitosi è un’alterazione delle cellule e non un cambiamento dei componenti liquidi, infatti il succo estratto dagli alimenti crudi e poi cotto non determina leucocitosi. Però alcuni batteri che si sviluppano per es. nello yogurt, nel latte cagliato o nei formaggi possono influenzare la reazione leucocitaria.
Gli alimenti che causano leucocitosi digestiva subiscono con la cottura modifiche chimiche a causa della mancanza di ossigeno. Infatti agitando nell’aria per mezzora un cibo cotto riprende le sue proprietà di cibo crudo. Esempio lampante dimostra che per neutralizzare gli effetti dannosi dello zucchero occorre compensarlo con prodotti crudi.
Seccare, salare, affumicare fa perdere al cibo le proprietà nutritive.
Gli animali nutriti con carne cotta vivono meno a lungo ed hanno minori capacità di riproduzione inoltre tendono a sviluppare maggiori malattie mentre l’alimentazione cruda rende perfino più agevole il parto degli animali. Nei suoi esperimenti con le scimmie McCarrison ha dimostrato che i cibi cotti producono dissenteria: le scimmie perdono l’appetito, contraggono anemia, malattie della pelle, perdono peso corporeo e tutti gli organi vitali cominciano ad atrofizzarsi. 

 
LA COTTURA …
- distrugge il corredo vitaminico, specie delle vitamine termolabili: enzimi, ormoni, antiossidanti naturali: elementi che sono alla base delle difese naturali dell’organismo;
- cambia ciò che era organico in inorganico rendendolo inutilizzabile dall’organismo; specialmente le vit. B e C solubili in acqua, si dissolvono alla prima cottura;
- causa grande perdita di minerali solubili, dal 20 al 70%;
- la cottura a vapore produce una perdita dal 22 al 43%;
- produce acido urico che danneggia lo stomaco, intestini, reni, fegato, polmoni, cuore causando artrite, reumatismi, gotta, cancro.
Le verdure bollite e l’acqua gettata perdono quasi tutti i minerali. Maggiore è l’acqua che si usa per cuocere il cibo maggiore è il quantitativo di nutrienti che va perso.
Il cavolo cotto perde il 62% delle proteine, il 72% del suo calcio, il 60 % di fosforo e il 67% di ferro. La perdita di vit. C degli ortaggi è del 45%; nei germogli di soia è del 70%.
Tutti i minerali organici si ossidano quando vengono in contatto con l’ossigeno dell’aria e tornano ad essere inorganici. Non c’è vita nella sostanza inorganica. La sostanza inorganica non è utilizzabile dall’organismo. Un cibo cotto è un cibo ossidato. Quando la carne viene bollita i fosfati organici si trasformano in inorganici.
Con il cibo cotto l’organismo non potendo trarre tutto il nutrimento necessario sente il bisogno di ingerire maggiori quantità di alimenti, con ciò che ne consegue. Se ci si nutrisse di cibi crudi ne basterebbe la metà del quantitativo che ingeriamo da cotto.
Nel latte bollito, il complesso calcio-fosfato utilizzabile per la crescita, viene mutato in una forma che è quasi impossibile assimilare. 

 
Più a lungo vengono cotti i cibi, più alta è la temperatura, maggiore è il danno. 

Le parti più cotte di un cibo (per esempio la crosta del pane) hanno meno valore nutritivo di quelle meno cotte (la mollica).
Il processo di cottura è nemico non solo degli organi digestivi ma dell’intero organismo umano.
I cibi cotti e poi conservati per il pasto successivo perdono tutte o quasi tutte le loro proprietà nutritive. I cibi essiccati (tostati inscatolati ecc.) hanno pochissimo o quasi nullo potere protettivo.
La perdita di acido folico è molto alta con la cottura dei cibi: con la cottura a vapore si perde il 10%; con quella a pressione il 20%; con la bollitura il 50%.
Il latte pastorizzato perde le sue proprietà antiscorbutiche. Allo stesso modo gli ortaggi e la frutta se essiccati, conservati o inscatolati: perdono le loro proprietà antiscorbutiche.
Meglio una forte e breve bollitura che una lunga e lenta.
Non è vero che le cose cotte sono più appetitose: sono, eventualmente, i condimenti che le rendono tali, ma le spezie e gli aromi sono spesso tossici.
Molti cibi divengono indigesti a causa del tipo di cottura o perché vengono cucinati con l’aggiunta di altri alimenti tra loro incompatibili (es. legumi e grasso).
I cibi cotti (ritenuti pre-digeriti) non sono un vantaggio in quanto impediscono la giusta attività dei succhi gastrici.
Da ricordare che tra i tanti tristi primati dell’uomo (come quello di essere il solo animale che prende il latte di un altro animale anche dopo lo svezzamento) è quello di cuocere e mischiare i cibi che mangia. Vi sono 700 mila forme di vita animale: nessuna tranne l’uomo mangia cibo cotto. L’uomo è la sola specie ad essere malata, oltre agli animali domestici a cui viene dato cibo cotto.
Silvester Graham (1794-1851) (uno dei più eminenti scienziati che per primo a parlato di cure naturali, di igiene naturale, di nutrizione) dichiara: “Se l’uomo si sostenesse interamente con cibo crudo, la sua accurata masticazione e il lento inghiottire e i suoi pasti semplici servirebbero grandemente ad impedire l’iper-alimentazione e a salvarlo dai nocivi effetti di una delle cause più distruttive della vita civile”.
Giustamente il movimento del cibo crudo si fa risalire a Graham per il quale, come per Russell Thacker Trall (1812-1877), Allcott, Densmore, Page ed altri, la frutta cruda, le noci e gli ortaggi rappresentano la migliore e la più alta materia nutritiva per l’uomo.
Dice Adolph Just nel suo Ritorno alla Natura: “Non c’erano forse uomini e donne belli migliaia e migliaia di anni prima della scoperta del fuoco? Volete forse credere che la natura abbia trascurato la salute dell’uomo fino a che pillole, medicinali e cibi brevettati non l’avessero salvato?”
Il cuoco arrostisce, bolle, cuoce in umido, aggiunge salse, intingoli, sostanze aromatiche e poi mescola e mescola fino a che della sostanza iniziale, totalmente contraffatta, non è più possibile riconoscere il gusto, il colore, l’aroma. Un cibo che non esiste in natura: adatto ad un popolo destinato ad non esistere. Camuffare la morte, il sapore e il truce aspetto della salma di un animale, con i colori e i sapori della vita, questa in sintesi la professione del cuoco. Più uno chef  è rinomato e famoso, più spavalde, arroganti, avventurose e blasfeme saranno le sue proposte e le sue modificazioni, le sue macchinazioni infernali sul cibo, elaborate in costante contraddizione con le esigenze salutistiche di chi dovrà consumare le sue taroccate opere d’arte culinaria.  Caratteristica peculiare e imprescindibile del cuoco è quella di tenere in totale dispregio le esigenze digestive-assimilative del suo cliente. 

 
RIASSUMENDO: 
 
- il cibo crudo richiede masticazione: esercizio essenziale per i denti;
- la necessaria masticazione assicura un’insalivazione appropriata;
- il cibo crudo preserva i denti e lo stomaco dai danni del cibo cotto;
- i cibi crudi posseggono le giuste proporzioni tra sostanze nutritive e quelle di scarto;
- i cibi crudi tendono ad impedire dannose combinazioni di alimenti;
- i cibi crudi posseggono vitamine, enzimi, sali, acidi, carboidrati, proteine, e grassi in forma organica, cioè altamente assimilabili;
- la necessità di masticare ci consente di assaporare pienamente il sapore del cibo, questo assicura l’appropriato adattamento ad esso dei succhi gastrici;
- i cibi crudi non possono essere facilmente adulterati così come oggi avviene per i cibi inscatolati;
- il cibo crudo non fermenta rapidamente;
- la dieta cruda fa risparmiare energie, tempo e lavoro.

da http://tuttocrudo.blogspot.it 

mercoledì 18 luglio 2012

Stop a beagle come cavie, sequestrato allevamento Green Hill 
Operazione della Forestale contro l'azienda bresciana che alleva cani per i laboratori di vivisezione


18 luglio 2012 - "Green Hill", la nota e controversa azienda di Montichiari (Brescia) che alleva beagle per la vivisezione, e' stata sequestrata. Tre persone, i vertici dell'azienda, sono indagati per maltrattamento di animali.
Le operazioni sono eseguite congiuntamente dal Corpo forestale dello Stato e dagli agenti della Digos della Questura di Brescia. Questi ultimi, nei mesi scorsi, hanno acquisito numerose conoscenze sulla struttura in occasione anche delle manifestazioni di protesta che si sono succedute a Green Hill.

Sequestrati cani di razza beagle e l'intera struttura costituita da quattro capannoni, uffici e relative pertinenze per un totale di circa 5 ettari. Tra i reati contestati quello di maltrattamento di animali.
 "Allo stato attuale - fa sapere la forestale - le operazioni di sequestro sono ancora in corso e andranno avanti per diverse ore. Non si conosce ancora l'entità numerica dei cani beagle sequestrati in quanto la struttura da ispezionare è molto vasta. I cuccioli di beagle non potranno comunque uscire dall'azienda. I rappresentanti della Green Hill sono stati nominati custodi giudiziari insieme al sindaco della cittadina lombarda e alla locale ASL. Essi avranno l'obbligo di cura e alimentazione degli animali.

"Per il bene dei 2500 cani dell'allevamento, chiediamo che almeno la custodia giudiziaria dei beagle non venga affidata all'azienda e neppure ad una delle tante realtà improvvisate che sono nate negli ultimi mesi". E' l'appello che arriva dal Coordinamento fermare Green Hill dopo il sequestro dell'allevamento di cani beagle per la sperimentazione di Montichiari, nel bresciano, eseguito in mattinata da forestale e polizia.

"Abbiamo individuato l'associazione 'Vita da cani' che, a livello nazionale, si occupa della riabilitazione dei cani da laboratorio - spiegano dal Coordinamento. - Una realtà che sarebbe in grado di accudire i beagle di Green Hill". "Il sequestro - fa sapere ancora il Coordinamento - è un altro tassello verso la chiusura dell'allevamento". Intanto a Montichiari stanno arrivando, alla spicciolata, diversi attivisti e simpatizzanti della causa anti-Green Hill.

ANSA

sabato 14 luglio 2012

LO STUDIO
Troppa plastica nelle acque
e i pesci sbagliano compagna
Una ricerca pubblicata sulla rivista Evolutionary Applications rivela che il Bisfenolo A, una sostanza chimica comune nella produzione di policarbonato, porta i pesci a corteggiare femmine di specie diverse, aumentando il rischio estinzione o la nascita di ibridi

Troppa plastica nelle acque e i pesci sbagliano compagnaBOTTIGLIETTE d'acqua, sacchetti, contenitori. Sono tutti oggetti fatti di plastica che troppo spesso vengono buttati via, lasciati sulle spiagge o in riva ai laghi, senza troppi pensieri. Ma gli effetti dannosi di quest'inquinamento sono tangibili. A causa di una sostanza chimica contenuta nella plastica, il Bisfenolo A (Bpa), i pesci hanno dei problemi nel riconoscere le femmine della propria specie. Secondo una ricerca pubblicata sulla rivita Evolutionary Applications, il Bpa replica gli effetti dell'estrogeno e porta i maschi a corteggiare esemplari di famiglie diverse, con un pericolo effettivo di estinzione della specie o di nascita di ibridi.

Il team di ricercatori ha raccolto esemplari di Cyprinella venusta e Cyprinella lutrensis da due fiumi in Georgia. Le due specie sono state tenute separate per 14 giorni, e divise in vari contenitori, alcuni dei quali contenevano Bpa. Una volta riuniti, gli scienziati hanno monitorato le differenze fisiche e di comportamento, anche durante la corte, che presentavano. L'effetto del Bpa ha èporatto alcuni esemplari a confondere un pesce dell'altra specie con un possibile partner, con risultati disastrosi per l'ecosistema.

"Si era già a conoscenza del fatto che il BPA 'femminilizza' i maschi impedendo loro di riprodursi, ma i suoi effetti potrebbero anche essere più gravi", ha spiegato Jessica Ward dell'University of Minnesota, Stati Uniti, che ha condotto lo studio 1. "I pesci esposti avevano un comportamento sessuale indiscriminato, approcciandosi anche a pesci di una specie diversa. Non abbiamo verificato geneticamente la presenza di accoppiamento tra specie diverse, tuttavia, questa possibilità esiste. La creazione di ibridi è una delle maggiori cause di perdita di biodiversità, in particolare nei pesci". 

(14 luglio 2012)
www.repubblica.it 

giovedì 12 luglio 2012

il parere dei neonatologi  
Tremila neonati abbandonati,
serve più assistenza alle madri  
Tre gli strumenti: la possibilità di partorire in ospedale senza riconoscere il figlio, la ruota degli esposti, l'aiuto domiciliare

MILANO - Non solo Mario, il bambino abbandonato pochi giorni nella "Culla per la vita" dell'ospedale Mangiagalli di Milano e finito su tutti i giornali. Ogni anno in Italia vengono abbandonati circa 3mila neonati: per la maggior parte (73%) figli di italiane, il resto di straniere, prevalentemente tra i 20 e 40 anni (le minorenni sono il 6%). E su tremila abbandoni, solo 400 avvengono negli ospedali; il resto è fuori controllo e i ritrovamenti avvengono a volte quando ormai è troppo tardi. L'allarme arriva dalla Società italiana di neonatologia (Sin), secondo cui è urgente assicurare una maggiore assistenza alle madri attraverso tre strumenti: la possibilità di partorire in ospedale senza riconoscere il proprio figlio che verrà immediatamente avviato a un percorso di adozione (progetto "Madre Segreta"), la "ruota degli esposti" e l’assistenza domiciliare alle puerpere.

ADOZIONE - «La possibilità di partorire in ospedale e avere l'opportunità di non riconoscere il proprio figlio che verrà immediatamente avviato a un percorso di adozione consente ogni anno a decine di donne in difficoltà di portare a termine la propria gravidanza e di garantire una vita adeguata al proprio piccolo, evitando decisioni pericolose per la vita di entrambi» spiegano i neonatologi della Sin. Ma il problema «è più ampio e si articola nella prevenzione della depressione post partum, malattia strisciante, spesso di difficile diagnosi e che è il presupposto ai tristissimi casi di infanticidio». In tal senso, «ostetrici e neonatologi sono impegnati in questa difficile battaglia attraverso il programma di assistenza domiciliare alla donna immediatamente dopo il parto, e il supporto di personale sanitario alle neo-mamme sembra essere il rimedio più efficace nel riconoscere e prevenire le situazioni di pericolo».

A MILANO - Per Mario sono arrivate richieste di adozione da tutta Italia. «Ma in realtà - sottolinea Basilio Tiso, il medico della Mangiagalli che si è occupato dell'inaspettato ospite -, di neonati non riconosciuti a Milano ne contiamo in tutto circa 20 l'anno. Nel nostro reparto vengono lasciati in media in un anno circa 6 bimbi dalle mamme subito dopo il parto. Si va dai 4 agli 8, a seconda degli anni. È una possibilità prevista dalla legge, proprio per evitare abbandoni drammatici, a tutela delle nuove vite. Capita che un neonato non venga riconosciuto. La frequenza è di circa un bimbo su mille nati».

Redazione Salute Online 

12 luglio 2012

www.corriere.it

mercoledì 11 luglio 2012

indagine dell'Istituto Piepoli 
Popolo di santi, poeti e navigatori
(che non sanno nuotare) 
Il 40% degli italiani non sa destreggiarsi in acqua. Ogni anno nel mondo 3 milioni di bambini rischiano l'annegamento
 
MILANO - Sembra un paradosso, dato che l'Italia è letteralmente circondata dal mare (8mila km di coste, più laghi e fiumi), ma è la dura verità: quasi la metà degli italiani, quattro su dieci, non sa nuotare. Solo tre su dieci (il 32%) sanno destreggiarsi in acqua e respirare correttamente, il 59% fatica a stare a galla in acqua profonda e il 65% non sa tenere gli occhi aperti al mare o in piscina. Insomma, quasi un disastro. Federica Pellegrini & company? Marziani.
 
INFORTUNI - I dati arrivano da un'indagine dell'Istituto Piepoli e sono stati diffusi da Nicola Brischigiaro, pluricampione mondiale di immersione in apnea, e Acquatic Education (che ha commissionato la ricerca): occasione per presentare una campagna di sensibilizzazione per la sicurezza in acqua. Questa si sviluppa su due temi: "Acquaticità e scurezza 0-12 anni, dai primi bagnetti alla scoperta del mare", e "Con tuo figlio, in acqua, devi sempre sapere cosa fare". «L'annegamento è secondo l'Oms tra le prime cause di mortalità accidentale - spiega Brischigiaro -. Ogni anno nel mondo oltre 3 milioni di bambini e adolescenti sono vittime di infortuni in acqua o rischiano l'annegamento, spesso nelle mini piscine la cui vendita è in continuo aumento». Brischigiaro sottolinea che «i semi-annegamenti sono spesso invalidanti e chi sopravvive può riportare danni fisici e cerebrali anche per tutta la vita: deficit neurologici, fisici e altre patologie correlate». Insomma, con l'acqua (come col fuoco) c'è poco da scherzare. Sul sito si trovano filmati educativi, MP3, decaloghi e supporti suddivisi per fasce di età e location (casa, piscina, mare lago e fiume); le procedure teoriche e pratiche per gestire in sicurezza in bambini nell’ambiente acquatico.

Redazione Salute Online
www.corriere.it 

giovedì 5 luglio 2012

Corea sud annuncia caccia alle balene

TOKYO, 05 Luglio 2012 - Il Giappone ha un inconsueto alleato nella caccia alle balene 'per fini scientifici': la Corea del Sud iniziera' dal 2013 lo studio dei cetacei in acque territoriali diventando il secondo Paese impegnato in quella che per gli ambientalisti e' una copertura a fini commerciali. Al forum annuale della Commissione internazionale baleniera (Iwc) di Panama, Seul ha detto che la ripresa della caccia, dopo la moratoria, vuole esaminare le ''abitudini alimentari delle balenottere minori''.

(ANSA)

La Philcoxia è una pianta che mangia i vermi sotto terra

Philcoxia5 luglio 2012 - I botanici hanno scoperto una pianta carnivora capace di mangiare vermi nascosti sottoterra.

A differenza di altre specie note per la capacità di catturare insetti o piccoli mammiferi, pare che la Philcoxia sia capace di intrappolare le sue prede sotto il livello del suolo.

PHILCOXIA E NON SOLO – Questa piante sarebbero dotate di una insolita rete di foglie appiccicose nascoste nel terreno che consentono di intercettare e assimilare piccoli organismi sotterranei e di trarne poi sostanze nutritive necessarie per la crescita.

Gli esperti sono convinti che ci siano altre specie o generi di piante capaci di scovare altri organismi dal sottosuolo, ma che nessuno finora abbia notato l’insolita cattura.

Fonte: giornalettismo.com

Le mandorle per la cura della pelle e dei capelli

La mandorla è un frutto oleoso di piccole dimensioni, ma molto nutriente e prezioso per la salute e la bellezza. È un’ottima fonte di vitamine del gruppo B, benefiche per il fegato, per la pelle e i capelli, e di minerali tra cui il potassio e lo zinco.

Il ferro è presente in buona quantità: questa caratteristica rende la mandorla un alimento indicato anche se soffri di anemia. Il binomio calcio-fosforo aiuta la crescita e lo sviluppo armonico di ossa e muscoli; per questo le mandorle sono una buona risorsa per i bambini, le gestanti, per chi ha problemi di osteoporosi o per le donne in menopausa.

In più è ricca di proteine vegetali, di carboidrati e fibre e contiene un enzima, l’emulsina, che favorisce la digestione dei cereali. Ma la sua principale caratteristica è l'abbondanza di acidi grassi essenziali (chiamati anche vitamina F) che aiutano a mantenere la pelle morbida ed idratata, grazie alla loro azione di ricostruzione del film idrolipidico cutaneo. Questi grassi "buoni", che costituiscono circa l'80% delle calorie delle mandorle, sono benefici per l'apparato circolatorio.

Uno studio recente, pubblicato sulla rivista Archives of Internal Medicine ha dimostrato come il consumo di 65 grammi al giorno di frutta secca, tra cui mandorle, intervenga nell'abbassamento del colesterolo e dei trigliceridi.

Poichè gli acidi grassi si deteriorano facilmente, soprattutto se esposti a luce e calore, assicurati di comprarle freschissime e conservarle in ambiente asciutto e poco illuminato per non far perdere le sue preziose caratteristiche. Si tratta di un alimento che fornisce energia, ma che contiene una notevole quantità di calorie (circa 603 ogni 100 grammi): attenzione a non esagerare con il loro consumo!

Fonte: piusanipiubelli.it

mercoledì 4 luglio 2012

A Milano pipistrelli per combattere le zanzare
Il comune installera' 1.200 bat-box nei parchi della città

Pipistrelli per disinfestare parchi e giardini pubblici di Milano dalle zanzare. Il progetto sperimentale, che consentira' di frenare la proliferazione delle zanzare attraverso un 'insetticida naturale', e' stato lanciato dal Comune di Milano, che nei prossimi giorni installera' in citta' 1.200 bat-box, rifugi in legno per i pipistrelli, predatori ghiotti di insetti.

I primi 400 rifugi per i chirotteri saranno collocati nei prossimi giorni in una decina di aree verdi, a partire dal parco Sempione, dove verranno posizionate 36 bat-box, e dal parco delle Cave, dove e' gia' partita la sperimentazione di tecniche biologiche per il contrasto alle zanzare.

ANSA