lunedì 25 novembre 2013

Animali: balene mediterranee si cibano nel Tirreno centrale

(AGI) - Roma, 25 nov. 2013 - La prestigiosa rivista scientifica "Marine Biology" ha pubblicato un articolo basato su cinque anni di monitoraggio estivo (2007-2011) di cetacei nel Tirreno Centrale arrivando al risultato che le balenottere utilizzano la regione come area di alimentazione. La balenottera comune e' il secondo animale del pianeta per dimensioni, dopo la balenottera azzurra, non presente nel Mediterraneo, e si ciba di zooplancton e piccoli pesci e cefalopodi. Nel Mediterraneo e' considerata una specie vulnerabile la cui popolazione e' in declino. Lo studio premette come la frequenza di avvistamento di balenottere nel Tirreno Centrale sia aumentata di tre volte rispetto a venti anni fa e di come quest'aumento non sia stato osservato in nessuna altra parte del Mediterraneo; al contrario, nel Santuario Pelagos altri recenti studi hanno evidenziato una drastica diminuzione di avvistamenti nello stesso lasso di tempo. Lo studio nel Tirreno Centrale ha messo in relazione le concentrazioni nelle acque marine di clorofilla CHL, che e' legata alla presenza di fitoplancton (nutrimento primario per zooplancton e piccoli pesci), con gli avvistamenti di balenottera. Nei cinque anni di studio gli avvistamenti delle balene erano distribuiti unicamente dove maggiore era la concentrazione di clorofilla. Lo studio giunge alla conclusione che la regione del Tirreno Centrale si e' trasformata, con il cambiare delle condizioni oceanografiche, da area di passaggio ad area di alimentazione per le balene del Mediterraneo.


  Lo studio, realizzato da ISPRA, Accademia del Leviatano ed Universita' Sapienza di Roma, evidenzia l'importanza della protezione di questa regione habitat critico per la balenottera. Lo studio fa parte di un network di ricerca transfrontaliera, del quale fanno parte anche CIMA, GIS3M, KETOS, AMP Capocarbonara, che monitora i cetacei lungo le principali rotte marittime utilizzando traghetti come piattaforme di osservazione ed e' stato reso possibile grazie alla collaborazione di Corsica-Sardinia Ferries e Grimaldi Lines che hanno ospitato i ricercatori a bordo delle loro navi e della Fondazione CARICIV che ha parzialmente finanziato la ricerca. 


(AGI) CR1/mal .

domenica 24 novembre 2013

Whalewatching a Santo Domingo

LE BALENE GOBBE DI SAMANÀ

Salto di magattera a Samana

Da metà gennaio a fine marzo, migliaia di megattere (Megaptera novaeangliae) migrano dalle gelide acque Atlantico settentrionale al caldo del Mare dei Caraibi per la loro stagione di accoppiamento e riproduzione. Uno dei luoghi migliori per avvistarle è la Baia di Samanà, sulla costa nord-orientale della Repubblica Dominicana. Ogni anno da 1500 a 3000 balene gobbe (in spagnolo ballenas jorobadas) - così chiamate per la curvatura caratteristica che prende il dorso quando s'immergono in profondità - raggiungono le acque della baia dominicana, una delle migliori località delle Antille per il whalewatching: per tutta la stagione è garantita la presenza di almeno 300 esemplari. Le megattere misurano da 12 a 15 metri e arrivando a pesare fino a 60 tonnellate.


SANTUARIO DEI MAMMIFERI MARINI

Il governo dominicano ha dichiarato da diversi anni la Baia di Samanà Santuario dei Mammiferi Marini, una riserva protetta dove il Ministero dell’Ambiente ha attivato un sistema di monitoraggio dei cetacei con sistemi elettronici, schedando e catalogando tutti gli esemplari che sostano nella baia per studiare i loro comportamenti e spostamenti nel corso degli anni.
WHALEWATCHING

Diversi operatori locali portano i turisti a incontri ravvicinati con le balene in escursioni giornaliere che partono dal porto di Samanà. Si avvistano facilmente i vivaci maschi e le più tranquille femmine uscire dall'acqua con colpi di pinna o di coda, a volte saltare portano l'intero corpo fuori dalle onde.


MEGATTERE NON PIÙ A RISCHIO ESTINZIONE

Negli anni Sessanta la caccia aveva talmente ridotto il numero di megattere da mettere in dubbio l'esistenza stessa della specie. Grazie all'intervento dell'International Whaling Commission (IWC), dal 1966 le megattere sono una specie protetta ed è vietata la loro caccia, da allora il numero di esemplari è costantemente aumentato, oggi i biologici marini valutano in circa 40.000 il numero di megattere presenti negli oceani, circa un terzo del loro livello originario prima dello sterminio dell'industria baleniera.


LA PENISOLA DI SAMANÀ

Con decine di spiagge orlate di palme, la penisola di Samanà (costa nord) offre il paesaggio costiero meglio conservato della Repubblica Dominicana. Lo sviluppo turistico qui è stato meno invasivo che in altre aree dell'isola. Attraverso l’interno della penisola, movimentato da rilievi coperti di foreste, si raggiunge Santa Barbara de Samanà, il principale centro, la base per approdare sulla bella spiaggia di Cayo Levantado e nel Parque Nacional de los Haitises. Il parco offre lo scenario più incantato del Paese con centinaia di panettoni sepolti di giungla che spuntano dal mare. All’estremità orientale della penisola c’è Las Galeras, un gioco di arenili frequentati dagli appassionati di windsurf e immersioni: davanti alla spiaggia di Cabron c’è un muro sottomarino di 54 m. La meta ideale per un viaggio individuale, lontano dai clamori del turismo di massa, è Las Terrenas: 20 km di spiagge dove nuotare, correre, cavalcare, assistere al ritorno dei pescatori o prendere il mare con loro.

- See more at: http://www.ecoturismoreport.it/it/00012/177/le-balene-gobbe-di-samana.html#sthash.HL0t5qQl.dpuf

LE BALENE GOBBE DI SAMANÀ

Da metà gennaio a fine marzo, migliaia di megattere (Megaptera novaeangliae) migrano dalle gelide acque Atlantico settentrionale al caldo del Mare dei Caraibi per la loro stagione di accoppiamento e riproduzione. Uno dei luoghi migliori per avvistarle è la Baia di Samanà, sulla costa nord-orientale della Repubblica Dominicana. Ogni anno da 1500 a 3000 balene gobbe (in spagnolo ballenas jorobadas) - così chiamate per la curvatura caratteristica che prende il dorso quando s'immergono in profondità - raggiungono le acque della baia dominicana, una delle migliori località delle Antille per il whalewatching: per tutta la stagione è garantita la presenza di almeno 300 esemplari. Le megattere misurano da 12 a 15 metri e arrivando a pesare fino a 60 tonnellate.

SANTUARIO DEI MAMMIFERI MARINI

Il governo dominicano ha dichiarato da diversi anni la Baia di Samanà Santuario dei Mammiferi Marini, una riserva protetta dove il Ministero dell’Ambiente ha attivato un sistema di monitoraggio dei cetacei con sistemi elettronici, schedando e catalogando tutti gli esemplari che sostano nella baia per studiare i loro comportamenti e spostamenti nel corso degli anni.


WHALEWATCHING

Diversi operatori locali portano i turisti a incontri ravvicinati con le balene in escursioni giornaliere che partono dal porto di Samanà. Si avvistano facilmente i vivaci maschi e le più tranquille femmine uscire dall'acqua con colpi di pinna o di coda, a volte saltare portano l'intero corpo fuori dalle onde.

MEGATTERE NON PIÙ A RISCHIO ESTINZIONE

Negli anni Sessanta la caccia aveva talmente ridotto il numero di megattere da mettere in dubbio l'esistenza stessa della specie. Grazie all'intervento dell'International Whaling Commission (IWC), dal 1966 le megattere sono una specie protetta ed è vietata la loro caccia, da allora il numero di esemplari è costantemente aumentato, oggi i biologici marini valutano in circa 40.000 il numero di megattere presenti negli oceani, circa un terzo del loro livello originario prima dello sterminio dell'industria baleniera.

LA PENISOLA DI SAMANÀ

Con decine di spiagge orlate di palme, la penisola di Samanà (costa nord) offre il paesaggio costiero meglio conservato della Repubblica Dominicana. Lo sviluppo turistico qui è stato meno invasivo che in altre aree dell'isola. Attraverso l’interno della penisola, movimentato da rilievi coperti di foreste, si raggiunge Santa Barbara de Samanà, il principale centro, la base per approdare sulla bella spiaggia di Cayo Levantado e nel Parque Nacional de los Haitises. Il parco offre lo scenario più incantato del Paese con centinaia di panettoni sepolti di giungla che spuntano dal mare. All’estremità orientale della penisola c’è Las Galeras, un gioco di arenili frequentati dagli appassionati di windsurf e immersioni: davanti alla spiaggia di Cabron c’è un muro sottomarino di 54 m. La meta ideale per un viaggio individuale, lontano dai clamori del turismo di massa, è Las Terrenas: 20 km di spiagge dove nuotare, correre, cavalcare, assistere al ritorno dei pescatori o prendere il mare con loro.

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lunedì 18 novembre 2013

In Lombardia diossina e policlorobifenili nelle uova di 23 allevamenti su 30

18 novembre 2013 - Diossina e policlorobifenili (PCB) in misura superiore al limite consentito dalla legge europea nelle uova di 23 allevamenti su 30.
Sono questi i primi allarmanti risultati del Piano di monitoraggio del Ministero della Salute che prevede la verifica della presenza di sostanze contaminanti nelle uova e nel latte nei 57 siti inquinati di interesse nazionale (7 quelli lombardi).
Con il campione analizzato dall'Azienda Sanitaria Locale della Lombardia è emerso che nel 76% dei pollai d'allevamento lombardi, industriali o artigianali, sono state riscontrate sostanze cancerogene in misura superiore al limite consentito dalla legge europea (5 picogrammi per ogni grammo di grasso). 

Le uova contengono diossina e policlorobifenili (PCB) in 23 pollai tra Milano, Sesto San Giovanni e la Provincia di Monza Brianza, in 15 allevamenti di Cerro al Lambro (MI) e in 9 di Mantova e dintorni (tre in città, due a Bigarello, uno a San Giorgio, Porto Mantovano, Marmirolo e Borgoforte).
Il monitoraggio sugli allevamenti rurali rientra nel piano triennale di controlli programmato dal Ministero della Salute per valutare la presenza di contaminanti in alimenti di origine animale (uova e latte) prodotti nelle zone a maggior impatto ambientale individuati come Siti di Interesse Nazionale (SIN). Entro la fine dell'anno si concluderà anche nelle aree di Milano Bovisa, Pioltello-Rodano e Brescia-Caffaro.
Già lo scorso anno, però, in un pollaio a Ospitaletto (BS) che offre prodotti a chilometri zero e sorge a due passi da un'acciaieria, sono stati riscontrati tassi di contaminazione quasi doppi rispetto ai limiti imposti dalla normativa europea.
Per questo l'eurodeputato Andrea Zanoni, membro della Commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo, parla di allarme sanitario.
“I risultati dei controlli resi noti sono inquietati. Sulle tavole dei cittadini arrivano veleni di ogni genere. Le uova contaminate dalle sostanze cancerogene, come la diossina, sono alimenti che i nostri bambini consumano e che le mamme hanno sempre tranquillamente servito, soprattutto se provengono da allevamenti rurali e non intensivi che offrono prodotti a chilometro zero. Ora, invece, non c'è più nemmeno questa sicurezza, perché le galline vivono in terreni contaminati vicini a poli industriali”, denuncia l'eurodeputato.
Come è noto, infatti, sono proprio le galline ruspanti, rispetto a quelle di allevamento, a essere gli indicatori più sensibili di un possibile inquinamento ambientale, perché razzolano su terreno esposto alle ricadute degli inquinanti aero-dispersi. Cosa fare?
La Asl impone il divieto di consumo delle uova degli allevamenti irregolari per 120 giorni, che è il termine scientifico sufficiente per abbattere Pcb e diossina se gli animali sono tenuti in condizioni di allevamento ottimali, lontani cioè dalla terra inquinata. Sarà sufficiente?

Autore: Roberta Ragni / Fonte: greenme.it

mercoledì 13 novembre 2013

In Cina api e calabroni giganti causano decine di morti


17 novembre 2013 - Ci troviamo in Cina, e vi parliamo di un fenomeno che si è verificato nella provincia dello Shaanxi, dove dei calabroni giganti hanno già causato 42 vittime.
Come potete vedere dalla foto sotto, queste vespe sono davvero enormi, il loro nome scientifico è “vespa mandarinia”, noti per la quantità di veleno che contengono nel pungiglione.
Ogni autunno queste vespe si riproducono e si sta cercando di contenere questo fenomeno tanto vero che sono già stati rimossi più di 300 nidi nelle aree residenziali.
Secondo gli esperti, questi calabroni sono i più grandi del mondo, e i loro attacchi si pensa siano dovuti all’aumento della temperatura negli ultimi mesi. 


Inoltre non hanno escluso che un domani questi insetti possano giungere anche in Europa.

Fonte: notiziario360.it

venerdì 8 novembre 2013

Mancanza di autostima? Aumentala con un abbraccio
Bassa autostima e paure esistenziali: un connubio "curioso". Ecco cosa fanno sapere i ricercatori della VU University di Amsterdam.

Bassa autostima

Chi soffre di bassa autostima lo sa bene, mettersi a pensare alle cosiddette “questioni esistenziali” può far emergere delle sensazioni alquanto spiacevoli, non è forse vero? Ebbene, secondo quanto emerso da uno studio condotto dai ricercatori della VU University di Amsterdam, pare che una semplice pacca sulla spalla, o ancor meglio un abbraccio, possano davvero far crescere l’autostima di una persona, e far si che questa possa sentirsi più sicura di sé e della propria esistenza.
La ricerca, pubblicata sulle pagine dell’ultimo numero della rivista Psychological Science, esplora in particolare le sensazioni provate dagli esseri umani di fronte all’idea che il loro tempo su questa Terra un giorno possa effettivamente finire. Chi gode di una buona autostima conosce la propria “mortalità”, e si impegna affinché la sua vita possa avere un significato. Ma chi invece di autostima ne ha poca o niente? Le cose in questo caso cambiano. Queste persone infatti tendono a non vedere la vita come qualcosa di speciale.
Detto questo, i ricercatori guidati dallo psicologo Sander Koole hanno condotto una serie di studi analizzando le reazioni di alcune persone con bassa autostima messe di fronte a tematiche “esistenziali” come quella della morte. “Questo è importante – spiega lo psicologo - perché tutti noi abbiamo a che fare con le preoccupazioni esistenziali, e tutti noi viviamo momenti in cui facciamo molta fatica a trovare un significato nella vita”.
Nello specifico, i ricercatori avrebbero rivolto alcune domande in merito alla morte ad alcuni studenti universitari, e curiosamente sarebbe emerso che gli studenti che avevano ricevuto un’innocua pacca sulla spalla della durata di circa un secondo, sarebbero gli stessi che avrebbero manifestato meno ansia nei confronti della morte.
Al contrario, chi non aveva avuto il contatto fisico avrebbe dimostrato maggiore ansia nei confronti della possibile fine della propria esistenza.

Detto questo, gli esperti avrebbero constatato che anche essere toccati da un oggetto inanimato (come ad esempio un orsacchiotto) avrebbe la capacità di attenuare le paure esistenziali. Alla luce di quanto emerso, i ricercatori ritengono infine che l’effetto benefico del contatto potrebbe essere utilizzato insieme alla terapia tradizionale nel trattamento di problemi come la bassa autostima, l’ansia, la depressione e disturbi del genere. Non rimane che provare!

http://www.benessereblog.it
via | Redorbit
Foto | da Pinterest di Sacha Lee

giovedì 7 novembre 2013


Atterraggio sicuro, le api sono meglio di un top gun


Scienziati australiani hanno scoperto come le api sanno eseguire 'atterraggi sicuri' con la massima precisione e grazia, su qualsiasi tipo di terreno, scosceso, verticale o anche instabile come un fiore. Sanno infatti percepire visivamente l'avvicinarsi dell'obiettivo e controllare così la velocità di volo in tempo per un perfetto atterraggio, senza bisogno di sapere a che velocità vanno o la distanza dalla destinazione.
Le conoscenze conseguite aiuteranno a costruire aerei robot che richiedono solo una videocamera per atterrare con sicurezza su superfici di qualsiasi inclinazione. ''Prepararsi a un atterraggio sicuro è una delle sfide più difficili per gli animali volanti, come per gli aeromobili'', scrive il prof Mandyam Srinivasan dell'Istituto di ricerca sul cervello dell'Università del Queensland, sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.
''Per eseguire un atterraggio morbido, è essenziale rallentare in tempo perché la velocità sia vicina a zero al momento di toccare terra'', aggiunge. Gli esseri umani possono valutare la distanza da un oggetto usando la stereovisione perché i due occhi, separati da circa 65 mm, catturano punti di vista differenti. ''Quindi per atterrare usano gli occhi per percepire la velocità di avvicinamento al terreno sottostante'', spiega Srinivasan.
''Tenendo costante la velocità dell'immagine, rallentano automaticamente avvicinandosi al terreno, fermandosi in tempo per l'atterraggio''. Le api invece raramente atterrano su superfici piatte e orizzontali, è importante quindi sapere come atterrano su terreni impervi, verticali o instabili. I ricercatori hanno sviluppato un modello matematico per guidare gli atterraggi, basato sulle strategie delle api.
Diversamente dai metodi correnti degli aerei robotici, questa tecnica a guida visiva non richiede la conoscenza della distanza dalla superficie di destinazione o della velocità di avvicinamento. Nello studio le api sono state addestrate ad atterrare su dischi in posizione verticale e filmate con videocamere ad alta velocità. I dischi, su cui erano stampati disegni a spirale, venivano fatti ruotare a diverse velocità.
Quando la spirale girava dando l'impressione di espandersi, le api frenavano perché pensavano di avvicinarsi a una velocità maggiore, mentre se la spirale girava in senso opposto le api acceleravano, spesso schiantandosi contro il disco.
 

07 novembre 2013
Tiscali News

domenica 3 novembre 2013

CURIOSITA’…


MALATTIE CHE SI CURANO CON L’ACQUA?

Mentre molti di noi tentano invano di ristabilire la propria salute ingoiando ogni giorno mucchi di pastiglie, gli studiosi sono sempre più propensi a credere che esista un mezzo molto più efficace ed accessibile. Lo si può permettere ogni persona in quanto ce l’ha a casa. Si tratta dell’acqua, la sostanza fondamentale senza la quale non esisterebbe la vita sulla Terra.

Da molti anni laboratori di tutto il mondo conducono esperimenti stupefacenti per la modifica della struttura dell’acqua. È stato scoperto che proprio dalla sua struttura dipendono le proprietà che l’acqua trasmette in seguito all’organismo vivente.
Per conoscere le peculiarità della cura con l’acqua strutturata “La Voce della Russia” si è rivolta alla terapeuta Anna Jakovleva che già da alcuni anni cura efficacemente i suoi pazienti con l’aiuto di questo metodo:

La struttura variabile dell’acqua è molto più importante della sua composizione chimica costante. Ciò consente di conferire all’acqua queste o quelle proprietà necessarie. È noto che la struttura dell’acqua cambia sotto l’effetto della musica e delle parole. Così, quando viene suonata musica classica, quando vengono pronunciate preghiere, mantra o semplicemente parole di gratitudine, le molecole dell’acqua possono curarci. Al contrario, le bestemmie, le parole che umiliano e ingiuriano l’uomo influiscono sull’acqua in modo che comincia a distruggere la salute umana.

Ecco un fatto sorprendente: l’acqua è suscettibile a ciò che pensiamo e, qual che più conta, diciamo.
In presenza di pensieri positivi e del senso di gratitudine emanato dall’uomo l‘acqua è capace di operare miracoli e curare persino le malattie più gravi. Non a caso i nostri antenati leggevano preghiere prima di ogni refezione. È venuto infatti fuori che, oltre al significato sacrale, questo rito ha anche un significato pratico. Non solo, ma bisogna ricordare che noi stessi consistiamo prevalentemente di acqua e che la nostra acqua “interna” reagisce anche ai nostri ragionamenti, visto che la nostra salute è, in sostanza, il risultato dei nostri pensieri.

Ciò è descritto dettagliatamente nel libro “I Messaggi dell’Acqua” dello scrittore giapponese Masaru Emoto.
Il libro è uscito nel 1999 ed ha suscitato subito chiassose reazioni nel mondo scientifico. Masaru Emoto dimostra che l’acqua modifica in modo determinato la propria struttura sotto l’effetto di varie emozioni umane.
A titolo di prova vi sono pubblicate foto dei cristalli dell’acqua congelati subito dopo essere stati sottoposti all’azione della musica classica e delle parole che portavano messaggi positivi e foto di quei cristalli che hanno “ascoltato” hard rock e parole offensive. Nel primo caso i cristalli erano bellissimi ed avevano una forma perfetta. Nel secondo caso rappresentavano frammenti rotti e non strutturati.

Racconta Anna Jakovleva:

Tre anni fa ho deciso di svolgere un piccolo esperimento con i miei pazienti per accertare l’effetto prodotto dall’acqua strutturata sulla salute umana. All’inizio molti partecipanti erano scettici, il che, del resto, non stupisce. Per interessarvi possibilmente il più grande numero di persone e per dimostrare che il metodo funzionasse ho deciso di realizzare un esperimento sulle piante. Avevamo tre viole che in quel momento erano nella fase di riposo e non fiorivano.
Abbiamo cominciato ad annaffiare la prima viola con acqua caricata di musica classica, prevalentemente di arie di Puccini e Verdi, in quanto amo molto l’opera italiana. La seconda viola è stata annaffiata con acqua che ha “ascoltato” la cronaca criminale trasmessa in tv. La terza viola è stata irrorata con acqua normale. Due settimane dopo abbiamo già ottenuto i primi risultati. La prima viola è fiorita, la seconda ha perso alcune foglie ed è cominciata a marcire, la terza non ha mostrato nessun cambiamento significativo. Un mese dopo la seconda viola è, putroppo, morta, mentre la prima fioriva rigogliosamente. La terza viola è rimasta così come era all’inizio dell’esperimento. Molti miei pazienti hanno avuto quindi modo di vedere con i propri occhi che l’acqua è capace di influire sugli organismi viventi ed hanno deciso di provare su di sé tale metodica. Come risultato, la maggior parte di loro ha cominciato a sentirsi molto meglio.

È possibile sostituire la somministrazione di farmaci con un bicchiere di acqua “viva”, cioè strutturata?
Che cos’è: un vero miracolo o l’effetto placebo? Che ciascuno decida per sé in che cosa credere.
Ma durante la colazione, per ogni evenienza, dite “GRAZIE” alla vostra acqua. Semplicemente per provare.
Forse funzionerà.

Alyona Rakitina
fonte: http://italian.ruvr.ru/2013_10_28/Quali-malattie-si-curano-con-l-acqua/
Per saperne di più a questo proposito, leggete BENATTIA del dr. Francesco Oliviero.
Gli studi sull'acqua di Masaru Emoto
http://www.amadeux.net/sublimen/dossier/masaru_emoto.html

La tecnica di Masaru Emoto - come si ottengono i cristalli dell'acqua (quelli che vedete nella foto) - Video
http://youtu.be/yBHzEAARywg