mercoledì 16 dicembre 2020

PROF. CHRISTIAN PERRONNE: ”NON SONO VACCINI, MA PRODOTTI DI TERAPIA GENICA”

“Vaccinazione di massa non è necessaria. Inorridito da clima di terrore”

L’esperto francese di malattie infettive Christian Perronne –Capo del Dipartimento di malattie infettive e tropicali dell’ospedale di Garches/ Francia – si dice preoccupato: “Quelli che ci vengono offerti non sono vaccini, ma prodotti di terapia genica.”  

di Christian Perronne *

 

3 dicembre 2020 
 
La Francia, che da mesi vive un incubo, si sta svegliando. In molte città del nostro Bel Paese, il popolo marcia per riconquistare la libertà, per chiedere il ritorno della democrazia. Come medico, specialista in malattie infettive ed essendo stato presidente di numerosi enti o istituti di sanità pubblica, anche sui vaccini, misuro ogni giorno le incertezze che generano la paura la crescente confusione dei nostri concittadini. Corro il rischio di essere nuovamente qualificato come “cospiratore”, termine che designano coloro che criticano o sfidano il singolo pensiero. Finisco per essere orgoglioso di queste etichette, le mie parole che esprimono la verità non sono mai cambiate dall’inizio dell’epidemia. Ritengo quindi che sia mia responsabilità esprimermi anche oggi sull’intero aspetto medico del Covid-19 ed in particolare sul tema vaccino, ormai elemento centrale e quasi unico della politica della Salute.
 
Molti francesi sono stati ipnotizzati dalla “politica” della paura. Da settembre 2020 ci era stata raccontata una seconda terribile ondata di epidemia, peggiore della prima. Il ministro della Salute, il dottor Olivier Véran, il presidente del comitato scientifico dell’Eliseo, il prof. Jean François Delfraissy, il direttore generale della salute, il prof. Jérôme Salomon, l’Institut Pasteur hanno annunciato cifre catastrofiche con un aumento esponenziale del bilancio delle vittime.
 
Gli ospedali dovevano essere saturati e sopraffatti. Anche il presidente della Repubblica, durante un recente discorso televisivo che annunciava la riconferma, aveva previsto non meno di 400.000 morti, che si aggiungono ai 200.000 stimati poco prima dal professor Arnaud Fontanet de Pasteur. Questi numeri irrealistici avevano un solo scopo, mantenere la paura per farci restare confinati, saggiamente mascherati.
 
Tuttavia, l’uso diffuso di maschere nella popolazione generale non ha alcuna evidenza scientifica dimostrata ad arginare l’epidemia di SARS-CoV-2. L’uso delle mascherine dovrebbe essere mirato ai pazienti (soprattutto alle persone a rischio), ai sanitari e a chi sta in contatto con queste categorie di pazienti.
 
Ma l’epidemia sta regredendo e non ha portato ad alcuna apocalisse. La dinamica della curva aveva mostrato per settimane il profilo di un rimbalzo epidemico stagionale che si osserva con alcuni virus, una volta terminata l’onda epidemica.
Ciò testimonia l’adattamento del virus all’uomo ed è anche un riflesso dell’immunità collettiva che progredisce nella popolazione e che ci protegge naturalmente. I ceppi di virus attualmente in circolazione hanno perso la loro virulenza. Le autorità non potranno dire che è merito del contenimento perché la tendenza al ribasso era iniziata anche prima della sua attuazione. Il declino dell’epidemia era addirittura iniziato, in alcune città, prima dell’introduzione del coprifuoco.
 
Sfortunatamente, ci sono ancora decessi che si verificano in persone molto anziane, persone molto obese o persone che soffrono di diabete grave, ipertensione grave, malattie cardiorespiratorie o renali che sono già paralizzanti.
 
Queste persone a rischio sono perfettamente identificate. Le misure sanitarie dovrebbero quindi essere mirate a proteggerli, rilevarli e trattarli il più presto possibile dall’insorgenza dei sintomi con idrossiclorochina e azitromicina, la cui efficacia e sicurezza sono ampiamente confermate, se il trattamento viene somministrato precocemente.
 
Si sarebbero potuti evitare molti decessi. Tuttavia, i medici generici e i geriatri sono stati dissuasi da questi trattamenti. In questo contesto, continuare a perseguitare i nostri figli dietro mascherine inutili rimane incomprensibile.
Tutte queste misure sono fatte in modo che i francesi chiedano un vaccino. Qual è quindi il vantaggio di un vaccino generalizzato per una malattia la cui mortalità è prossima allo 0,05%? No.  (n.d.r. vedi qui
 
Questa vaccinazione di massa non è necessaria. Inoltre, i rischi della vaccinazione possono essere maggiori dei benefici.
 
La cosa più preoccupante è che molti paesi, tra cui la Francia, si dicono pronti a vaccinare nelle prossime settimane, mentre lo sviluppo e la valutazione di questi prodotti sono stati affrettati e nessun risultato l’efficacia o la pericolosità di questi vaccini non è stata finora pubblicata. Avevamo diritto solo ai comunicati stampa dei produttori industriali, consentendo alle loro azioni di salire sul mercato azionario.
 
La parte peggiore è che i primi “vaccini” che ci vengono offerti non sono vaccini, ma prodotti di terapia genica. Inietteremo acidi nucleici che causeranno la produzione di parti del virus da parte delle nostre stesse cellule. Non conosciamo assolutamente le conseguenze di questa iniezione, perché è la prima nell’uomo. E se le cellule di alcuni “vaccinati” producessero troppi elementi virali, provocando reazioni incontrollabili nel nostro corpo?
 
Le prime terapie geniche saranno con l’RNA, ma ci sono progetti con il DNA. Normalmente, nelle nostre cellule, il messaggio viene inviato dal DNA all’RNA, ma in determinate circostanze è possibile il contrario, soprattutto perché le nostre cellule umane contengono sin dall’alba dei tempi i cosiddetti retrovirus “endogeni” integrati in il DNA dei nostri cromosomi. Questi retrovirus “addomesticati” che ci abitano sono solitamente innocui (a differenza dell’HIV, del retrovirus dell’AIDS per esempio), ma possono produrre un enzima, la trascrittasi inversa, in grado di trascrivere all’indietro, dall’RNA al DNA.
 
Quindi un RNA estraneo al nostro corpo e somministrato per iniezione potrebbe codificare il DNA, altrettanto estraneo, che può quindi integrarsi nei nostri cromosomi. C’è quindi un rischio reale di trasformare i nostri geni in modo permanente.
C’è anche la possibilità, modificando gli acidi nucleici, di trasmettere queste modificazioni genetiche ai nostri figli. Le persone che promuovono queste terapie geniche, falsamente chiamate “vaccini” sono apprendisti stregoni e prendono i francesi e più in generale i cittadini del mondo come cavie.
 
Non vogliamo diventare, come i pomodori o il mais transgenico, OGM (organismi geneticamente modificati).
Un funzionario medico di una delle aziende produttrici farmaceutiche ha affermato pochi giorni fa di sperare in un effetto di protezione personale, ma che non si dovrebbe sperare troppo in un impatto sulla trasmissione del virus, quindi sulle dinamiche dell’epidemia.
 
Questa è un’ammissione mascherata che non è un vaccino. Una vergogna.
Sono ancora più inorridito perché sono sempre stato a favore dei vaccini e ho presieduto per anni gli organismi che formulano la politica sui vaccini. Oggi dobbiamo dire basta a questo piano estremamente preoccupante. Louis Pasteur si sta rivoltando nella tomba.
La scienza, l’etica medica e soprattutto il buon senso devono prendere il sopravvento.”
 
 
* Capo del Dipartimento di malattie infettive e tropicali dell’ospedale di Garches – Francia
 

 

 

domenica 29 novembre 2020

Come e perché disintossicarsi dai Metalli Pesanti

 Come e perché disintossicarsi dai Metalli Pesanti

metalli nel corpo

Cibo, igiene personale, medicinali, vaccini, aria, acqua hanno in comune una cosa: metalli pesanti. Il problema dei metalli tossici è particolarmente toccante: si calcola che nel corso della nostra vita mangiamo 1/3 di cucchiaino di mercurio, 1 cucchiaino di piombo, 1 di arsenico, 1,5 kg di alluminio. Di seguito spiego dove si trovano questi metalli, come evitarli, quali effetti hanno sull’organismo, come testarne la presenza ed infine i rimedi naturali per eliminarli dal corpo.

Alcuni metalli sono indispensabili per il corpo: il rame, il ferro, il manganese e lo zinco. Altri a basse dosi sono terapeutici come l’argento, l’oro, il bismuto, il gallio e il litio. Ma c’è una categoria di metalli che in qualunque dosaggio risultano tossici, questi sono i metalli pesanti tossici: piombo, mercurio, alluminio, arsenico, cadmio e nichel.

Nell’organismo si legano prima alle proteine del sangue, per poi distribuirsi nei diversi compartimenti a seconda delle loro proprietà. Così ad esempio il piombo si distribuisce nell’osso e nei tessuti molli, il mercurio si accumula nel rene, ecc. Ogni giorno la concentrazione dei metalli pesanti aumenta perché gli organi non sono in grado di smaltirli e quindi si accumulano nel tempo provocando danni a seconda del metallo e di dove si è depositato. In piccola parte vengono eliminati per via renale, (mercurio e il cadmio) oppure con la bile (l’arsenico) e attraverso le feci (l’alluminio).

EFFETTI SULL’ORGANISMO

  • È stato dimostrato in migliaia di studi che questi metalli sono tossici per piante, animali e cellule umane (in laboratorio in vitro), ma la comunità medica non ha ancora definito chiaramente la questione riguardo l’uomo, cosa che è molto scottante.
  • E’ stato dimostrato che l’alluminio è strettamente legato al morbo di Alzheimer e che il mercurio causa processi neurodegenerativi cerebrali.
  • Inducono la formazione di radicali liberi (i metalli pesanti distruggono i legami molecolari e liberano radicali liberi), molecole chimiche estremamente pericolose per le nostre cellule tanto da essere soprannominate “killer cellulari”, responsabili dell‘insorgenza e dell’aggravamento di molte malattie come diabete, malattie cardiovascolari, tumori ed invecchiamento precoce.
  • I metalli pesanti possono determinare fenomeni irritativi, intossicazioni, malattie degenerative, ed avere azione mutagena o cancerogena a seconda degli organi colpiti: si va dal sangue al rene, al sistema nervoso centrale o periferico, al sistema respiratorio, all’apparato gastrointestinale, all’apparato cardiovascolare e alla cute.
  • Tutti i metalli pesanti tossici sono in grado di penetrare la placenta e causare gravi malformazioni al nascituro o inaspettati aborti spontanei.
  • I metalli pesanti interferiscono con i minerali essenziali alterando molte reazioni enzimatiche e quindi causando disfunzioni ormonali. Anche l’autismo è stato collegato ai metalli pesanti.

DOVE SI TROVANO

MERCURIO: vaccini, alcuni farmaci, aria (aerei ed industrie), pesci grandi (tonno, salmone), amalgame dentali;

PIOMBO: acqua (tubature), aria (inquinamento atmosferico), frutta e verdura (pesticidi e fertilizzanti);

ARSENICO: acqua (tubature), falde acquifere, riso;

ALLUMINIO: cibi in scatola, alcuni formaggi, deodoranti, alcuni farmaci (es. antiacidi), vaccini, caffè (moka in alluminio), aria (aerei ed industrie), acqua (aerei ed industrie);

CADMIO: fumo di sigaretta, frutta e verdura (pesticidi e fertilizzanti);

NICHEL: oggetti metallici, pentole acciaio inox, monete, alcuni gioielli.

TEST PER RILEVARE LA PRESENZA DI METALLI PESANTI NELL’ORGANISMO

Fiamma Ferraro, medico esperto in disintossicazione di metalli pesanti, autrice del libro La Terapia Chelante spiega: “Quanto al livello di accumulo e al tipo di metalli tossici maggiormente presenti nell’organismo, una “diagnosi” non è semplice, perché le dosi infinitesimali di questi metalli assunte ogni giorno, più che circolare nel sangue o essere espulse nell’urina, si depositano in luoghi disparati (non sempre nei capelli, ma nel tessuto adiposo, in organi vari e nelle ossa). Il test considerato più attendibile è il “test di provocazione nelle urine”. I risultati migliori li ho tuttavia ottenuti con un apparecchio di nome Oligoscan, il quale misura mediante la procedura della spettrofotometria, i livelli di metalli presenti e accumulati nei tessuti (non solo dei metalli tossici ma anche di quelli, come ferro e altri, indispensabili alla vita e dannosi solo se in eccesso).” Quindi il mineralogramma, spesso usato per valutare la presenza e quantità dei metalli pesanti dall’analisi del capello, non viene preso in considerazione come test attendibile, sebbene altri affermino il contrario.

TERAPIA CHELANTE

Così continua la Dott.ssa Ferraro: “Pur con ogni cautela è impossibile evitare questi metalli al 100%, e quindi occorrono misure di disintossicazione mirate, semplici, ripetute, e soprattutto prive di effetti collaterali. La terapia chelante (detta chelante perché le sostanze impiegate “afferrano”, come tra le chele di un granchio, i metalli tossici e li “accompagnano” fuori dall’organismo), nella forma classica per infusione endovenosa è nata decenni fa per contrastare le intossicazioni acute. Per gli altri casi vi è poi una miriade di agenti chelanti, che vanno da quelli blandi (alcune alghe, selenio, aglio) a quelli un po’ più aggressivi (S-acetilglutatione, zeolite, estratto di pectina modificata e altri). L’abilità terapeutica sta nell’individuare bene agenti e modalità di somministrazione (orale, per intramuscolo, cerotto, supposta). Nella maggior parte dei casi utilizzo agenti chelanti naturali e a basso costo. I protocolli chelanti standardizzati, endovenosi, nati per le intossicazioni acute, pur necessari in certi casi, non sono sempre consigliabili e, oltre ad essere invasivi e costosi, non sono sempre privi di effetti collaterali. Una disintossicazione troppo intensa e rapida può provocare effetti negativi, soprattutto in chi non ha gli organi di eliminazione (fegato e reni) in ottime condizioni. Ha più senso disintossicarsi spesso in modo blando che non con misure forti ogni 10 anni. Ci intossichiamo un pochino ogni giorno e quindi dovremmo disintossicarci un pochino con una certa frequenza. Ognuno è tuttavia un caso a sé e non vi sono modalità di disintossicazione standardizzate e valide per tutti.”

RIMEDI NATURALI PER RIMUOVERE I METALLI DANNOSI DAL CORPO

ZEOLITE: Minerale vulcanico caratterizzato da una struttura cristallina a carica negativa naturale che attrae e lega metalli tossici, radionuclidi, sostanze chimiche provenienti dai cibi e dalle medicine, virus, batteri, funghi e loro tossine, tossine fermentative che derivano da una alimentazione scorretta e da una flora batterica in disequilibrio ed eccessi di acidità nell’organismo.

CORIANDOLO: “Questa erba da cucina è in grado di mobilitare mercurio, cadmio, piombo e alluminio tanto nelle ossa che nel sistema nervoso centrale. È probabilmente l’unico agente efficace nel mobilitare il mercurio immagazzinato nello spazio intracellulare (allegato al mitocondri, tubulina, liposomi ecc) e nel nucleo della cellula (invertendo il danno al DNA di mercurio).” Tratto da Dietrich Klinghardt, MD, PhD – Chelazione: Come Rimuovere dal Corpo Mercurio, Piombo e altri metalli. Il grande vantaggio è che questa pianta attraversa la barriera emato-encefalica grazie al mercaptano, una sostanza ad azione chelante, e quindi è ottima per ripulire il cervello. La tintura madre di questa pianta ha la capacità di estrarre i metalli dai tessuti, ma una volta estratti questi metalli rimangono in circolazione e non vengono efficacemente espulsi dall’organismo. È quindi necessario abbinare il coriandolo ad altre sostanze efficaci nell’espulsione come la zeolite o la clorella..

MSMIl metil-sulfonil-metano è una forma organica di zolfo e si trova naturalmente in frutta, verdura (aglio, cipolla e svariate crucifere) e pesce, ma viene facilmente distrutto dalla cottura e dalla preparazione dei cibi. Si trova anche sotto forma di integratore: i gruppi solfidrici si legano ai metalli tossici, in particolare a piombo, cadmio e mercurio, ma non se non abbiamo prima una riserva di zolfo utilizzabile. Ha un ruolo importante nel mantenimento della stabilità e dell’integrità del tessuto connettivo e delle proteine. Lo zolfo è considerato dagli esperti di nutrizione utile per l’integrità delle articolazioni, dei capelli, della pelle e delle unghie.

CLORELLA: E’ un alga d’acqua dolce che agisce come una resina a scambio ionico e ha un buon effetto nel legare i metalli nello stomaco, soprattutto il mercurio, ma non è altrettanto efficace nel mobilitarli ed espellerli dagli altri organi: non raggiunge i metalli intracellulari e non attraversa la barriera ematoencefalica. È comunque una fonte significativa di nutrienti come vitamine, amminoacidi, acidi grassi e minerali. Favorisce le funzioni depurative dell’intero organismo grazie alla clorofilla, assorbe grandi quantità di tossine nell’intestino, risana la flora batterica ed elimina dal fegato e dai tessuti i residui tossici

GLUTATIONE: E’ il più potente antiossidante prodotto dall’organismo tanto che ci sono oltre 25 mila studi medici pubblicati sull’argomento. Ha inoltre una grande capacità disintossicante grazie alla sua facoltà di chelare i metalli pesanti tossici quali piombo, cadmio, mercurio ed alluminio eliminandoli dal corpo. Alimentazione povera di vitamine e minerali e ricca di cibi raffinati, sistema immunitario debole, stress e sedentarietà sono tutte situazioni che ostacolano la sintesi del glutatione nel corpo. Diversi studi hanno mostrato che l’integrazione esterna di glutatione non viene assorbita dal corpo. E’ invece ottimo per aumentare la presenza di glutatione nel corpo supplementare la cisteina, il selenio (presente anche nel riso integrale, noci brasiliane e frattaglie) e lo zolfo, che sono elementi di cui il glutatione necessita per funzionare.

ATTIVITA’ FISICA: Il movimento fisico rimette in moto tutto il nostro corpo che quindi è stimolato a buttare fuori tutte le scorie depositate:pulisce il corpo grazie alla stimolazione dell sistema linfatico e attraverso la sudorazione e respirazione. Per chi non si sente di fare sport impegnativi, anche una camminata a passo sostenuto ha un buon effetto sul corpo se fatta per almeno un’ora.

RIMEDI LEGGERI: Alghe, psillio, semi di lino, spirulina, klamath, aglio, acido malico (contenuto nelle mele e nell’aceto di mela)

https://www.dionidream.com/disintossicazione-metalli-pesanti/

venerdì 20 novembre 2020

Canada, i cacciatori uccidono un rarissimo alce bianco. Per gli indigeni era sacro
La comunità locale di Timmins, città nella regione dell’Ontario, insieme ad aziende e associazioni, offre una ricompensa di 8 mila dollari canadesi (pari all’incirca a 5 mila euro) a chi dovesse fornire informazioni utili che permettano di individuare i responsabili di questo gesto insensato.

https://static.ohga.it/wp-content/uploads/sites/24/2020/11/alce-bianco-def.jpg

19 NNovembre 2020 - Una notizia che ha lasciato letteralmente sotto shock un'intera comunità in Canada: che cosa ha potuto spingere una persona a premere il grilletto e abbattere un alce bianco? Facciamo un passo indietro: alla fine di ottobre un gruppo di indigeni delle terre tra le città di Timmins e Foleyet, nell'Ontario, ha ritrovato i cadaveri di due alci femmine in una strada di servizio, abbandonati probabilmente dai bracconieri che si sono macchiati di questo crimine. Una di loro era di un esemplare di alce bianco, un'autentica rarità.

Tecnicamente, non si tratta di albinismo, ma la caratteristica colorazione del manto dell'animale è dovuta a un gene recessivo. Secondo le stime del fotografo naturalista canadese Mark Clement, sono solo una trentina gli alci bianchi che vivono nella regione. Per la popolazione locale sono considerati perfino sacri, in quanto, secondo un'antica credenza, rappresentano lo spirito che vigila su quelle terre.

L'uccisione di uno di loro non poteva quindi non destare indignazione e tristezza. Le autorità per la tutela della fauna selvatica sono alla ricerca dei responsabili, sui quali pende, diciamo così, una taglia di 8 mila dollari canadesi (che equivalgono a poco più di 5 mila euro): gli aborigeni, insieme a un'associazione animalista e a un'azienda di perforazione locale, hanno infatti promesso di elargire questa somma come ricompensa a chiunque sia in grado di fornire indicazioni valide per l'individuazione dei cacciatori che hanno abbattuto il raro animale.

www.ohga.it

 

giovedì 15 ottobre 2020

“In via prioritaria, vieteremo i PFAS”. L’Ue annuncia una stretta sugli interferenti endocrini

 


In via prioritaria, vieteremo i PFAS“. È quanto dichiarato dal presidente della Commissione Ue, Frans Timmerman, nel suo discorso di apertura alla conferenza stampa sulla strategia per la sostenibilità dei prodotti chimici.

Abbiamo parlato più volte dei Pfas, sostanze chimiche di cui si evidenziano i possibili effetti negativi sulla salute tra cui il fatto di interferire con il funzionamento del sistema endocrino, compromettendo crescita e fertilità, e il rischio cancerosità.

Sembra che ora finalmente l’Ue voglia prendere una posizione netta nei confronti dei Pfas. Queste le parole pronunciate dal presidente della Commissione Ue, Frans Timmerman:

Una delle prime azioni che intraprenderemo è garantire che le sostanze chimiche più dannose non vengano più introdotte nei prodotti di consumo. Nella maggior parte dei casi ora valutiamo queste sostanze chimiche una per una e le rimuoviamo quando scopriamo che non sono sicure.

Capovolgeremo semplicemente questa logica. Invece di reagire, vogliamo prevenire. Di norma, l’uso delle sostanze più nocive sarà vietato nei prodotti di consumo.

Ciò si applica ad esempio alle sostanze chimiche che causano tumori o mutazioni geniche, sostanze chimiche che influenzano il sistema riproduttivo o ormonale o sostanze chimiche che si accumulano lentamente nel corpo.

Dobbiamo anche proteggere meglio il nostro ambiente naturale dall’inquinamento chimico. In via prioritaria, vieteremo i PFAS. Queste sono sostanze chimiche altamente persistenti e causano enormi danni alla salute e all’ambiente. Le consentiremo solo dove è assolutamente essenziale per la società.

La prima parte della strategia annunciata dall’Ue riguarda dunque l’eliminazione graduale dai prodotti di uso comune di agenti considerati interferenti endocrini e di sostanze persistenti come appunto i Pfas.

L’Ue si impegnerà inoltre a garantire criteri sostenibili e sostegno finanziario per l’immissione in commercio di sostanze chimiche che siano sicure e rispettose della salute delle persone e dell’ambiente, il tutto per favorire una transizione verde del settore chimico.

“Questa è davvero l’essenza del Green Deal: proteggiamo il pianeta e forniamo un nuovo modello per una crescita economica sostenibile. Anche nel settore chimico” ha detto Timmerman.

I primi prodotti dove saranno vietati i Pfas potrebbero essere gli estintori ma, come ha dichiarato il commissario all’ambiente Virginius Sinkeviciusma, l’obiettivo è:

“impedirne l’emissione nell’ambiente con disposizioni di legge e non”

La Commissione europea intende poi modificare il Reach, una delle più severe regolamentazioni sulle sostanze chimiche al mondo che, evidentemente, ad oggi non risulta abbastanza restrittiva, apponendovi delle “revisioni mirate”.

I prossimi step saranno stabilire criteri comuni per identificare le sostanze interferenti endocrine (nel 2021) e portare gli stessi principi nella legislazione relativa a giocattoli e cosmetici (nel 2022).

15 ottobre 2020

Fonte: European Commission / Ansa

 

 

martedì 13 ottobre 2020

Le balene rischiano davvero l’estinzione. Sono 350 gli scienziati concordi: “Se continuiamo così, spariranno prima del previsto”
 
Francesco Li Volti 13 ottobre 2020

Con una lettera inviata ai Governi che hanno balene, delfini e focene nelle loro acque, 350 scienziati hanno fatto un appello per fare di più per proteggerli dall’estinzione. Alla base c’è il problema dell’inquinamento marino, ma anche la perdita dell’habitat naturale di questi cetacei non è da sottovalutare. I Capi di Stato li ascolteranno?

Questa volta sono stati 350 scienziati a richiedere delle misure concrete per la salvaguardia delle balene, dei delfini e delle focene. Secondo gli studiosi, l'inquinamento (con la conseguente diminuzione delle prede), il cambiamento climatico e la perdita dell'habitat stanno influendo in maniera devastante sulla loro sopravvivenza.

Nella lettera, firmata oltre che da scienziati anche da alcuni ambientalisti di 40 Paesi diversi, si invitano i Governi a essere più sensibili alle tematiche ambientaliste. "Troppo poco, troppo tardi", si legge, su quanto fatto per ora dai singoli Stati. Un rimprovero certamente, ma anche un invito a fare di più nell'immediato futuro.

Tra le cause della probabile estinzione, il dottor Mark Simmonds, visiting research fellow all’università di Bristol e senior marine scientist di Humane Society International, coordinatore di questa lettera, scrive che c'è l'inquinamento chimico e acustico, la perdita di habitat e di prede, dei cambiamenti climatici, delle collisioni con le navi, intrappolamento negli attrezzi da pesca e cattura accidentale nelle operazioni di pesca. Infatti, anche se oramai in molti Paesi la pesca di queste specie è completamente vietata, esiste un altro rischio per questi animali: quello di essere catturati accidentalmente, impigliati nelle reti da pesca. Sono infatti circa 300mila tra balene, delfini e focene i cetacei che muoiono ogni anno in modo orribile.

Nello specifico gli scienziati hanno evidenziato come stia diminuendo il numero delle balene del Nord Atlantico, di cui ne rimangono solo poche centinaia, e la vaquita, che secondo l'Unione internazionale per la conservazione della natura, meglio conosciuta con la sigla inglese IUCN, ne esisterebbero soltanto 18. Per loro è quasi inevitabile che segua questo destino anche il delfino di fiume cinese, noto anche come baiji, che una volta si incontrava comunemente nel fiume Yangtze, ma ora si pensa che si sia estinto.

L'estinzione di queste specie marine sarebbe devastante. Da loro dipende buona parte dell'ecosistema marino: grazie alle loro deiezioni ricche di ferro e azoto, alimentano il fitoplancton, ovvero la base della catena alimentare degli oceani.

https://www.ohga.it

 

martedì 6 ottobre 2020

Almeno 14 milioni di tonnellate di plastica sotto l'Oceano
Nuova stima basata su una ricerca australiana

6 ottobre 2020 - Secondo una nuova stima basata su una ricerca australiana, almeno 14 milioni di tonnellate di pezzi di plastica di larghezza inferiore a 5 mm si trovano sul fondo degli oceani del mondo. L'agenzia scientifica governativa australiana, Csicro ha raccolto e analizzato campioni del fondo oceanico prelevati in sei siti a circa 300 km dalla costa meridionale del paese.


    L'analisi dei sedimenti oceanici fino a 3 km di profondità, pubblicata sul giornale Frontiers in Marine Science e di cui danno notizia diversi media internazionali, suggerisce che potrebbe esserci 30 volte più plastica sul fondo dell'oceano di quanta ne galleggia in superficie. Le microplastiche hanno un diametro di 5 mm o meno e sono per lo più il risultato di oggetti in plastica più grandi che si rompono in pezzi sempre più piccoli.

ANSA
   

domenica 13 settembre 2020

Solastalgia, quando i cambiamenti climatici ti provocano ansia e frustrazione

Se mentre osservate il Pianeta che cambia in maniera repentina, vi sentite tristi o depressi, forse potreste soffrire di solastalgia, un disagio psicologico strettamente collegato ai cambiamenti climatici.

Che cos’è la solastalgia?

“Una sorta di nostalgia che si prova quando l’ambiente intorno a te cambia in peggio”, spiega il filosofo australiano Glenn Albrecht, che l’ha coniata qualche anno fa, all’University of Newcaslte, in Australia.

Letteralmente il termine nasce dalla combinazione tra la parola latina solacium (conforto) e la radice greca algia (dolore) ed è, come dicevamo, un neologismo coniato nel 2003 dal filosofo australiano Glenn Albrecht e indica appunto, un malessere che si ha quando si vede un peggioramento del luogo in cui si vive. Peggioramento dovuto appunto ai cambiamenti climatici, all’urbanizzazione, cementificazione, consumo di suolo e via dicendo.

La sostalgia è, dunque, legata all’Antropocene e all’impatto dell’uomo sull’ambiente. Alluvioni, piogge torrenziali, ondate di caldo vanno a influire direttamente sul nostro stato d’animo intensificando stress e ansia che alla fine possono degenerare in rabbia e depressione.

“È un tipo di nostalgia di casa o malinconia che provi quando sei a casa e il tuo ambiente familiare sta cambiando intorno a te in modi che ritieni profondamente negativi”, dice Albrecht.

Uno stato d’animo che conoscono bene ad esempio i nativi.

“Gli aborigeni australiani, i Navajo e qualsiasi popolazione indigena hanno provato questo senso di dolore e disorientamento dopo essere stati sfollati dalla loro terra”, dice ancora Albrecht.

Un dolore che si continua a provare ogni volta che allevatori e agricoltori cercano di usurpare le terre ancestrali per fare spazio a bestiame e piantagioni.

Quali sono gli effetti della solastalgia?

Possono essere di lungo e breve termini, manifestandosi in maniera acuta o cronica. Abbiamo così sentimenti di aumento dell’aggressività,senso di debolezza, dolore, alienazione e ancora depressione, ansia, disturbi del sonno fino a pulsioni suicide. Con tutte le conseguenze del caso,ovvero i rapporti con gli altri e la comunità. Tra le persone più vulnerabili ci sono i bambini e gli anziani, ma anche i giovani che ultimamente iniziano ad esprimere ansia e preoccupazione per il futuro del Pianeta.

Ma la solastalgia non è una peculiarità dei Paesi occidentali perché tutti possono provare un sentimento che minaccia il senso di appartenenza a un luogo e quello di identità, e che può portare alla depressione. Ma nonostante tutto non bisogna gettare la spugna. “Sono una persona ottimista, faccio molto per invertire la spinta” , chiosa Albrecht.

27 Settembre 2019

Dominella Trunfio

 

lunedì 31 agosto 2020

Il giornalista si rifiuta di parlare di Covid e gli sospendono la trasmissione su RAI 1

31/08/2020 - Il noto giornalista e conduttore televisivo Luigi Diaco durante una trasmissione radiofonica su RTL si ruifiuta categoricamente di parlare di Covid con gli altri due interlocutori che stanno partecipando alla trasmissione.

Tutto nasce quando Diaco, parlando con l’ospite Davide Giacalone, annuncia di voler parlare di altri argomenti di attualità che non riguardano il Covid, poiché l’emergenza sanitaria durerà comunque per molto tempo, e si rischierebbe dunque di annoiare i telespettatori.

Insomma un vero e proprio affronto al partito del pensiero unico, e guarda caso e' notizia di poche ore ore fa che il conduttore e' stato sottoposto a tampone e la trasmissione RAI che conduce sospesa perche' ci sarebbe un caso di positivita' nello staff.Coincidenze? Non credo...
https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/08/30/pierlugi-diaco-scoppia-il-putiferio-in-diretta-a-rtl102-5/5914863/
https://www.ilmessaggero.it/televisione/io_e_te_sospeso_coronavirus_diaco_ultime_notizie_rai-5433037.html

Fonte: https://ilsapereepotere2.blogspot.com/2020/08/il-giornalista-si-rifiuta-di-parlare-di.html

lunedì 27 luglio 2020

Think Green 🌳 Think Blue 💧 
 
Da uno studio effettuato nel 2010, si evince che il cingolato anteriore e l'insula (aree cerebrali associate all’empatia) diventavano più attive quando i soggetti esaminati osservavano paesaggi naturali. Al contraio, osservando paesaggi urbani si incrementava l'attività dell'amigdala, che svolge un ruolo importante nello stress cronico. 

I paesaggi naturali provocano, secondo una ricerca effettuata in California con la RMF, l'attivazione dei gangli basali (connessi ai ricordi felici), parte del sistema di gratificazione del cervello.

Tuttavia, i ricercatori M. White, A. Smith, K. Humphreys hanno notato che, se nel paesaggio urbano è presente l'acqua, ad esempio piazze con fontane, case su un canale, cascatelle ornamentali, a livello cerebrale si otteneva la stessa valutazione positiva delle aree verdi.


domenica 26 luglio 2020



“Questi non li recuperi più. Andati. Per sempre.
Non c’è psicoterapia che possa guarirli, non c’è psichiatra al mondo.
Sono un esercito di persone rese clinicamente psicotiche.
Il terrorismo dei media, Governo e istituzioni ha fatto presa alla perfezione, provocando danni psicologici irreversibili.
Sono vittime.
Non vanno schernite, non vanno offese.
Vanno profondamente compatite, aiutate e comprese.
Sono quelli che ancora oggi hanno paura del virus, nonostante l’emergenza sia terminata da tre mesi.
Nonostante da tre mesi le terapie intensive siano deserte.
Oggi il virus, nella peggiore delle ipotesi, fa gli stessi danni del raffreddore.
In terapia intensiva non ci entra nessuno nemmeno per sbaglio, nonostante i contagi non si siano mai arrestati.
Quando ci comunicano i dati sui nuovi contagi o quando ci avvisano di nuovi focolai, è come se ci stessero aggiornando sul numero dei raffreddati.
Focolai di persone sanissime, tutti asintomatici, che non si sarebbero nemmeno mai accorti di essere contagiati se non gli avessero fatto il discutibilissimo tampone.
Sono quelli rimasti a marzo, con in mente ancora le immagini scioccanti degli intubati, dei furgoni dell’esercito che portano via le bare.
Sono rimasti a marzo.
Si sono persi quattro mesi di errori e progressi terapeutici, di autopsie, di trombosi venose, di clorochina ed eparina, di terapia domiciliare, di protocollo off label, di carica virale quasi azzerata.
Sono ancora a marzo.
Gli basterebbe guardare i dati delle terapie intensive degli ultimi tre mesi per tranquillizzarsi ma niente, nulla può guarirli in questo momento, nulla può restituire loro la lucidità.
Ripongono una fiducia totale e incondizionata nei confronti dei media e delle istituzioni.
Mai potrebbero dubitare. Non potrebbero mai accettare l’idea di essere ingannati o manipolati.
Non potrebbero mai pensare che media, Governo e istituzioni possano essere corrotti da chi ha smisurati capitali e specifici interessi.
Crollerebbero tutte le certezze, crollerebbe il mondo intero.
Per questo si fidano ciecamente e non mettono mai in discussione nulla.
E’ quasi una forma di autodifesa.
Preservano una visione fanciullesca della realtà che li aiuta sicuramente a vivere meglio ma in alcuni casi può diventare parecchio pericolosa.
Sono quelli in prima fila per il vaccino, anche senza sperimentazione, pazienza.
Gli hanno ripetuto all’infinito che potranno tornare a vivere solo dopo il vaccino e così sarà.
Un vaccino contro qualcosa che purtroppo non è vaccinabile, contro qualcosa che non rappresenta più un pericolo, già da tre mesi.
Sono quelli che gridavano di stare a casa, che urlavano al runner, che denunciavano i vicini, che strillavano di non riaprire così presto.
Hanno contribuito a mandare in default il Paese, hanno sostenuto ideologicamente i mandanti e i complici esecutori di questo scempio epocale.
Sono quelli che normalmente cadono per primi.
Se non è per un vaccino sarà per qualcos’altro. Una medicina sbagliata o una non presa, come il Plaquenil.
Totalmente scoperti, sempre in balia delle persone sbagliate, manipolati e indotti all’autolesionismo.
Sono quelli che non vanno scherniti e non vanno offesi.
Vanno solo profondamente compatiti, aiutati e compresi...”


DOTT. FRANCESCO OLIVIERO (pneumologo)

martedì 21 luglio 2020

Ecoterapia

Bastano solo due ore a contatto con la natura per essere più sani e felici 

20 luglio 2020 - Il mare, i prati, il bosco, le montagne e tutti gli altri scenari naturali hanno il potere di farci sentire meglio in breve tempo, sia a livello fisico che mentale. Ma qual è la “dose” perfetta per questa terapia naturale? Secondo uno studio bastano solo 2 ore a settimana!

A dirlo un team di ricerca dell’University of Exeter Medical School che ha scoperto qualcosa che noi già sapevamo: stare seduti a godersi la pace che offre la natura ha benefici per il nostro organismo ma anche per la mente. La novità sta però nel fatto che vi sarebbe un tempo minimo di permanenza per godere dei vantaggi.
E in effetti non ne serve molto: una “dose” di due ore di natura a settimana aumenta significativamente la salute e il benessere, e non c’è bisogno neppure di camminare! Questo, infatti, è vero anche se si sta seduti a contemplare il paesaggio o sdraiati in completo relax.

Il nuovo studio, pubblicato su Scientific Reports , è la prima ricerca importante che non solo valuta i benefici della cosiddetta “ecoterapia” ma ci consiglia anche una possibile tempistica per frequentare parchi, boschi, mare, ecc. godendo del massimo dei benefici.

Il risultato si basa sulle informazioni di un’indagine di Natural England, il più grande studio al mondo che raccoglie dati sui rapporti delle persone con il mondo naturale. Il campione preso per la ricerca è molto ampio: si tratta di 20.000 inglesi di diversa età, sesso e caratteristiche, intervistati in merito alle attività compiute nella settimana precedente.

Si è potuto notare così che un quarto di coloro che trascorrevano poco tempo (o per niente) a contatto con la natura, riferivano di avere problemi di salute e quasi la metà dichiarava di non essere soddisfatta della propria vita. Al contrario, solo un settimo di coloro che trascorrevano almeno due ore immersi nella natura, dichiaravano che la loro salute era scarsa, mentre un terzo non era soddisfatto della propria vita.

Ma quello che ha stupito maggiormente i ricercatori è che questo è valido per tutti: giovani, anziani, ricchi, poveri, cittadini, popolazione rurale, ecc. e perfino per chi soffre di patologie o disabilità. Inoltre, non importava neppure che le due ore nella natura fossero continuative, andava benissimo anche fare visita a boschi, parchi, mare, ecc. in visite più brevi raggiungendo il totale minimo di due ore nel corso della settimana.
Sembra dunque che,  al nostro stile di vita sano fatto di 5 porzioni al giorno di frutta e verdura, alimentazione integrale, attività fisica, ecc. dobbiamo aggiungere anche un paio d’ore a settimana immersi nella natura!

Francesca Biagioli

www.greenme.it

lunedì 6 luglio 2020

Le lucciole trasformano questo tunnel di Trieste in un bosco incantato 
 di Francesca Mancuso





1 Luglio 2020 - Le lucciole sono sempre meno, minacciate dai pesticidi e dall’inquinamento luminoso, ma c’è un luogo di Trieste dove esse creano un vero e proprio spettacolo di magia con le loro danze. E’ il ponte di San Giuseppe, un sottopasso dove ogni sera si radunano centinaia di insetti, delizia per il cuore e gli occhi degli abitanti.
Ormai per i triestini si tratta di un appuntamento fisso. Ogni sera dopo le 22 nel sottopasso di San Giuseppe, lungo la pista ciclabile, in tanti accorrono per ammirare le lucciole, tante, tantissime.

Lì i coleotteri trasformano la zona in un vero e proprio bosco incantato. Come spiegano vari utenti su Facebook, dalle 22 alle 24 le lucciole danzano nel buio all’interno del tunnel, poi si affievoliscono.
“Io sono andata domenica sera in ciclabile dove c’è il sottopassaggio della strada per bagnoli, era pieno” racconta un utente.

Si tratta di un vero e proprio miracolo della Natura visto che le lucciole, una volta molto diffuse, stanno sparendo ormai ovunque a causa dei pesticidi e dei cambiamenti climatici.
Ma ora il lockdown potrebbe aver dato loro una mano… E se ne vedono sempre di più. Ci erano mancate!

Fonti di riferimento: Facebook/Stefano Marsi

sabato 13 giugno 2020

IL VEGETARIANESIMO E IL VELENO CONTENUTO NELLA CARNE PRODOTTO DALLA PAURA

di Omraam Mikhaël Aïvanhov


Il vegetarianesimo è una regola di vita che non deve essere imposta, altrimenti provoca squilibri sia fisici che psichici. Questa disciplina necessita una matura riflessione che deve portare, a poco a poco, verso una decisione presa liberamente. Poiché non basta semplicemente sopprimere la carne dai pasti; al contrario, per preservare un sano equilibrio alimentare, è indispensabile sostituire la carne con altre proteine vegetali. D’altra parte, l’assimilazione delle proteine è favorita da uno stile di vita che faccia intervenire il sole, l’aria pura, la natura e certe attività spirituali.

Il passaggio al vegetarianesimo generalmente si coniuga ad un cambiamento dello stile di vita, ad un adattamento, una trasformazione di certe abitudini (lo si fa con uno scopo preciso). E’ molto importante che quelle trasformazioni si effettuino con cognizione di causa, nell’armonia e come risultato di una libera scelta. Le motivazioni personali e lo stato d’animo sono fattori determinanti per la riuscita di tali cambiamenti.


“La differenza tra il nutrimento carnivoro e il nutrimento vegetariano sta nella quantità di raggi solari che contengono. I frutti e le verdure sono talmente impregnati di luce solare che si può dire che siano una condensazione della luce. Dunque, quando si mangia un frutto o una verdura si assorbe luce solare che non lascia in noi alcun residuo. La carne, al contrario, è piuttosto povera di luce solare ed è per questo che imputridisce rapidamente.”


GLI EFFETTI DELLA PAURA

“Avete mai pensato a cosa sentono gli animali nei macelli? Sono sensibili, a volte molto più dell’uomo. Quale paura, che spavento e che rivolta li agitano e li turbano! Percepiscono ciò che li aspetta ! Non possono esprimerlo ma le loro ghiandole reagiscono, secernendo ed emettendo degli umori carichi del loro odio e della loro angoscia: è un vero e proprio veleno che immettono prima nel loro sangue e poi in tutte le cellule del loro corpo. I Maestri conoscono quel veleno e gli scienziati lo scopriranno presto. Ogni discepolo deve osservarsi per diventare cosciente di ciò che accade in lui a seconda di quel che mangia, beve e respira. Quel veleno, che è il risultato della paura, non può essere neutralizzato o eliminato dalla carne né con la cottura né con il lavaggio; si diffonde ed agisce nell’organismo dell’uomo.”


“In apparenza, la guerra è dovuta a questioni economiche o politiche, ma di fatto è il risultato di tutto il massacro che facciamo degli animali. La legge di giustizia è implacabile e obbliga l’umanità a pagare versando tanto sangue quanto quello che gli uomini hanno fatto versare agli animali. Quanti milioni di litri di sangue sparsi sulla terra gridano vendetta verso il Cielo! L’evaporazione di quel sangue attira non solo dei microbi, ma anche miliardi di larve e di entità inferiori del mondo invisibile.


Noi uccidiamo gli animali, ma la Natura è un organismo, e uccidendo gli animali è come se toccassimo certe ghiandole di quell’organismo; a quel punto, le funzioni si modificano, e dopo qualche tempo scoppia una guerra tra gli uomini. Sì, perché si sono massacrati milioni di animali per mangiarli, senza sapere che essi erano legati a degli uomini, e quegli uomini devono quindi morire con essi. Uccidendo gli animali, si uccidono gli uomini. Tutti dicono che deve regnare la pace nel mondo, che non devono più esserci guerre… Ma la guerra durerà finché noi continueremo a uccidere gli animali, perché uccidendoli, è in noi stessi che distruggiamo qualcosa.” 


tratto da HRANI YOGA - il senso alchemico e magico della nutrizione
edizioni Prosveta

giovedì 21 maggio 2020

Monica Gagliano. Guidata dalle piante.
Un'intervista di Steve Paulson pubblicata il 29 Aprile 2020 su Nautilus. a Monica Gagliano ricercatrice senior research fellow all'Università di Sydney in Australia. 
 
Ecco come opero. Questo è ciò che sono. E nessuno ha il diritto o l'autorità di dirmi che non è reale.
 
Questa è la traduzione in anteprima per tutti gli Amici degli alberi.
 
Le piante sono esseri intelligenti ed hanno una profonda saggezza da impartire, se solo sapessimo ascoltarle. E Monica Gagliano sa come ascoltarle. L'ecologo evoluzionista ha fatto esperimenti pionieristici, suggerendo che le piante hanno la capacità di apprendere, ricordare e fare delle scelte. Non è tutto. Gagliano, ricercatore senior presso l'Università di Sydney in Australia, parla con le piante. E loro rispondono. Le piante la convocano con le istruzioni su come vivere e lavorare. Alcune conversazioni di Gagliano sono avvenute in sogni profetici, che l’hanno portata a a studiare con uno sciamano in Perù mentre faceva viaggi allucinogeni con delle piante psicoattive. Insieme a scienziati forestali come Suzanne Simard e Peter Wohlleben, Gagliano solleva profonde questioni scientifiche e filosofiche sulla natura dell'intelligenza e sulla possibilità della "coscienza vegetale". Ma la cosa insolita di Gagliano è la sua disponibilità a parlare delle sue esperienze con sciamani e guaritori tradizionali, insieme alluso che lei fa di sostanze psichedeliche. Per una persona che aveva già ricevuto delle forti critiche da parte di altri scienziati, non era certo una mossa sicura per rivelare le sue esperienze personali in regni ultraterreni. Gagliano considera le sue esplorazioni in modi non occidentali di vedere il mondo come parte del suo lavoro scientifico. "Quelle sono porte importanti che devi aprire e o passi o non ci riesci", mi ha detto. "Ho semplicemente deciso di attraversarlo." A volte, ha detto, alcune piante le hanno dato indicazioni precise su come condurre i suoi esperimenti, dicendole persino quale pianta studiare. Ma non è stato facile. Come Alice, [I] mi sono ritrovato a cadere in una buca di coniglio piuttosto strana ”, ha scritto nel libro di memorie del 2018, THUS SPOKE THE PLANT Così parlava la pianta. "Ho dubitato della mia sanità mentale molte volte, soprattutto quando sono iniziate tutte queste strane circostanze, eppure so di non soffrire di psicosi". Poco prima del blocco COVID-19, ho parlato con Gagliano al Dartmouth College, dove era in visita come ricercatrice. Abbiamo parlato dei suoi esperimenti, del nuovo campo dell'intelligenza delle piante e delle sue esperienze personali nel parlare con le piante.
 
Sei famosa per un esperimento con la Mimosa pudica, comunemente noto come "pianta sensitiva", che chiude istantaneamente le sue foglie quando viene toccata. Puoi descrivere il tuo esperimento?
Ho costruito un piccolo macchingegnoche mi ha permesso di far cadere le piante da un'altezza di forse 15 centimetri. Quindi non è troppo alto. Quando cadono, atterrano su una base leggermente imbottita. Questa pianta chiude le sue foglie quando è disturbata, specialmente se il disturbo è un potenziale predatore. Quando le foglie sono chiuse, le cose grandi, spinose e appuntite sporgono, quindi potrebbero dissuadere un predatore. In realtà, non solo chiudono la foglia, ma letteralmente si abbassano, come, "Guarda, sono morto. Non c’ nessun succo per te qui. "
 
Lo hai fatto più e più volte, lasciando cadere le piante ripetutamente.
Esattamente. Non ha senso per una pianta o un animale ripetere un comportamento che è in realtà inutile, quindi impariamo abbastanza rapidamente che qualunque cosa sia inutile, non lo fai più. Stai sprecando molta energia cercando di fare qualcosa che in realtà non aiuta. Quindi, la pianta, in questo caso la Mimosa, può imparare a non chiudere le foglie quando il potenziale predatore non è reale e non ci sono conseguenze negative in seguito?

Dopo quante cadute hanno smesso di chiudere le foglie?
Il test è per un tipo specifico di apprendimento che si chiama assuefazione. Ho deciso che sarebbero stati lasciati cadere continuamente per 60 volte. Poi c'è stata una grande pausa per lasciarli riposare e l'ho fatto di nuovo. Ma le piante stavano già riaprendo le loro foglie dopo le prime 3-6 cadute. Quindi nel giro di pochi minuti, sapevano esattamente cosa stava succedendo, tipo: "Oh mio Dio, questo è davvero fastidioso ma non significa nulla, quindi non mi preoccuperò di chiudere le foglie . Perché quando le mie foglie sono aperte, posso continuare a mangiare la luce. " Quindi c'è un compromesso tra proteggersi quando la minaccia è reale e continuare a nutrirsi e crescere. Ho lasciato le piante indisturbate per un mese, poi sono tornato e ho ripetuto lo stesso esperimento su quegli individui. E hanno dimostrato di sapere esattamente cosa stava succedendo. Sono stati addestrate.

Questo è ciò che io sono. E nessuno ha il diritto di dirmi che non è reale.
Dici che queste piante "comprendono" e "apprendono" che non esiste più una minaccia. E stai suggerendo che "ricordino". Non stai usando queste parole metaforicamente. Intendi questo letteralmente?
Sì, è quello che stanno facendo. Questaè sicuramente memoria. È lo stesso tipo di esperimento che facciamo con un'ape o un topo. Quindi usare le parole "memoria" e "apprendimento" sembra assolutamente appropriato. So che alcuni dei miei colleghi mi accusano di antropomorfizzare, ma non c'è nulla di antropomorfo in questo. Questi sono termini che si riferiscono a determinati processi. La memoria e l'apprendimento non sono due processi separati. Non puoi imparare se non ricordi. Quindi, se una pianta sta soddisfacendo i requisiti e sta facendo quello che ti aspetteresti che faccia un topo, un topo o un'ape, allora il test viene superato.

Pensi che queste piante stiano davvero prendendo decisioni sull'opportunità o meno di chiudere le foglie?
Questo esperimento con la Mimosa non è stato progettato per testare quella domanda specifica. Ma più tardi, ho fatto esperimenti con altre piante, in particolare con i piselli, e sì, non c'è dubbio che le piante facciano delle scelte nel processo decisionale reale. Questo è stato testato nel contesto di un labirinto, in cui il test è in realtà far fare una scelta tra sinistra e destra. La scelta si basa su ciò che potresti guadagnare se scegli una parte o l'altra. Ho fatto uno studio con i piselli che ha mostrato che le piante possono scegliere il braccio destro in un labirinto in base alla provenienza del suono dell'acqua. Certo, vogliono l'acqua. Quindi useranno il segnale per seguire quel braccio del labirinto mentre provano a trovare la fonte d'acqua.
 
Quindi le piante possono sentire l'acqua?
Oh sì, certo. E non sto parlando di segnali elettrici. Abbiamo anche scoperto che le piante emettono i loro suoni. Il segnale acustico esce fuori dalla pianta.

Che tipo di suoni producono?
Li chiamiamo clic, ma è qui che la lingua potrebbe non riuscire perché stiamo cercando di descrivere qualcosa con cui non abbiamo abbastanza familiarità per creare la lingua che descrive realmente l'immagine. Abbiamo capito che, sì, le piante non solo producono il proprio suono, il che è sorprendente, ma stanno ascoltando i suoni. Siamo circondati dal suono, quindi ci sono studi, come il mio studio personale, su piante che si spostano verso determinate frequenze e quindi rispondono a suoni di potenziali predatori che masticano foglie, che altre piante che non sono ancora minacciate possono sentire. "Oh, è un predatore che mastica le foglie del mio vicino. Farò meglio a difendere le mie difese. " E più recentemente, in Israele è stato svolto del lavoro sul suono delle api e su come i fiori si sono preparati e sono diventati molto carini e dolci, letteralmente, per essere più attraenti per l'ape. Quindi il livello di zuccheri aumenta quando passa un'ape.

Stai descrivendo un livello sorprendente di raffinatezza in queste piante. Hai una definizione operativa di "intelligenza?"
Questo è uno di quei temi delicati. Uso l'etimologia latina della parola "intelligere" che significa letteralmente qualcosa come "scegliere tra". Quindi l'intelligenza sottolinea davvero il processo decisionale, l'apprendimento, la memoria, la scelta. Come puoi immaginare, vengono caricate anche tutte quelle parole. Appartengono al regno cognitivo. Ecco perché definisco tutto questo lavoro come "ecologia cognitiva".

Vedi paralleli tra questo tipo di intelligenza nelle piante e l'intelligenza collettiva che associamo agli insetti sociali nelle colonie di formiche o alveari?
Questo tipo di intelligenza potrebbe essere definita "intelligenza distribuita" o "intelligenza collettiva". Stiamo testando queste domande in questo momento. Le piante non hanno neuroni. Non hanno un cervello, che è spesso ciò che supponiamo sia la base di tutti questi comportamenti. Ma come i funghi mucillaginosi (slime molds)e altri animali basali che non hanno sistemi neuronali, sembrano fare le stesse cose. Quindi la risposta breve è sì.

Quello che stai dicendo è molto controverso tra gli scienziati. La critica comune alle tue opinioni è che un organismo ha bisogno di un cervello o almeno di un sistema nervoso per poter imparare o ricordare. Stai dicendo che i neuroni non sono richiesti per l'intelligenza?

La scienza è piena di ipotesi e presupposti che non mettiamo in discussione. Ma chi ha detto che il cervello e i neuroni sono essenziali per qualsiasi forma di intelligenza o apprendimento o cognizione? Chi l'ha deciso? E quando dico che i neuroni e il cervello non sono richiesti, non è per dire che non sono importanti. Per quegli organismi come noi stessi e molti animali che hanno neuroni e cervelli, è incredibile. Ma se guardiamo alla base del regno animale, le spugne non hanno neuroni. Sembrano piante perché quando sono adulti, si sistemano sul fondo dell'oceano e praticamente restano fermelì per sempre. Tuttavia, se guardi il genoma della spugna, hanno il codice genetico per il sistema neuronale. È quasi come da una prospettiva evolutiva, hanno semplicemente deciso che lo sviluppo di un sistema neuronale non era utile. Quindi sono andati in un modo diverso. Perché dovresti investire quell'energia se non ti serve? Puoi raggiungere lo stesso risultato in diversi modi.

Il tuo cibo è psichedelico. Cambia continuamente la chimica del tuo cervello.

I tuoi critici affermano che si tratta solo di risposte adattive automatiche e che in realtà non stanno davvero imparando.
Sai, dicono solo che le piante non imparano e non ricordano. Quindi fai questo studio ed incappi in qualcosa che in realtà ti mostra il contrario. È compito della scienza essere abbastanza umili da renderci conto che effettivamente commettiamo errori nel nostro modo di pensare, ma possiamo correggerlo. La scienza cresce correggendo, modificando e adattando ciò che una volta pensavamo fosse il fatto. Sono andato e ho chiesto, le piante possono fare l'apprendimento pavloviano? Questo è un tipo di apprendimento superiore, che Pavlov ha fatto con i suoi cani mentre salivavano aspettandosi la cena. Bene, si scopre che le piante possono effettivamente farlo, ma in modo vegetale. Quindi le piante non salivano e la cena è un diverso tipo di cena. Puoi, come scienziato, creare lo spazio per questi altri organismi per esprimere, in questo caso la propria "piantagione" (plantness) , invece di aspettarsi che diventino più simili a te?

C'è un campo emergente di quella che viene chiamata "coscienza vegetale". Pensi che le piante abbiano una mente?
Qual è la mente? [Ride] Vedi, il linguaggio è molto inadeguato al momento nel descrivere questo campo. Potrei farti la stessa domanda nel riferirmi agli umani. Pensi che gli umani abbiano una mente? E potrei rispondere di nuovo, qual è la mente? Certo, ho scritto un articolo dal titolo "La mente delle piante"e c'è un libro in arrivo chiamato La mente delle piante.(The Minds of Plants) In questo contesto, il linguaggio viene utilizzato per catturare aspetti di come le piante possono cambiare idea e anche se hanno un'agenzia. C'è una "persona" lì? Queste domande sono rilevanti oltre la scienza perché hanno ripercussioni etiche. Chiedono un cambiamento nel nostro atteggiamento sociale nei confronti dell'ambiente. Ma ho già un problema con il linguaggio che stiamo usando perché la domanda formulata in quel modo richiede una risposta sì o no. E se la risposta non può essere sì o no?

Vorrei porre la domanda in un modo diverso. Pensi che le piante abbiano una vita emotiva? Possono provare dolore o gioia?
È la stessa domanda. Da dove provengono i sentimenti e quali sono i sentimenti? Queste sono domande sì o no, di solito. Ma per me sono sì e no. Dipende da cosa intendi per "sentimento" e "gioia". Dipende anche da dove ti aspetti che la pianta senta quelle cose, se lo fanno, e come le riconosci in modo umano. Voglio dire, le piante potrebbero avere più gioia di noi. È solo che non lo sappiamo perché non siamo piante. Ne abbiamo parlato solo dal punto di vista scientifico, che è la visione occidentale del mondo. Ma ho anche avuto una stretta relazione con le piante da una prospettiva molto diversa, la visione del mondo indigeno. Perché è meno prezioso? E quando effettivamente esplori queste prospettive, richiedono la tua esperienza. Non puoi semplicemente capirli pensando a loro. La mia esperienza personale mi dice che le piante sicuramente provano molte cose. Non so se userebbero quelle parole per descrivere gioia o tristezza, ma sentono i corpi. Stiamo sentendo i corpi.

La scienza è piena di ipotesi e presupposti che non mettiamo in discussione.
Hai studiato con gli sciamani nelle culture indigene e hai preso l'ayahuasca e altre piante psicoattive. Perché hai cercato quelle esperienze?
Non l'ho fatto Mi hanno cercato. Quindi ho giusto seguito quelle esperienze. Sono appena arrivate nella mia vita. Sai, quelle sono porte importanti che devi aprire e o cammini o no. Ho semplicemente deciso di attraversarle. Ho fatto questa strana serie di tre sogni mentre ero in Australia a fare la mia vita normale. Quando arrivò il terzo sogno, era chiaro che le persone che stavo sognando erano persone vere. Stavano aspettando da qualche parte in questa realtà, in questo mondo. E la prossima cosa, sto comprando un biglietto e andando in Perù e il mio partner in quel momento mi guarda come "Ma cosa stai facendo?" [ride] Non ne ho idea, ma devo andare. Come scienziato, trovo che questo sia l'approccio più scientifico che io abbia mai avuto. È come se ci fosse qualcosa che fa una domanda e ti sta chiamando per soddisfare la risposta. La risposta è già lì e ti aspetta, se sei pronto ad aprire la porta e attraversare. E l'ho fatto.

Che cosa hai fatto in Perù?
La prima volta che sono andata, ho trovato questo posto nel mio sogno. Era esattamente lo stesso di quello che ho visto nel mio sogno. Era lo stesso uomo che ho visto nel mio sogno, sorridendo allo stesso modo in cui era nel mio sogno. Quindi ho appena lavorato con lui, cercando di imparare il più possibile su me stesso con il suo supporto.

Questo era uno sciamano locale che identifichi come Don M. E c'era una particolare sostanza vegetale, un allucinogeno, che prendevi.
Ho fatto quello che chiamano una "dieta", che in pratica è un momento tranquillo e intenso in isolamento che fai da solain una piccola capanna. Stai solo relazionando con la pianta su cui l'anziano sta decidendo. Quindi per me la pianta con cui ho lavorato non era di per sé una sostanza psichedelica nel modo normale di pensarci. Ma ovviamente tutte le piante sono psichedeliche. Anche il tuo cibo è psichedelico perché cambia la chimica del tuo cervello e la tua neurobiologia ogni volta che mangi. Zuccheri, mandorle, tutti i tipi di neurotrasmettitori volano ovunque. Quindi, ancora una volta, anche l'idea di cosa sia un'esperienza psichedelica deve essere rivista, perché molte persone potrebbero pensare che solo alcune piante abbiano una trasformazione molto forte e potente. E trovo che tutte le piante siano psichedeliche. Posso sedermi nel mio giardino. Non devo ingerire nulla e posso sentirmi molto alterato da quell'esperienza.

Hai detto che la pianta ti ha parlato. Hai sentito davvero le parole?
Quando stai cercando di descrivere questo a persone che non hanno avuto l'esperienza, probabilmente non ha molto senso perché questo tipo di conoscenza richiede la tua partecipazione. Non sento qualcuno che mi parli dall'esterno, che mi parli con parole e suoni. Ma anche questo non è corretto perché nella mia testa suona esattamente come una conversazione. Non solo, ma so che non sono io. Non c'è modo che io possa conoscere alcune delle informazioni che sono state condivise con me.
 
Stai dicendo che queste piante avevano informazioni specifiche per raccontarti della tua vita e del tuo lavoro?
Sì, voglio dire, alcune delle piante mi dicono esattamente quanto mi sbagliavo nel pensare ai miei esperimenti e come avrei dovuto farli per farli funzionare. E io sono tipo "Davvero?" Sto scarabocchiando senza capire davvero. Poi vado in laboratorio e provo quello che dicono. E anche allora, c'è una parte di me che non ci crede davvero. Per un esperimento, quello sul pisello pavloviano, stavo cercando di rispondere a quella domanda l'anno prima con una pianta diversa. Stavo usando i girasoli. E mentre stavo facendo la mia dieta con un altro albero in Perù, la pianta si è appena alzata e ha detto: "A proposito, non girasoli, piselli". E io sono tipo "cosa?" Le persone pensano sempre che quando hai queste esperienze, dovresti capire i segreti dell'universo. No, le mie piante sono in genere abbastanza pratiche. [ride] E avevano ragione.
 
Pensi di incontrare davvero la coscienza di quella pianta? Forse la tua immaginazione si è aperta per vedere il mondo in modi nuovi, ma è solo una proiezione della tua mente. Come fai a sapere che stai effettivamente incontrando un'altra intelligenza?
Se hai avuto questa esperienza di connessione con le piante come ho descritto - e ci sono molte persone che hanno - l'esperienza è così chiara che sai che non sei tu; è qualcun altro a parlare. Se non hai avuto quell'esperienza, allora posso vedere totalmente che è tipo, "Assolutamente no, deve essere la tua mente a inventarla". Ma tutto quello che posso dire è che ho avuto scambi con piante che hanno condiviso cose su argomenti e mi hanno chiesto di fare cose di cui non avevo davvero idea.

Cosa ti hanno chiesto le piante?
Non sono uno scienziato medico, ma le piante mi hanno dato informazioni sulle loro proprietà mediche. E queste sono informazioni molto specifiche. Le ho scritte nel mio diario. In seguito avrei controllato e li ho trovati nella letteratura medica: "Questa pianta è per questo e lo sappiamo." Non lo sapevo. Quindi forse sto attingendo alla coscienza collettiva.

Cosa fai con questo tipo di esperienze personali? Sei uno scienziato che è stato addestrato per osservare, studiare e misurare il mondo fisico. Ma questo è un tipo completamente diverso di realtà. Riesci a conciliare queste due diverse realtà?

Penso che ci siano alcuni presupposti che uno scienziato dovrebbe semplicemente esplorare, la realtà del consenso che la maggior parte di noi sperimenta più o meno allo stesso modo. Ma non ho davvero un conflitto perché trovo che questo sia solo una parte della sperimentazione e dell'esplorazione. Semmai, ho scoperto che ha arricchito e ampliato la scienza che faccio. Questo è un work in progress, ovviamente, ma penso che sto migliorando. E nella stesura del mio libro, che per uno scienziato è stato un processo molto spaventoso perché metteva a nudo alcune parti di me che sapevo avrebbero probabilmente compromesso la mia carriera per sempre, è diventato anche liberatorio perché una volta che è stato scritto, ora il mondo lo sa. Ed è la mia verità. Ecco come opero. Questo è ciò che sono. E nessuno ha il diritto o l'autorità di dirmi che non è reale.