martedì 11 settembre 2012

ABISSI DEGLI OCEANI SONO MENO BUI DEL PREVISTO
Ricchi di organismi che emettono segnali bioluminescenti


11 set 2012 - I fondali degli oceani non sono affatto bui, come si credeva: sono costellati da lampi di luci colorate prodotte dagli animali che li popolano. Lo ha scoperto una spedizione scesa a 700 metri di profondità al largo delle Bahamas. Oltre alla bioluminescenza, gli animali che vivono negli abissi hanno una vista specializzata nel percepire i colori e probabilmente un codice grazie al quale distinguono il cibo sulla base del colore.
''A circa 200 metri di profondità la bioluminescenza è molto comune'', afferma Sonke Johnsen, della Duke University in North Carolina. ''Parte della bioluminescenza - spiega - viene generata quando gli organismi si scontrano; nel fondale dell’oceano c’è un terreno complicato e tutte le cose in acqua vanno a sbattere''. In poche persone, però, hanno esplorato questo habitat remoto e inospitale.
Il gruppo ha indagato sulla possibilità che batteri bioluminescenti rivestissero il fondo dell'oceano e su quanta luce essi siano in grado di produrre. Gli studiosi hanno scoperto che gli animali bioluminescenti sono relativamente rari e la bioluminescenza tra il blu e il verde prodotta quando il plancton si scontra con degli ostacoli è piuttosto comune. Hanno inoltre scoperto che i predatori delle acque profonde hanno una visione dei colori incredibilmente sensibile.
Scendendo verso il fondo del mare nei pressi delle Bahamas, a bordo del sommergibile Johnson-Sea-Link dell’istituto oceanografico Harbor Branch, gli scienziati hanno spento tutte le luci adattandosi al buio. Il gruppo è rimasto sorpreso di ritrovarsi continuamente circondato da piccoli lampi di luce, collisioni bioluminescenti tra il plancton, i coralli e le rocce sparse sul fondale. Tuttavia, non hanno raccolto alcuna prova sulla luce prodotta dai presunti batteri bioluminescenti. “Eravamo in una regione in cui le correnti non erano abbastanza lente per consentire la raccolta di detriti, è un fenomeno che non siamo stati in grado di osservare con queste immersioni”. Il gruppo di ricerca ha scoperto che solo il 20% delle specie incrociate produceva bioluminescenza. ''Ci piacerebbe tornare negli abissi – conclude – per ottenere altri dati, perché abbiamo solo scalfito la superficie''.

(ANSA)

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