mercoledì 17 aprile 2013

BALENOTTERE IN SANTUARIO ALTO TIRRENO SONO A RISCHIO COLLISIONI CON NAVI
Su rotte per Corsica e Sardegna


17 apr 13 - Tempi duri per le balenottere comuni che frequentano il bacino ligure-provenzale, nell'area del Santuario dei mammiferi marini Pelagos. Questi grandi cetacei, minacciati di estinzione e secondi animali del Pianeta per dimensioni, sono a 'rischio collisione' con le navi che viaggiano oltre i dodici nodi, in particolare d'estate a causa del grande traffico. La conferma arriva da un recente studio del Joint Research Centre, il servizio scientifico interno della Commissione europea, che ha incrociato i dati sulla mappatura degli habitat favorevoli alla 'Balaenoptera physalus' (Balenottera comune) tramite rilevazioni satellitari, con quelli del traffico marittimo.
"In tutto il Mediterraneo - spiega Jean-Noel Druon, uno degli autori dello studio - si stima che la popolazione di balenottere comuni arrivi complessivamente a circa tremila individui. Si tratta di un numero limitato variamente distribuito nell'habitat potenziale a disposizione, carico del krill di cui si nutrono". Nella zona del Santuario Pelagos "la densità del traffico marittimo raddoppia d'estate rispetto al resto dell'anno, con una distribuzione non omogenea e un picco dei traghetti veloci verso Corsica e Sardegna" aggiunge Druon.
"Allo stesso tempo c'é una concentrazione di habitat favorevole alla nutrizione delle balenottere" spiega il ricercatore, secondo cui quindi nella bella stagione "c'é un rischio più importante di collisione" per questi grandi cetacei. Una situazione diversa rispetto a quella del Mare di Alboran, fra Spagna e Marocco, dove il traffico marittimo è decisamente intenso, dieci volte maggiore rispetto a quello estivo nel bacino ligure-provenzale, ma che registra una presenza di balenottere molto più bassa. Tanto che si suppone che sia questo super-traffico a creare disturbo per la specie, che cerca appunto di evitarlo.
Come rimediare al rischio collisione nel Santuario? "Nella zona costiera intorno a Boston - spiega Druon - hanno creato un corridoio ristretto dove le navi devono viaggiare ad una bassa velocità, ma in mare aperto è difficile fare la stessa cosa, anche perché il Santuario è una zona più ampia e con aree di habitat molto variabili da un anno all'altro". Un'altra ipotesi esiste, anche se è costosa, ed è quella di collocare dei sistemi di telerilevamento del soffio dei cetacei a bordo delle navi oppure delle "boe intelligenti" lungo le rotte, che trasmettano la posizione degli animali in tempo reale, dando modo alle imbarcazioni di rallentare. Un'alternativa consiste nell'installare a bordo un sistema di posizionamento dei grandi cetacei appena avvistati da altre navi, permettendo una vigilanza rinforzata. Questo sistema avrebbe anche un vantaggio: permetterebbe una maggiore partecipazione e sensibilizzazione sia del personale di bordo che dei passeggeri, che potrebbero seguire gli avvistamenti su schermi a bordo o anche sul proprio smartphone.
 


Chiara Spegni - (ANSA)

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