martedì 21 gennaio 2014

Il mondo si ribella sulla caccia ai delfini

Enpa, Italia prenda posizione contro la barbarie di Taiji

21 gennaio 2014
 
Il mondo si ribella sulla caccia ai delfini
Si susseguono nel mondo gli appelli contro la mattanza dei delfini in Giappone. L'Ente nazionale protezione animali (Enpa) si appella al ministro degli Esteri, Emma Bonino, ''affinché l'Italia prenda posizione contro la barbarie di Taiji'', città giapponese nella cui baia è stato catturato, nei giorni scorsi, un branco di oltre 250 delfini.
''Il mondo intero sta protestando contro questa ennesima mattanza, attori e personaggi della cultura e dello spettacolo stanno esprimendo il loro disappunto e il disgusto per questa pratica tanto barbara quanto incivile, da Yoko Ono ai report di tutti i principali telegiornali dagli Usa all'Australia'', evidenzia la Protezione animali, chiedendo a Bonino che ''anche il nostro Paese dia prova di altrettanta sensibilità e civiltà''.

In difesa dei delfini è scesa in campo, nel fine settimana, anche l'ambasciatrice americana in Giappone, Caroline Kennedy. ''Sono profondamente preoccupata per la disumanità dell'azione della caccia. Il governo degli Stati Uniti si oppone alla caccia dei delfini'', ha scritto su Twitter la figlia dell'ex presidente Usa John Fitzgerald Kennedy.

La Sea Shepherd Conservation Society, l'associazione ambientalista che "combatte" da anni il Sol Levante per le sue pratiche di caccia di balene a "uso scientifico", ha riferito che più di 250 delfini erano stati spinti nella baia di Taiji, tra cui cuccioli e un rarissimo caso di femmina albina.

La città, che da secoli pratica questa particolare attività di pesca, è salita alla ribalta internazionale a causa del documentario americano "The Cove", vincitore del premio Oscar nel 2009, che dava contro del massacro di delfini durante una'azione su vasta scala al largo della costa. Le foto, diffuse dall'associazione sui social network, mostrano i delfini catturati intenti a nuotare in circolo in acque poco profonde.

Sea Shepherd ha lanciato l'hashtag #tweetfortaiji per sensibilizzare l'opinione internazionale ad evitare un massacro. Gran parte della carne recuperata sarà consumata dall'uomo, con il rischio di danni alla salute visti i quantitativi di mercurio rilevati, mentre alcuni capi finiranno in cattività nei parchi marini.


http://www.animalieanimali.it

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