L'Amazzonia e' una fabbrica di nuvole
Dalle particelle emesse dalle piante i 'semi' delle nubi
ROMA, 31 AGO 2012 - Le foreste dell'Amazzonia si
comporterebbero come fabbriche naturali di nuvole: le particelle
ricche di sali di potassio emesse dalle piante favoriscono
infatti l'aumento del particolato attorno al quale si formano le
nubi.
La scoperta realizzata da un gruppo di ricercatori
internazionale, coordinato dall'Istituto Max Planck e pubblicato
sulla rivista Science, aiuta la comprensione delle dinamiche
dell'atmosfera sull'importante ruolo degli aerosol nel
bilanciamento dell'effetto serra.
ANSA
venerdì 31 agosto 2012
mercoledì 29 agosto 2012
Salvati tre cuccioli di capriolo abbandonati
27th, 2012 - Si è conclusa con un lieto fine la triste storia di tre cuccioli di
capriolo, visto che, dopo essere stati abbandonati dalle loro madri in
aperta campagna nell’altotevere umbro, sono stati salvati dalla polizia
provinciale di Perugia e degli addetti del Servizio programmazione
faunistica.
Una notizia, questa, che non può non rendere tutti molto contenti, soprattutto perché due dei tre cuccioli, ribattezzati Oliver, Olivia e Trilly, hanno già trovato una casa, dal momento che sono stati adottati da un’associazione di volontariato che effettua la pet therapy.
Infatti, in questo modo questi due teneri cuccioli potranno finalmente ricevere tutto l’amore che meritano e nello stesso tempo donare un sorriso e serenità a chi ne ha bisogno.
Al riguardo, inoltre, nell’eventualità che altre associazioni che svolgono analoghe attività siano interessate a farne richiesta, il presidente della Provincia di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi, ha fatto sapere: ’saremo ben lieti di affidargli anche il terzo capriolo che merita di trovare un ambiente sereno e tranquillo dove vivere’.
Daniela Amitrano
http://ecologia.guidone.it
Una notizia, questa, che non può non rendere tutti molto contenti, soprattutto perché due dei tre cuccioli, ribattezzati Oliver, Olivia e Trilly, hanno già trovato una casa, dal momento che sono stati adottati da un’associazione di volontariato che effettua la pet therapy.
Infatti, in questo modo questi due teneri cuccioli potranno finalmente ricevere tutto l’amore che meritano e nello stesso tempo donare un sorriso e serenità a chi ne ha bisogno.
Al riguardo, inoltre, nell’eventualità che altre associazioni che svolgono analoghe attività siano interessate a farne richiesta, il presidente della Provincia di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi, ha fatto sapere: ’saremo ben lieti di affidargli anche il terzo capriolo che merita di trovare un ambiente sereno e tranquillo dove vivere’.
Daniela Amitrano
http://ecologia.guidone.it
martedì 28 agosto 2012
Soluzione alla scarsità d'acqua: diventare vegetariani
Lo affermano gli esperti in risorse idriche per la Settimana Mondiale dell'Acqua 2012.
28/08/2012 - Si tiene in questi giorni, dal 26 al 31 agosto, a Stoccolma, la
Settimana Mondiale dell'Acqua, promossa dal SIWI - Istituto
Internazionale sull'Acqua (Stoccolma).
All'inizio della conferenza e' stato presentato il report del SIWI di
quest'anno, "Feeding a thirsty world: Challenges and opportunities for a
water and food secure world" (Nutrire un mondo assetato: sfide e
opportunita' per ottenere la sicurezza alimentare e idrica). 2500
persone tra politici, rappresentanti dei vari organi delle Nazioni
Unite, associazioni non governative e ricercatori di 120 diversi paesi
partecipano a questa conferenza per trattare il problema
dell'approvigionamento idrico nel mondo.
Un messaggio importante contenuto nel report ed espresso dagli scienziati che l'hanno presentato, ripreso da giornali, agenzia di stampa e media di tutto il mondo, afferma che sara' necessario, nei prossimi 40 anni, passare a un'alimentazione vegetariana o quasi, per evitare una catastrofica scarsita' d'acqua.
Hanno sottolineato che:
- Il 70% dell'acqua nel mondo è usata per l'agricoltura - ma gran parte
dell'agricoltura è dedicata alla coltivazione di mangimi per animali,
non all'alimentazione umana.
- Una dieta basata sui cibi animali consuma da 5 a 10 volte tanta acqua rispetto a una basata sui vegetali.
- Oggi, in media, il 20% delle proteine è assunto da prodotti animali ed
e' necessario diminuire drasticamente questo valore, almeno fino al 5%.
- Per poter nutrire tutti, in una situazione di scarsità d'acqua già
oggi drammatica, bisogna spostarsi verso una dieta vegetariana.
Nel report si afferma: "Non ci sara' abbastanza acqua disponibile per produrre cibo per una popolazione di 9 miliardi di persone prevista per il 2050, se si continueranno a seguire gli attuali trend verso una dieta sul genere di quella comunemente adottata nei paesi occidentali".
Gia' nel 2004, il direttore esecutivo dello stesso International Water
Institute di Stoccolma, aveva dichiarato: "Gli animali vengono nutriti a
cereali, e anche quelli allevati a pascolo richiedono molta più acqua
rispetto alla produzione diretta di grano per il consumo umano. Ma nei
paesi sviluppati, e in parte in quelli in via di sviluppo, i consumatori
richiedono ancora più carne [...]. Ma sarà quasi impossibile nutrire le
future generazioni con una dieta sul genere di quella che oggi seguiamo
in Europa occidentale e nel Nord America".
Il problema che piu' minaccia le risorse idriche mondiali e' quello del "Food vs feed", vale a dire della "concorrenza" tra cibo vegetale per il consumo umano (food) e mangimi per animali (feed): vengono sottratti terreni fertili per la produzione di mangimi per animali alla produzione di cibo vegetale per gli esseri umani. La meta' dei cereali e il 90% della soia sono usati come mangimi per gli animali, e i 2/3 delle terre fertili e' dedicata all'allevamento di animali.
Questo significa sprecare un'enorme quantita' di risorse, non solo
acqua, ma anche energia, sostanze chimiche, suolo, il cibo stesso,
perche' gli animali necessitano mediamente di essere nutriti con 15 kg
di vegetali (appositamente coltivati) per ogni kg di carne prodotta.
Questa trasformazione da cibo vegetale a cibo animale, estremamente
inefficiente, e' dunque la causa di enormi impatti sull'ambiente e
spreco di risorse.
Il mondo e' sempre piu' popolato e un numero sempre crescente di persone
sta passando da una alimentazione tradizionale, basata sul consumo di
vegetali, a una alimentazione che finora solo una piccola percentuale di
popolazione ha seguito: quella dell'ultimo mezzo secolo, nei paesi
industrializzati, basata sul consumo quotidiano di cibi animali,
estremamente sbilanciata da un punto di vista nutrizionale, ed
estremamente costosa dal punto di vista ambientale.
Finora questo e' stato possibile solo perche' una piccola parte di persone si nutriva in modo cos' squilibrato: ma se tutti ora si spostano verso questa dieta, e il numero di persone nel mondo e' in crescita, e' semplicemente impossibile continuare una produzione cosi' inefficiente. E l'inefficienza e' intrinseca nella trasformazione vegetale-animale, non riguarda i metodi di allevamento o coltivazione (che sono gia' arrivati all'efficienza quasi massima), perche' gli animali, per loro natura, come accade per noi umani, per crescere di un kg hanno bisogno di nutrirsi con una quantita' di vegetali molto piu' alta.
Tutto questo, naturalmente, vale per ogni genere di prodotto animale:
che si tratti di carne (pesce incluso), latte e latticini o uova, il
problema e' sempre lo stesso, perche' riguarda gli allevamenti, di ogni
genere, non ha importanza se prima della macellazione gli animali
vengono usati anche per la produzione di latte o di uova.
La soluzione di tornare, come e' sempre stato nelle storia dell'umanita', verso un'alimentazione basata sui vegetali, dunque, e' obbligata, ed e' anche giusta, nel senso piu' completo del termine: e' giusta da un punto di vista sociale, perche' una piccola parte del mondo non puo' sfruttare le risorse del 90% del pianeta; e' giusta da un punto di vista ecologista, perche' non possiamo continuare a distruggere il nostro pianeta in questo modo; e' giusta per la nostra salute, perche' i cibi animali sono quelli che promuovono le malattie degenerative; e' giusta per gli animali, che sono esseri senzienti e non macchine, e che vengono confinati e poi uccisi a miliardi.
Fonti:
John Vidal, Food shortages could force world into vegetarianism, warn scientists, The Guardian, 26 agosto 2012
Report SIWI, Feeding a thirsty world: Challenges and opportunities for a water and food secure world, 2012
Notizia da: Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione (NEIC)
ZANONI: "NECESSARIO BLOCCO DELLA STAGIONE VENATORIA CAUSA SICCITA'
L'eurodeputato dell'Idv scrive a Monti e Clini: “Il parere dell’ISPRA e le norme europee vanno seguite senza esitazione. Le ultime piogge non risolvono il problema visti i danni permanenti sotto gli occhi di tutti”
28 ago 2012 - La grave siccità che ha colpito l’Italia da metà primavera e per tutta l’estate, ha compromesso la sopravvivenza della fauna selvatica, ormai messa a dura prova dalla lunga mancanza di acqua, ma anche di cibo.
A dirlo è un parere autorevole richiesto lo scorso 17 agosto dall’eurodeputato IdV Andrea Zanoni e rilasciato dall’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (cfr. allegato) – con il quale è stata messa in luce come la grave crisi idrica di questo periodo, che oramai dura da più di una stagione, ha messo in pericolo gli animali appartenenti alla fauna selvatica.
Infatti, il parere spiega che la mancanza di precipitazioni e le temperature assai elevate minacciano lo stato fisico degli individui, appartenenti alle specie selvatiche dei mammiferi e degli uccelli, sottoposti ad un enorme stress fisico.
Cosicché, la situazione che si è creata ha avuto, nel breve e nel medio periodo, effetti negativi sulla dinamica di popolazione di molte specie. Inoltre, il maggior dispendio energetico per raggiungere le fonti idriche, ridotte e fortemente disperse, ha ridotto il successo riproduttivo e aumentato la mortalità di giovani e adulti, in quanto maggiormente esposti al rischio di contrarre malattie e di essere predati. Alla siccità si aggiunge poi l’estrema difficoltà di alimentarsi, che perdurerà anche nei prossimi mesi perché in natura non sono venute a maturazione bacche, frutta e semi indispensabili per superare l'autunno e i mesi invernali.
L’ISPRA ha dunque concluso per la necessità di limitare l’attività venatoria, se non bloccarla totalmente per il 2012/2013, proprio per la condizione climatica esistente, con l’immediata sospensione delle attività ad essa connesse, come l’addestramento dei cani già iniziato lo scorso 19 agosto in pieno periodo riproduttivo, e con la revoca dell’anticipazione dell’apertura venatoria.
“Ho scritto anche al Presidente del Consiglio Monti e a Clini, Ministro dell’Ambiente, sottoponendo loro il parere che ho ricevuto dall’ISPRA” dice Andrea Zanoni “Le valutazioni scientifiche dell’Istituto Nazionale non possono passare inosservate”.
“È necessario bloccare la stagione venatoria che sta per cominciare per preservare la fauna selvatica, messa a dura prova da questa calamità naturale.
Se a ciò si aggiungono i ricorrenti incendi verificatisi ultimamente, proprio a causa della siccità, si comprende come gli animali selvatici siano già stati vittima di uno sterminio che non può protrarsi ancora.
La diversità biologica del territorio va tutelata e non devono essere fatti gli interessi della solita minoranza, i cacciatori, come sta facendo la Regione Veneto che invece di agire ha interpellato sulla siccità le province notoriamente sensibili solo alle istanze delle doppiette.
Va aggiunto che le ultime piogge e quelle che verranno non sposteranno di un millimetro la questione perché è evidente che il problema della mancanza di cibo come semi, bacche e frutta, la mancata riproduzione di molte specie e la loro elevata mortalità e distruzione, nonché la sparizione di molti habitat perdureranno per tutto l'inverno.
La Direttiva Uccelli, la 147/2009/CE, consente la caccia solo se non compromette la consistenza faunistica delle specie selvatiche, perciò ho ricordato a Clini e a Monti che, se non vogliamo incorrere nelle sanzioni europee per la violazione delle norme dell'UE, si devono prendere immediati provvedimenti come il blocco totale della caccia”.
L'eurodeputato dell'Idv scrive a Monti e Clini: “Il parere dell’ISPRA e le norme europee vanno seguite senza esitazione. Le ultime piogge non risolvono il problema visti i danni permanenti sotto gli occhi di tutti”
28 ago 2012 - La grave siccità che ha colpito l’Italia da metà primavera e per tutta l’estate, ha compromesso la sopravvivenza della fauna selvatica, ormai messa a dura prova dalla lunga mancanza di acqua, ma anche di cibo.
A dirlo è un parere autorevole richiesto lo scorso 17 agosto dall’eurodeputato IdV Andrea Zanoni e rilasciato dall’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (cfr. allegato) – con il quale è stata messa in luce come la grave crisi idrica di questo periodo, che oramai dura da più di una stagione, ha messo in pericolo gli animali appartenenti alla fauna selvatica.
Infatti, il parere spiega che la mancanza di precipitazioni e le temperature assai elevate minacciano lo stato fisico degli individui, appartenenti alle specie selvatiche dei mammiferi e degli uccelli, sottoposti ad un enorme stress fisico.
Cosicché, la situazione che si è creata ha avuto, nel breve e nel medio periodo, effetti negativi sulla dinamica di popolazione di molte specie. Inoltre, il maggior dispendio energetico per raggiungere le fonti idriche, ridotte e fortemente disperse, ha ridotto il successo riproduttivo e aumentato la mortalità di giovani e adulti, in quanto maggiormente esposti al rischio di contrarre malattie e di essere predati. Alla siccità si aggiunge poi l’estrema difficoltà di alimentarsi, che perdurerà anche nei prossimi mesi perché in natura non sono venute a maturazione bacche, frutta e semi indispensabili per superare l'autunno e i mesi invernali.
L’ISPRA ha dunque concluso per la necessità di limitare l’attività venatoria, se non bloccarla totalmente per il 2012/2013, proprio per la condizione climatica esistente, con l’immediata sospensione delle attività ad essa connesse, come l’addestramento dei cani già iniziato lo scorso 19 agosto in pieno periodo riproduttivo, e con la revoca dell’anticipazione dell’apertura venatoria.
“Ho scritto anche al Presidente del Consiglio Monti e a Clini, Ministro dell’Ambiente, sottoponendo loro il parere che ho ricevuto dall’ISPRA” dice Andrea Zanoni “Le valutazioni scientifiche dell’Istituto Nazionale non possono passare inosservate”.
“È necessario bloccare la stagione venatoria che sta per cominciare per preservare la fauna selvatica, messa a dura prova da questa calamità naturale.
Se a ciò si aggiungono i ricorrenti incendi verificatisi ultimamente, proprio a causa della siccità, si comprende come gli animali selvatici siano già stati vittima di uno sterminio che non può protrarsi ancora.
La diversità biologica del territorio va tutelata e non devono essere fatti gli interessi della solita minoranza, i cacciatori, come sta facendo la Regione Veneto che invece di agire ha interpellato sulla siccità le province notoriamente sensibili solo alle istanze delle doppiette.
Va aggiunto che le ultime piogge e quelle che verranno non sposteranno di un millimetro la questione perché è evidente che il problema della mancanza di cibo come semi, bacche e frutta, la mancata riproduzione di molte specie e la loro elevata mortalità e distruzione, nonché la sparizione di molti habitat perdureranno per tutto l'inverno.
La Direttiva Uccelli, la 147/2009/CE, consente la caccia solo se non compromette la consistenza faunistica delle specie selvatiche, perciò ho ricordato a Clini e a Monti che, se non vogliamo incorrere nelle sanzioni europee per la violazione delle norme dell'UE, si devono prendere immediati provvedimenti come il blocco totale della caccia”.
lunedì 27 agosto 2012
FAUNA STREMATA, CLINI FERMI LA CACCIA
Richiesta di Enpa e Lav
27 agosto 2012 - Gli incendi
rappresentano per l'Italia "una catastrofe ambientale che ha causato la
morte di milioni di animali selvatici e distrutto habitat estremamente
delicati". Così l'Ente nazionale protezione animali (Enpa) e la Lega
Antivivisezione (Lav), che hanno scritto una lettera al ministro
dell'Ambiente Corrado Clini per chiedere la "cancellazione della
stagione venatoria". "Siamo nel pieno della stagione riproduttiva della
fauna; i giovani uccelli e i cuccioli dei mammiferi, anche appartenenti a
specie protette, non sono riusciti a sfuggire alle fiamme", scrivono le
due associazioni animaliste. "Il danno subito dalle popolazioni
selvatiche è gravissimo, perché non vi sarà alcun ricambio generazionale
che possa rispondere alla morte di esemplari anziani o malati, e tutto
questo rende ancora più a rischio la sopravvivenza di molte specie",
Enpa e Lav chiedono quindi a Clini, "ai sensi dell'articolo 117 della
Costituzione che ripone nelle mani dello Stato il diritto-dovere di
tutela del patrimonio faunistico, di adoperarsi per mettere in atto
tutte le misure necessarie non solo per la difesa dei territori
interessati, ma anche a tutela della fauna selvatica, rinviando
l'apertura della stagione venatoria. Consentire di sparare già nei
primissimi giorni di settembre -sottolineano - significherebbe infierire
nei confronti della fauna selvatica stremata non solo dagli incendi, ma
anche dalle temperature record di questi mesi".
(ANSA) |
venerdì 24 agosto 2012
Numerosi avvistamenti
estivi di balene nella Sardegna Settentrionale, un network internazionale per
monitorarle
Golfo Aranci (OT) 24 agosto 2012 - Nel corso della presentazione
annuale dei risultati della campagna estiva di monitoraggio cetacei
dell’Accademia del Leviatano sono emerse importanti novità per quanto riguarda
la distribuzione dei cetacei nelle acque del Tirreno centrale, delle Bocche di
Bonifacio e, per la prima volta quest’anno, anche nel Mediterraneo occidentale,
tra la Sardegna ,
le Baleari e le coste spagnole .
L’Accademia del Leviatano fa
parte di un network di ricerca internazionale che utilizza traghetti di linea
per monitorare balene e delfini. L’uso del traghetto come piattaforma di
osservazione, infatti, permette di effettuare monitoraggi periodici di cetacei,
e di verificare l’impatto del traffico marittimo, anche in aree di alto mare
solitamente difficili da raggiungere con i normali natanti da ricerca.
“Quest’anno”, racconta la
ricercatrice Stefania Carcassi, abbiamo iniziato a monitorare anche il tratto
di mare lungo un transetto che dal nord della Sardegna arriva fino in Spagna.
Ciò ci ha permesso di verificare l’esistenza di un’area, ad ovest dell’isola,
dove la frequenza di avvistamento di cetacei, in particolare balenottere, è
elevatissima”. Anche nella costa nord est, però, sono numerosissimi gli
avvistamenti di balenottere come conferma il responsabile scientifico
dell’associazione Luca Marini: “negli ultimi anni la presenza di balenottere
nel Tirreno centrale è triplicata rispetto agli anni 90, non abbiamo però
elementi per dire se si tratta di uno spostamento da altre aree, cosa più
probabile, o di un aumento generale della popolazione di balene”.
Francesca Fabiano, ricercatrice
sarda appena sbarcata dal traghetto, è invece responsabile della campagna di
monitoraggio nelle Bocche di Bonifacio ed informa come: “già dall’anno scorso abbiamo
cominciato a monitorare sistematicamente in estate l’area dello stretto, questo
per verificare se esiste migrazione di balenottere tra le due aree hot spot di
cetacei che sono state individuate; sia pescatori sia comandanti di nave ci
hanno portato a conoscenza di avvistamenti di balenottere nel tratto delle
Bocche di Bonifacio; senza però un monitoraggio sistematico, come quello
realizzato dai traghetti, è difficile quantificare l’abbondanza degli animali”.
Vista l’importanza e la sensibilità ecologica dello Stretto, riconosciuto come
“Area Marina Particolarmente Sensibile”, il responsabile scientifico
dell’associazione si augura che presto la Regione Sardegna
possa collaborare al progetto contribuendo così a potenziare il monitoraggio.
Il monitoraggio avviene grazie
alla collaborazione di compagnie come la Corsica-Sardinia
Ferries e la
Grimaldi lines, che ospitano i ricercatori a bordo dei
traghetti, coinvolgendo anche i passeggeri: infatti, con un po’ di pratica si
può fare anche whale watching anche
da traghetto, basta “pazienza ed occhio allenato” ci conferma Ilaria Campana che
dai traghetti studia la distribuzione dello zifio nel Tirreno centrale tra il porto di Civitavecchia e la Sardegna.
Il monitoraggio cetacei della
Sardegna settentrionale fa parte di una rete internazionale che da Spagna,
Francia ed Italia monitora i cetacei dal bordo dei traghetti. All’interno della
rete vi sono tra gli altri Pelagos France, ISPRA, Fondazione CIMA, EcoOcean, Associazione
Ketos e Fondazione CARICIV.
I dati raccolti da questo network
di ricerca per i mari di Spagna, Francia ed Italia serviranno anche ad
apportare conoscenze finalizzate ad adottare misure di conservazione e di
protezione delle popolazioni di cetacei nel Tirreno e nel mar Ligure. Dal primo
gennaio di quest’anno, infatti, grazie al Decreto del Presidente della
Repubblica che ha istituito una Zona di Protezione Ecologica, in questa regione
di mare le leggi italiane dovranno essere rispettate anche al di fuori del
limite territoriale.
Per informazioni
sulle attività dell’Accademia del Leviatano:
info@accademiadelleviatano.org
Accademia del Leviatano
Ente per lo studio e conservazione dei Mammiferi Marini.
blog: http://lericerchedelleviatano.blogspot.com/
webpage: http://www.accademiadelleviatano.org
Ente per lo studio e conservazione dei Mammiferi Marini.
blog: http://lericerchedelleviatano.blogspot.com/
webpage: http://www.accademiadelleviatano.org
sabato 18 agosto 2012
IL 20% DEGLI ITALIANI SOFFRE DI SPASMOFILIA?
ESAURIMENTI, DEPRESSIONI, DISTONIE:
IL 20% DEGLI ITALIANI SOFFRE DI SPASMOFILIA?
La spasmofilìa è una disfunzione cronica, straordinariamente diffusa, ma pressoché sconosciuta alla medicina ufficiale, anche se la sua prima scoperta risale addirittura a più di centotrenta anni fa! Di recente è stata nuovamente riscoperta in Francia e studiata con cura da un gruppo di medici (vedasi il libro del dr. Henry Rubinstein "Etes-vous Spasmophile?", editore Robert Laffont). In percentuale si può calcolare che ne soffra fra il 12% e il 20% della popolazione, il che significa che in Italia dovrebbero esisterne fra i 6 e gli 11 milioni. A mio parere sono anche di più. Che sia una disfunzione ampiamente diffusa lo dimostra il fatto che rientrano in questa classificazione le distonie neuro-vegetative, l'affaticamento neuro-psichico, il colon irritabile, le nevrosi ansioso-depressive, gli "esaurimenti", gran parte delle cosiddette malattie psicosomatiche e da stress. Biologicamente la spasmofilia consiste in un'alterazione costituzionale della permeabilità della membrana cellulare, per cui lo spasmofilo ha un bisogno assai più grande della persona normale di calcio, magnesio, zinco, vit. D e di altre vitamine e sali minerali che perde troppo facilmente, appunto per l'eccessiva permeabilità cellulare. Quindi lo spasmofilo se si alimenta come gli altri, va soggetto a carenze multiple di sali minerali e vitamine. Si nasce spasmofili, ma la disfunzione rimane allo stato latente, finché non sopravviene un fatto stressante che porta alla luce la disfunzione. E' per questo motivo che, pur essendoci allo stato latente un ugual numero di spasmofili maschi e femmine, in realtà le donne, che debbono sopportare crisi come la gravidanza, il parto, l'allattamento danno una maggior percentuale di spasmofili allo stato manifesto. L'eccessiva perdita, da parte delle cellule, di sali come il calcio ed il magnesio, portano all'accumulo nelle stesse, di potassio, che ha un forte potere rinvigorente, ma, in eccesso, una propensione a creare spasmi. Di qui il nome "spasmofilia" = affinità per lo spasmo. Quindi, come prima conseguenza pratica, si può stabilire che lo spasmofilo non deve eccedere nel consumo di frutta e verdura, ma aumentare il consumo dei cibi contenenti calcio e magnesio, che si trovano nel latte, formaggio, sale marino integrale, noci, legumi. Purtroppo le verdure e la frutta coltivate sono sempre più ricche di potassio, in quanto questo sale viene usato come concime, mentre non lo sono calcio, magnesio e zinco. Per aumentare nella pelle la formazione di vitamina D, occorrerebbe stare al sole, a pelle scoperta, il più possibile: ma anche questa precauzione non è sempre sufficiente. Molto più facile ricorrere agli integratori alimentari.
I SINTOMI
Si può ritenere di essere spasmofili se si riscontrano almeno una decina dei sintomi sottoelencati:
1 - Affaticamento. Nel 90% dei casi lo spasmofilo si trova al mattino più stanco di quando è andato a dormire. Durante la giornata la fatica si attenua, ma ogni tanto prendono il sopravvento delle crisi di debolezza e di stanchezza.
2 - Regolazione difficoltosa della temperatura corporea: a vampate di calore
possono seguire brividi di freddo.
3 - Si può avere anoressia (mancanza di appetito) o bulimia (fame eccessiva) con relativo dimagrimento od obesità.
4 - Digestione laboriosa.
5 - Stitichezza
6 - Nervosismo e irritabilità.
7 - Salti repentini di umore che possono andare dalle crisi di risa alle crisi di pianto.
8 - Ansia (praticamente costante negli spasmofili). Si manifesta come apprensione, tendenza alla inquietudine, tendenza a fare una montagna di una cosa da nulla.
9 - Angoscia con il nodo alla gola. A volte si ha l'impressione di star per soffocare o addirittura di star per morire.
10 - Sudori freddi.
11 - Tremori interni.
12 - Fobie varie, come la paura di trovarsi in luoghi affollati, di uscire, di trovarsi in luoghi chiusi, ecc.
13 - Paure immotivate, che portano lo spasmofilo a starsene da solo, ad evitare il contatto con la gente, ad evitare amicizie.
14 - Sovente lo spasmofilo è portato a "piangersi addosso", si sente l'individuo più sfortunato della terra e quindi è triste, con i tratti tirati, un'aria mesta e lugubre.
15 - Lo spasmofilo dorme male. Le insonnie sono estremamente frequenti, soprattutto nella seconda parte della notte. Lo spasmofilo si risveglia verso le due o le tre e non riesce più ad addormentarsi se non verso il mattino. Il fatto di girarsi e rigirarsi nel letto esaurisce ancor di più un soggetto già esaurito. Sovente il nervosismo che s'impadronisce dell'organismo dello spasmofilo è tale che è obbligato ad alzarsi di tanto in tanto e far delle passeggiatine per sgranchirsi i muscoli contratti.
16 - Se si addormenta è sovente preda di incubi; frequenti i sogni di cadute.
17- Lipotimie (assenze). Il soggetto rimane come addormentato ad occhi aperti per qualche secondo o qualche minuto. Se lo si chiama non risponde in quanto non sente. Non è uno svenimento ma è tuttavia una perdita di conoscenza proprio come se il soggetto fosse assente.
18 - Crampi muscolari in ogni parte del corpo. Caratteristici quelli dolorosi del polpaccio che obbligano a saltar giù dal letto in piena notte, oppure quelli del pollice delle mani che si contrae e non riesce più a drizzarsi se non riportato al suo posto con l'altra mano.
19 - Dolori vaganti in tutti i muscoli che impediscono movimenti e sforzi.
20 - Formicolii alle mani e ai piedi.
21 - Formicolii alla gola, attorno alla bocca e, caratteristici, nell'interno delle orecchie.
22 - Mioclonie. Gruppi di muscoli che si contraggono involontariamente e ritmicamente.
23 - Clonie palpebrali. Le palpebre hanno delle contrazioni ritmiche involontarie.
24 - Mal di testa di ogni genere.
25 - Vertigini.
26 - Sensazione di nebbia dinnanzi agli occhi.
27 - Percezione di punti scuri (mosche volanti) o di punti luminosi dinnanzi agli occhi.
28 - Dolori vari alla colonna vertebrale, simulanti l'artrosi cervicale, dorsale, lombare.
29 - Palpitazione del cuore; tachicardia, sovente confusa con la nevrosi cardiaca.
30 - Dolore precordiale ed oppressione cardiaca (il classico macigno sul petto), che fanno temere che ci sia un infarto in arrivo (lo spasmofilo è anche un apprensivo!).
31 - Disfunzioni digestive, pseudo gastriti, pseudo coliti (assai più comuni delle vere coliti e che sono denominate "coliti psicosomatiche").
32 - Oppressione respiratoria pseudoasmatica.
33 - Sensazione di soffocamento (il già ricordato "nodo in gola").
34 - Unghie molli, che si rompono o sfaldano facilmente, oppure che crescono in modo contorto (ai piedi).
35 - Capelli fragili che si rompono e cadono con facilità.
36 - Pelle delle mani e dei piedi che si screpola senza apparenti ragioni.
37 - Carie frequenti ed importanti.
38 - In qualche caso opacamento del cristallino con formazione di cataratta.
39 - Nella sfera genitale per l'uomo eiaculazione precoce, impotenza; per la donna: dolori mestruali, vaginismo, frigidità.
40 - Malattie allergiche.
41 - Psoriasi, eczemi, acne.
42 - Ipoglicemia funzionale e ipotiroidismo. E' significativo il fatto che la spasmofilia, l'ipoglicemia e l'ipotiroidismo abbiano molti sintomi in comune e molto di frequente siano presenti nella stessa persona.
La spasmofilia è polimorfa, cioè dà moltissimi sintomi e disturbi diversi. Quelli elencati non sono neppure tutti. Eppure la medicina ufficiale è (soprattutto in Italia) assai restia ad ammetterne l'importanza e persino l'esistenza. Come si può spiegare un fatto del genere? Come in altri casi il motivo base è prettamente una questione di profitti. Gli spasmofili sono estremamente numerosi e costituiscono una massa ingente di consumatori di medicinali,
soprattutto di antidolorifici, calmanti, ansiolitici, tutti farmaci che debbono essere somministrati per tutta la vita in dosi sempre crescenti. Gran parte degli introiti dell'industria farmaceutica sono dovuti proprio a questo immenso "parco buoi" (se è lecito usare una espressione propria della borsa!). La vera cura della spasmofilia, a mezzo di minerali e vitamine renderebbe invece pochissimo. Quindi si nega l'esistenza stessa della malattia, oppure la si confina a quei rarissimi casi estremi di tetania in cui l'ammalato viene colpito da paralisi, da crampi fortissimi, che lo rendono un invalido. Come già detto casi gravissimi, ma molto rari. Gli infiniti casi comuni vengono disconosciuti o etichettati come distonie neuro-vegetative o in altri modi (come già detto). Lo spasmofilo si riconosce facilmente dai sintomi sopra elencati. Se siete afflitti da una decina o più di questi sintomi è ben facile che anche voi apparteniate a questo esercito di persone dolenti. Le analisi della calcemia e della magnesiemia (percentuale di calcio e magnesio presenti nel sangue) servono a poco in quanto la carenza che provoca i disturbi è quella che si verifica a livello del siero delle cellule e non del siero del sangue. In pratica la conferma migliore di una supposta spasmofilia, la può dare una integrazione di bioregolatori di alcuni giorni, che dà immediatamenti effetti positivi e che è assolutamente innocua. Se non fosse il vostro caso non avete da temere danni o reazioni secondarie.
LA CURA
La medicina ufficiale tende a curare lo spasmofilo (non riconosciuto come tale), con montagne di antidolorifici, di calmanti, di ansiolitici, che sono estremamente utili solo a chi li fabbrica e li vende, tanto più che gli spasmofili non guariscono mai e diventano farmaco-dipendenti a vita.
Lo spasmofilo invece ha bisogno di un quantitativo superiore alla media di calcio, magnesio, zinco, vitamina D, vitamine del gruppo B, ed altri simili fattori. Quindi il rimedio più logico è proprio quello di dare allo spasmofilo quello di cui ha bisogno. Occorre tener conto che la spasmofilia è un difetto costituzionale della persona che, come tale, non può essere radicalmente estirpato, ma solo tenuto a bada per tutta la vita come se non esistesse affatto. La somministrazione degli adatti microalimenti dà quasi subito degli evidenti vantaggi che possono poi essere consolidati con un trattamento più prolungata e stabilizzati poi con una modesta assunzione periodica di microalimenti. In questo modo si può vivere al riparo dagli effetti devastanti della spasmofilia.
Io stesso ho sofferto per decenni di questa disfunzione. Soprattutto al cuore con frequente tachicardia ed extrasistole (diagnosi: nevrosi cardiaca), poi spasmi e dolori ai muscoli (diagnosi: reumatismi), ansia, depressione e numerosi altri fra i sintomi elencati.
Ora ho capito la vera natura dei miei inconvenienti, ho realizzato che non soffro affatto di nevrosi, né di reumatismi, né di ansia, né di depressione, né di anormale stanchezza. Non sento neppure più le extrasistoli. I miei disturbi sono praticamente scomparsi.
Il nostro Centro Ricerche Ecologia e Salute è in contatto con altri centri del genere nel mondo, fra cui quello celebre del prof. Linus Pauling, l'unica persona che abbia ricevuto due premi Nobel ed oltre quaranta lauree ad honorem da parte di università di tutto il mondo.
Studiamo ed esperimentiamo trattamenti complessi a base di sostanze ortomolecolari (vitamine, sali minerali, oligoelementi, ecc.) per la correzione delle disfunzioni di bioregolatori più varie. Oltre che per la spasmofilia in tutte le sue manifestazioni, abbiamo ottenuto
risultati straordinariamente interessanti nelle carenze di micronutrienti associate ad artrite reumatoide, artriti, manifestazioni dolorose di origine nevritica, disfunzioni circolatorie, gotta, diabete, allergie, ed in tutti gli stati critici come convalescenze, gravidanza, vecchiaia. Con la Nutrizione Ortomolecolare si rafforzano, senza pericoli né reazioni collaterali, tutte le funzioni vitali come la produzione dell'energia, lo svelenamento dell'organismo, le difese immunitarie, la difesa contro i tumori ed il precoce invecchiamento.
Risultati, che possono sembrare incredibili, si ottengono con tecniche raffinate, come l'uso di complesse associazioni sinergiche, l'adozione di tutte le più recenti scoperte di una scienza che sta compiendo passi da gigante, la personalizzazione dei trattamenti.
dr Sergio Martinat
IL 20% DEGLI ITALIANI SOFFRE DI SPASMOFILIA?
La spasmofilìa è una disfunzione cronica, straordinariamente diffusa, ma pressoché sconosciuta alla medicina ufficiale, anche se la sua prima scoperta risale addirittura a più di centotrenta anni fa! Di recente è stata nuovamente riscoperta in Francia e studiata con cura da un gruppo di medici (vedasi il libro del dr. Henry Rubinstein "Etes-vous Spasmophile?", editore Robert Laffont). In percentuale si può calcolare che ne soffra fra il 12% e il 20% della popolazione, il che significa che in Italia dovrebbero esisterne fra i 6 e gli 11 milioni. A mio parere sono anche di più. Che sia una disfunzione ampiamente diffusa lo dimostra il fatto che rientrano in questa classificazione le distonie neuro-vegetative, l'affaticamento neuro-psichico, il colon irritabile, le nevrosi ansioso-depressive, gli "esaurimenti", gran parte delle cosiddette malattie psicosomatiche e da stress. Biologicamente la spasmofilia consiste in un'alterazione costituzionale della permeabilità della membrana cellulare, per cui lo spasmofilo ha un bisogno assai più grande della persona normale di calcio, magnesio, zinco, vit. D e di altre vitamine e sali minerali che perde troppo facilmente, appunto per l'eccessiva permeabilità cellulare. Quindi lo spasmofilo se si alimenta come gli altri, va soggetto a carenze multiple di sali minerali e vitamine. Si nasce spasmofili, ma la disfunzione rimane allo stato latente, finché non sopravviene un fatto stressante che porta alla luce la disfunzione. E' per questo motivo che, pur essendoci allo stato latente un ugual numero di spasmofili maschi e femmine, in realtà le donne, che debbono sopportare crisi come la gravidanza, il parto, l'allattamento danno una maggior percentuale di spasmofili allo stato manifesto. L'eccessiva perdita, da parte delle cellule, di sali come il calcio ed il magnesio, portano all'accumulo nelle stesse, di potassio, che ha un forte potere rinvigorente, ma, in eccesso, una propensione a creare spasmi. Di qui il nome "spasmofilia" = affinità per lo spasmo. Quindi, come prima conseguenza pratica, si può stabilire che lo spasmofilo non deve eccedere nel consumo di frutta e verdura, ma aumentare il consumo dei cibi contenenti calcio e magnesio, che si trovano nel latte, formaggio, sale marino integrale, noci, legumi. Purtroppo le verdure e la frutta coltivate sono sempre più ricche di potassio, in quanto questo sale viene usato come concime, mentre non lo sono calcio, magnesio e zinco. Per aumentare nella pelle la formazione di vitamina D, occorrerebbe stare al sole, a pelle scoperta, il più possibile: ma anche questa precauzione non è sempre sufficiente. Molto più facile ricorrere agli integratori alimentari.
I SINTOMI
Si può ritenere di essere spasmofili se si riscontrano almeno una decina dei sintomi sottoelencati:
1 - Affaticamento. Nel 90% dei casi lo spasmofilo si trova al mattino più stanco di quando è andato a dormire. Durante la giornata la fatica si attenua, ma ogni tanto prendono il sopravvento delle crisi di debolezza e di stanchezza.
2 - Regolazione difficoltosa della temperatura corporea: a vampate di calore
possono seguire brividi di freddo.
3 - Si può avere anoressia (mancanza di appetito) o bulimia (fame eccessiva) con relativo dimagrimento od obesità.
4 - Digestione laboriosa.
5 - Stitichezza
6 - Nervosismo e irritabilità.
7 - Salti repentini di umore che possono andare dalle crisi di risa alle crisi di pianto.
8 - Ansia (praticamente costante negli spasmofili). Si manifesta come apprensione, tendenza alla inquietudine, tendenza a fare una montagna di una cosa da nulla.
9 - Angoscia con il nodo alla gola. A volte si ha l'impressione di star per soffocare o addirittura di star per morire.
10 - Sudori freddi.
11 - Tremori interni.
12 - Fobie varie, come la paura di trovarsi in luoghi affollati, di uscire, di trovarsi in luoghi chiusi, ecc.
13 - Paure immotivate, che portano lo spasmofilo a starsene da solo, ad evitare il contatto con la gente, ad evitare amicizie.
14 - Sovente lo spasmofilo è portato a "piangersi addosso", si sente l'individuo più sfortunato della terra e quindi è triste, con i tratti tirati, un'aria mesta e lugubre.
15 - Lo spasmofilo dorme male. Le insonnie sono estremamente frequenti, soprattutto nella seconda parte della notte. Lo spasmofilo si risveglia verso le due o le tre e non riesce più ad addormentarsi se non verso il mattino. Il fatto di girarsi e rigirarsi nel letto esaurisce ancor di più un soggetto già esaurito. Sovente il nervosismo che s'impadronisce dell'organismo dello spasmofilo è tale che è obbligato ad alzarsi di tanto in tanto e far delle passeggiatine per sgranchirsi i muscoli contratti.
16 - Se si addormenta è sovente preda di incubi; frequenti i sogni di cadute.
17- Lipotimie (assenze). Il soggetto rimane come addormentato ad occhi aperti per qualche secondo o qualche minuto. Se lo si chiama non risponde in quanto non sente. Non è uno svenimento ma è tuttavia una perdita di conoscenza proprio come se il soggetto fosse assente.
18 - Crampi muscolari in ogni parte del corpo. Caratteristici quelli dolorosi del polpaccio che obbligano a saltar giù dal letto in piena notte, oppure quelli del pollice delle mani che si contrae e non riesce più a drizzarsi se non riportato al suo posto con l'altra mano.
19 - Dolori vaganti in tutti i muscoli che impediscono movimenti e sforzi.
20 - Formicolii alle mani e ai piedi.
21 - Formicolii alla gola, attorno alla bocca e, caratteristici, nell'interno delle orecchie.
22 - Mioclonie. Gruppi di muscoli che si contraggono involontariamente e ritmicamente.
23 - Clonie palpebrali. Le palpebre hanno delle contrazioni ritmiche involontarie.
24 - Mal di testa di ogni genere.
25 - Vertigini.
26 - Sensazione di nebbia dinnanzi agli occhi.
27 - Percezione di punti scuri (mosche volanti) o di punti luminosi dinnanzi agli occhi.
28 - Dolori vari alla colonna vertebrale, simulanti l'artrosi cervicale, dorsale, lombare.
29 - Palpitazione del cuore; tachicardia, sovente confusa con la nevrosi cardiaca.
30 - Dolore precordiale ed oppressione cardiaca (il classico macigno sul petto), che fanno temere che ci sia un infarto in arrivo (lo spasmofilo è anche un apprensivo!).
31 - Disfunzioni digestive, pseudo gastriti, pseudo coliti (assai più comuni delle vere coliti e che sono denominate "coliti psicosomatiche").
32 - Oppressione respiratoria pseudoasmatica.
33 - Sensazione di soffocamento (il già ricordato "nodo in gola").
34 - Unghie molli, che si rompono o sfaldano facilmente, oppure che crescono in modo contorto (ai piedi).
35 - Capelli fragili che si rompono e cadono con facilità.
36 - Pelle delle mani e dei piedi che si screpola senza apparenti ragioni.
37 - Carie frequenti ed importanti.
38 - In qualche caso opacamento del cristallino con formazione di cataratta.
39 - Nella sfera genitale per l'uomo eiaculazione precoce, impotenza; per la donna: dolori mestruali, vaginismo, frigidità.
40 - Malattie allergiche.
41 - Psoriasi, eczemi, acne.
42 - Ipoglicemia funzionale e ipotiroidismo. E' significativo il fatto che la spasmofilia, l'ipoglicemia e l'ipotiroidismo abbiano molti sintomi in comune e molto di frequente siano presenti nella stessa persona.
La spasmofilia è polimorfa, cioè dà moltissimi sintomi e disturbi diversi. Quelli elencati non sono neppure tutti. Eppure la medicina ufficiale è (soprattutto in Italia) assai restia ad ammetterne l'importanza e persino l'esistenza. Come si può spiegare un fatto del genere? Come in altri casi il motivo base è prettamente una questione di profitti. Gli spasmofili sono estremamente numerosi e costituiscono una massa ingente di consumatori di medicinali,
soprattutto di antidolorifici, calmanti, ansiolitici, tutti farmaci che debbono essere somministrati per tutta la vita in dosi sempre crescenti. Gran parte degli introiti dell'industria farmaceutica sono dovuti proprio a questo immenso "parco buoi" (se è lecito usare una espressione propria della borsa!). La vera cura della spasmofilia, a mezzo di minerali e vitamine renderebbe invece pochissimo. Quindi si nega l'esistenza stessa della malattia, oppure la si confina a quei rarissimi casi estremi di tetania in cui l'ammalato viene colpito da paralisi, da crampi fortissimi, che lo rendono un invalido. Come già detto casi gravissimi, ma molto rari. Gli infiniti casi comuni vengono disconosciuti o etichettati come distonie neuro-vegetative o in altri modi (come già detto). Lo spasmofilo si riconosce facilmente dai sintomi sopra elencati. Se siete afflitti da una decina o più di questi sintomi è ben facile che anche voi apparteniate a questo esercito di persone dolenti. Le analisi della calcemia e della magnesiemia (percentuale di calcio e magnesio presenti nel sangue) servono a poco in quanto la carenza che provoca i disturbi è quella che si verifica a livello del siero delle cellule e non del siero del sangue. In pratica la conferma migliore di una supposta spasmofilia, la può dare una integrazione di bioregolatori di alcuni giorni, che dà immediatamenti effetti positivi e che è assolutamente innocua. Se non fosse il vostro caso non avete da temere danni o reazioni secondarie.
LA CURA
La medicina ufficiale tende a curare lo spasmofilo (non riconosciuto come tale), con montagne di antidolorifici, di calmanti, di ansiolitici, che sono estremamente utili solo a chi li fabbrica e li vende, tanto più che gli spasmofili non guariscono mai e diventano farmaco-dipendenti a vita.
Lo spasmofilo invece ha bisogno di un quantitativo superiore alla media di calcio, magnesio, zinco, vitamina D, vitamine del gruppo B, ed altri simili fattori. Quindi il rimedio più logico è proprio quello di dare allo spasmofilo quello di cui ha bisogno. Occorre tener conto che la spasmofilia è un difetto costituzionale della persona che, come tale, non può essere radicalmente estirpato, ma solo tenuto a bada per tutta la vita come se non esistesse affatto. La somministrazione degli adatti microalimenti dà quasi subito degli evidenti vantaggi che possono poi essere consolidati con un trattamento più prolungata e stabilizzati poi con una modesta assunzione periodica di microalimenti. In questo modo si può vivere al riparo dagli effetti devastanti della spasmofilia.
Io stesso ho sofferto per decenni di questa disfunzione. Soprattutto al cuore con frequente tachicardia ed extrasistole (diagnosi: nevrosi cardiaca), poi spasmi e dolori ai muscoli (diagnosi: reumatismi), ansia, depressione e numerosi altri fra i sintomi elencati.
Ora ho capito la vera natura dei miei inconvenienti, ho realizzato che non soffro affatto di nevrosi, né di reumatismi, né di ansia, né di depressione, né di anormale stanchezza. Non sento neppure più le extrasistoli. I miei disturbi sono praticamente scomparsi.
Il nostro Centro Ricerche Ecologia e Salute è in contatto con altri centri del genere nel mondo, fra cui quello celebre del prof. Linus Pauling, l'unica persona che abbia ricevuto due premi Nobel ed oltre quaranta lauree ad honorem da parte di università di tutto il mondo.
Studiamo ed esperimentiamo trattamenti complessi a base di sostanze ortomolecolari (vitamine, sali minerali, oligoelementi, ecc.) per la correzione delle disfunzioni di bioregolatori più varie. Oltre che per la spasmofilia in tutte le sue manifestazioni, abbiamo ottenuto
risultati straordinariamente interessanti nelle carenze di micronutrienti associate ad artrite reumatoide, artriti, manifestazioni dolorose di origine nevritica, disfunzioni circolatorie, gotta, diabete, allergie, ed in tutti gli stati critici come convalescenze, gravidanza, vecchiaia. Con la Nutrizione Ortomolecolare si rafforzano, senza pericoli né reazioni collaterali, tutte le funzioni vitali come la produzione dell'energia, lo svelenamento dell'organismo, le difese immunitarie, la difesa contro i tumori ed il precoce invecchiamento.
Risultati, che possono sembrare incredibili, si ottengono con tecniche raffinate, come l'uso di complesse associazioni sinergiche, l'adozione di tutte le più recenti scoperte di una scienza che sta compiendo passi da gigante, la personalizzazione dei trattamenti.
dr Sergio Martinat
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