sabato 26 giugno 2021

A proposito di Shiretoko

Il nome che l'antico popolo degli Ainu, presente nell'arcipelago giapponese prima che arrivassero gli yamato, diedero ad un lembo di terra nel nord-est di Hokkaido è "Shiretoko", che significa “là dove la terra finisce”.

E ancora oggi, in quel luogo - patrimonio dell'UNESCO - che s'affaccia sul mare, la Natura regna (quasi) incontaminata (non ci sono strade asfaltate) e si possono vedere gli orsi del Giappone, animali sacri agli Ainu, le volpi, i gufi pescatori, le aquile marine, i cetacei, le otarie e tanti altri.
 
Famosi sono i "5 gioielli", i laghi di Shiretoko-Goko immersi nella fitta foresta vergine, ma anche le cascate: le Kamuiwakka dalle acque calde che emanano vapore, poi le Oshinkoshin che si gettano direttamente in mare, e le Furepe che sono particolarmente scenografiche.
 
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photo from https://aroundjapan.net

mercoledì 23 giugno 2021

IL CAPRO ESPIATORIO 
 
Negli ultimi anni l'interesse dei vivisettori, senza trascurare i campi tradizionali, si è andato spostando sempre più su due nuovi campi d'azione: lo studio del "comportamento" e l'esame del cervello.
Dopo aver accertato che il sovraffollamento umano in spazio ristretto suscita ostilità e violenza, i ricercatori vollero ottenere la conferma "scientifica" del fenomeno rinchiudendo migliaia dì topi in un campo ristretto, finché le bestiole cominciarono ad aggredirsi e dilaniarsi a vicenda. Per avere la riprova che la mancanza di affetto materno può causare turbe psichiche, vari animali, ma soprattutto giovani scimmiette, vengono strappate alle madri e tenute in isolamento completo, alcune al buio, per vari mesi, in diversi periodi della crescita.
Alla medesima categoria appartengono gli esperimenti che procurano assuefazione alle droghe. Quando l'animale diventa preda di crampi e convulsioni in seguito all'improvviso ritiro della droga alla quale era stato abituato a forza, allora l'esperimento è considerato un successo, e solo allora gli "studiosi"considerano comprovato che quella droga dia assuefazione.
Sebbene le statistiche dimostrino che il fumo contribuisce notevolmente all'insorgere del cancro ai polmoni, la scienza "ufficiale" si ostina ad affermare che «non esistono prove scientifiche per quest'affermazione», solo perché non si è ancora riusciti a provocare sperimentalmente il cancro dei polmoni negli animali mediante il fumo.
In verità, se si riuscisse a dare il cancro da fumo ai cani e ai topi, ciò dimostrerebbe solo che il fumo può dare il cancro ai cani e ai topi; non che lo può dare all'uomo. Quest'ultima prova noi già l'abbiamo, dalle statistiche.
Eppure, in base a teorie che la scienza ufficiale si ostina a definire "scientifiche" ma che al contrario contraddicono la vera scienza, da mezzo secolo milioni di animali vengono sottoposti alle prove del fumo continuo — negli Stati Uniti anche per mano di bambini — e naturalmente molti di questi animali muoiono, per varie cause, però mai di cancro al polmone.
Recentemente il prof. William Dement (nome profetico?) dell'Università di Stanford, California, ha escogitato un sistema particolarmente ingegnoso per fare impazzire i gatti per mancanza di sonno. Il gatto, nel cui cervello è stato conficcato un elettrodo, viene messo su di un mattone che affiora in una vasca colma d'acqua. Il gatto sta tutto rattrappito, non può saltare. Allorché, vinto dal sonno, esso abbassa il capo, il naso entra nell'acqua e il gatto si risveglia di soprassalto. Così passano le ore, passano i giorni. Dopodiché il sistema nervoso del gatto, già traumatizzato dalla foratura del cranio per l'inserimento dell'elettrodo, dalle torture causate dalla posizione immutabile, non ha, naturalmente, più nulla in comune con quello d'un gatto normale, e tantomeno con quello d'un essere umano ; e ciò a prescindere dal fatto che il bisogno di sonno nell'uomo è tra le 6-8 ore mentre il gatto sonnecchia per 22 ore su 24. Grazie al dott. Dement è apparsa sui settimanali americani la fotografia di un suo gattino con gli occhi tutti stralunati, dopo 70 giorni (giorni, non ore) d'immobilità sul mattone. L'elettrodo nel cervello ha informato il Dement che il gatto «ha ormai subito un profondo mutamento della personalità»: eufemismo per "pazzia", termine che non esiste nel linguaggio degli scienziati; solo in quello dei comuni mortali.
La più parte dei quali è probabilmente dell'avviso che scienziati come il Dement soffrono di un profondo mutamento della personalità. Così in tutti i campi gli animali incolpevoli devono servire da capri espiatori per i vizi dell'uomo.
Noi fumiamo, l'animale no: e allora costringiamo milioni di animali a fumare.
Noi beviamo alcool, l'animale no: allora facciamo ammalare milioni di animali con l'alcool.
Noi ci droghiamo, gli animali no: allora obblighiamo gli animali ad assuefarsi a una droga per assistere alle loro convulsioni causate dal suo improvviso ritiro.
Noi guidiamo l'automobile spesso con più presunzione che competenza causando incidenti: allora immobilizziamo scimmie in automobiline che poi mandiamo ad infrangersi insieme alle guidatrici incolpevoli contro un ostacolo per studiare l’effetto dell'impatto.
Noi soffriamo d'insonnia, gli animali no: allora teniamo svegli gli animali per mesi di seguito finché impazziscono, sebbene un'insonnia indotta a questo modo non ha naturalmente nulla in comune con la nostra.
Noi siamo "stressati" in seguito al nostro modo di vivere deliberatamente sregolato, gli animali no: allora incrudeliamo contro milioni di animali per porli in stato di stress.
Noi ci ammaliamo di cancro per ragioni per la maggior parte ben note, tra cui ingestione di farmaci nocivi, inquinamento da noi stessi causato, per infinite ingiurie che ci procuriamo andando contro natura, gli animali no: allora procuriamo il cancro ogni anno a milioni di animali e li sottoponiamo ad infiniti maneggi ed esperimenti mentre vengono lentamente distrutti dal più crudele dei morbi creati dall'uomo. 
 
Tratto da: Imperatrice Nuda, al capitolo "IL CAPRO ESPIATORIO"

sabato 5 giugno 2021

Pioggia artificiale e neve con batteri
 
La presenza di macchie scure sulle foglie degli alberi potrebbe essere dovuta a batteri, come ad esempio la variante ice-minus dello Pseudomonas syringae (ottenuta tramite la tecnologia del DNA ricombinante che consente la rimozione sintetica o l'alterazione di geni specifici), aviodispersi. 
 
Da circa 40 anni, si sta portando avanti una forma di cloud-seeding attraverso i batteri. Risale infatti al 1982, la ricerca della Montana State University sulla capacità di produrre pioggia con la dispersione in atmosfera di batteri, denominata "bioprecipitazione". 
 
La formazione di ghiaccio nelle nuvole è necessaria per la neve e la maggior parte delle precipitazioni, ma per creare nuclei di ghiaccio, a temperature molto più alte rispetto allo 0°, non bastano le particelle di polvere e fuliggine, ma occorrono batteri in grado di catalizzare il congelamento. Tuttavia, i batteri nucleanti del ghiaccio attualmente conosciuti si sono rivelati agenti patogeni delle piante, che possono causare lesioni da congelamento nelle foglie. 
 
Le proteine ​​nucleanti del ghiaccio, derivate dai batteri, vengono utilizzate soprattutto per l'innevamento artificiale tramite i cannoni da neve.
Secondo Brent Christner, microbiologo della Louisiana State University, si sono riscontrati questi batteri nella neve, nel terreno e nelle piantine anche in luoghi come l'Antartide, il territorio dello Yukon in Canada e le Alpi francesi.

martedì 1 giugno 2021

Elettromagnetismo e salute 

L'emissione elettromagnetica di un albero è molto simile a quella di un animale e di un essere umano, ed è composta da una serie di spirali diverse che dipendono dalle varie frequenze che l'albero emette. Queste hanno origine dal centro del tronco e si sviluppano intorno all'albero, per tutta la sua altezza.
Ciascuna frequenza sviluppa due spirali: una destrorsa (si apre verso destra), l'altra sinistrorsa (si apre verso sinistra). Chi riesce a vedere l'aura energetica, potrebbe osservare intorno agli alberi delle sfere luminose colorate che arrivano oltre la cima e anche giù nelle radici.
 
La salute degli esseri viventi, siano questi alberi, animali o umani, richiede che tutti i loro componenti e organi emettano una maggior quantità di energia con spirale destrorsa rispetto a quella sinistrorsa, per cui nelle emissioni EM complessive è necessario che le spirali destrorse siano più grandi di quelle sinistrorse.
Nei punti dove la corteccia appare indebolita, sofferente o secca o, nel caso degli umani, dove ci sono malattie e tumori nel corpo, le analisi strumentali hanno evidenziato uno squilibrio dell'energia sinistrorsa proprio in quei punti.

Le antenne per la telefonia mobile, i radar, il Wi-Fi, i satelliti per la TV, come vettori artificiali, le reti geodinamiche, le faglie e l'acqua corrente sotterranea, come vettori naturali, alterano la polarità dell'acqua di cui siamo composti, sbilanciando le spirali sinistrorse che ci fanno ammalare.
 

 

 

domenica 2 maggio 2021

Un progetto danese per campeggi di design in Giappone
 
Alternative interessanti presentate dallo studio danese di design "Third Nature", che ha rivelato un progetto per un fantastico campeggio appena fuori dalla città giapponese di Inabe, nella prefettura di Mie.
 

 
Nascosto tra gli alberi, Third Nature ha in programma di costruire in modo sostenibile un gruppo di capanne, con pareti in legno e tetti spioventi dall'aspetto fiabesco. Coniato scherzosamente "Hygge Circles", ingegneri giapponesi e consulenti di sostenibilità hanno collaborato con lo studio scandinavo di design per concepire un progetto a basso impatto, che segna il passaggio ad un turismo rigenerativo.
Con l'apertura nella primavera del 2021, Hygge Circles si unirà a un insieme di campeggi di lusso che spuntano in tutto il Giappone, attingendo all'amore intrinseco del Paese del Sol Levante per la natura, senza sacrificare i comfort di tutti i giorni.
 

FONTE: https://www.designboom.com/architecture/third-nature-cabins-japan-inabe-campground-hygge-circles-07-14-2020/

 

sabato 1 maggio 2021

L’alfabeto degli alberi

 

L’alfabeto ogamico, o alfabeto degli alberi, fu la forma di scrittura usata per trascrivere la lingua dei Celti, ma poiché inizialmente era inciso su legno o corteccia, materiale deperibile, non possiamo sapere con esattezza l’epoca in cui ebbe origine. Le datazioni dei testi più antichi risalgono al V-VI secolo, ma sono incisi su pietra, quindi certamente successivi a quelli su legno. Centinaia di iscrizioni sono state ritrovate intorno al Mare d’Irlanda, nel Galles, nell’isola di Man, ma anche in Inghilterra, in Scozia e nelle Isole Shetland.

Questa forma di scrittura fu espressione di un linguaggio per secoli trasmesso di generazione in generazione solo oralmente, e a lungo criptato per non svelare verità che era necessario tenere protette. Si sa, infatti, che i druidi, la casta sacerdotale del popolo celtico, preferiva trasmettere miti, riti e conoscenze mediche, oralmente.

La particolarità di questo alfabeto è data dal fatto che ogni sua lettera corrisponde a un albero. E giacché ogni albero ha una precisa stagione di rinascita, di maggior vigore o, ancora, di fioritura, l’alfabeto ogamico, con i suoi 13 mesi lunari (consonanti), più i 5 giorni intercalari (vocali) è anche un calendario di magia arborea stagionale.

Lettere dell’alfabeto e alberi hanno caratteristiche e proprietà precise e si distinguono nella loro funzione religiosa e oracolare, così come sono distinti i suoni e le specie, nelle loro accezioni.

L’alfabeto arboreo manifesta, più di ogni altra forma di scrittura, il legame profondo e ancestrale fra uomo e albero, entrambi nutriti dalla stessa terra, in un perpetuo scambio di anidride carbonica e ossigeno sotto lo stesso cielo.

Beatrice Testini

 

https://www.nicla-arte.org/nicla-wp/wp-content/uploads/2021/04/alfabeto-alberi.jpg

 https://www.nicla-arte.org/l-alfabeto-degli-alberi/

giovedì 8 aprile 2021

Giappone, le pagine del giornale impregnate di semi di fiori: dopo la lettura The Mainichi si può piantare
 
Un giornale che dà i suoi frutti. Letteralmente. Non solo perché punta al suo obiettivo principale, ovvero quello di informare, nella maniera più corretta possibile. Ma lo fa anche pensando, concretamente, alla vita dei suoi lettori. E all’ambiente che li circonda. Come? Realizzando un quotidiano che invece di finire nel cassonetto dei rifiuti, dopo esser stato sfogliato e possibilmente letto dalla prima all’ultima pagina, può essere piantato e fiorire.
L’idea del “vivaio da leggere” è venuta alla casa edittrice giapponese The Mainichi Newspapers Co. Ltd che ha lanciato questo nuovo seme giornalistico-ambientale nel mercato della stampa con la testata The Mainichi (il nome significa quotidiano, all'ordine del giorno, corrisponde all'inglese every day) che conta circa cinque milioni di copie al giorno di tiratura. L’obiettivo è doppio: diminuire la mole dei rifiuti da un lato e far diventare le città del Giappone ancora più verdi, con tanta natura in più non solo dentro casa ma anche fuori nei cortili, nelle aiuole, nei giardini urbani.
 

Il processo che porta a  trasformare le pagine in piantine da innaffiare è semplice ma geniale. Alla carta di base, ovviamente riciclata senza l'uso di solventi tossici, vengono aggiunti semi dei fiori più disparati. La polpa così ottenuta viene successivamente lavorata con l’inchiostro usato per stampare gli articoli che è rigorosamente a base vegetale. Quindi il composto viene pressato perché ne esca carta adatta ai grandi rotoli per le rotative. Così, dopo essersi informati sui fatti della giornata il quotidiano non verrà buttato ma sarà pronto per una nuova vita. Potrà essere piantato intero magari in un’aiuola e anche sminuzzandolo nella terra in più vasi e vasetti. Pochi giorni e arriveranno i primi germogli.
 
Con questa iniziativa il giornale che può essere definito verde sulla… carta, e che si occupa parecchio anche di piante e di giardinaggio ha conquistato molti lettori in più. Ed è anche stato diffuso nelle scuole che lo hanno “adottato” come esempio concreto di cultura ambientale.
 
Luisa Mosello 

18 Febbraio, 19:22
 
www.ilmessaggero.it/