sabato 14 luglio 2012

LO STUDIO
Troppa plastica nelle acque
e i pesci sbagliano compagna
Una ricerca pubblicata sulla rivista Evolutionary Applications rivela che il Bisfenolo A, una sostanza chimica comune nella produzione di policarbonato, porta i pesci a corteggiare femmine di specie diverse, aumentando il rischio estinzione o la nascita di ibridi

Troppa plastica nelle acque e i pesci sbagliano compagnaBOTTIGLIETTE d'acqua, sacchetti, contenitori. Sono tutti oggetti fatti di plastica che troppo spesso vengono buttati via, lasciati sulle spiagge o in riva ai laghi, senza troppi pensieri. Ma gli effetti dannosi di quest'inquinamento sono tangibili. A causa di una sostanza chimica contenuta nella plastica, il Bisfenolo A (Bpa), i pesci hanno dei problemi nel riconoscere le femmine della propria specie. Secondo una ricerca pubblicata sulla rivita Evolutionary Applications, il Bpa replica gli effetti dell'estrogeno e porta i maschi a corteggiare esemplari di famiglie diverse, con un pericolo effettivo di estinzione della specie o di nascita di ibridi.

Il team di ricercatori ha raccolto esemplari di Cyprinella venusta e Cyprinella lutrensis da due fiumi in Georgia. Le due specie sono state tenute separate per 14 giorni, e divise in vari contenitori, alcuni dei quali contenevano Bpa. Una volta riuniti, gli scienziati hanno monitorato le differenze fisiche e di comportamento, anche durante la corte, che presentavano. L'effetto del Bpa ha èporatto alcuni esemplari a confondere un pesce dell'altra specie con un possibile partner, con risultati disastrosi per l'ecosistema.

"Si era già a conoscenza del fatto che il BPA 'femminilizza' i maschi impedendo loro di riprodursi, ma i suoi effetti potrebbero anche essere più gravi", ha spiegato Jessica Ward dell'University of Minnesota, Stati Uniti, che ha condotto lo studio 1. "I pesci esposti avevano un comportamento sessuale indiscriminato, approcciandosi anche a pesci di una specie diversa. Non abbiamo verificato geneticamente la presenza di accoppiamento tra specie diverse, tuttavia, questa possibilità esiste. La creazione di ibridi è una delle maggiori cause di perdita di biodiversità, in particolare nei pesci". 

(14 luglio 2012)
www.repubblica.it 

giovedì 12 luglio 2012

il parere dei neonatologi  
Tremila neonati abbandonati,
serve più assistenza alle madri  
Tre gli strumenti: la possibilità di partorire in ospedale senza riconoscere il figlio, la ruota degli esposti, l'aiuto domiciliare

MILANO - Non solo Mario, il bambino abbandonato pochi giorni nella "Culla per la vita" dell'ospedale Mangiagalli di Milano e finito su tutti i giornali. Ogni anno in Italia vengono abbandonati circa 3mila neonati: per la maggior parte (73%) figli di italiane, il resto di straniere, prevalentemente tra i 20 e 40 anni (le minorenni sono il 6%). E su tremila abbandoni, solo 400 avvengono negli ospedali; il resto è fuori controllo e i ritrovamenti avvengono a volte quando ormai è troppo tardi. L'allarme arriva dalla Società italiana di neonatologia (Sin), secondo cui è urgente assicurare una maggiore assistenza alle madri attraverso tre strumenti: la possibilità di partorire in ospedale senza riconoscere il proprio figlio che verrà immediatamente avviato a un percorso di adozione (progetto "Madre Segreta"), la "ruota degli esposti" e l’assistenza domiciliare alle puerpere.

ADOZIONE - «La possibilità di partorire in ospedale e avere l'opportunità di non riconoscere il proprio figlio che verrà immediatamente avviato a un percorso di adozione consente ogni anno a decine di donne in difficoltà di portare a termine la propria gravidanza e di garantire una vita adeguata al proprio piccolo, evitando decisioni pericolose per la vita di entrambi» spiegano i neonatologi della Sin. Ma il problema «è più ampio e si articola nella prevenzione della depressione post partum, malattia strisciante, spesso di difficile diagnosi e che è il presupposto ai tristissimi casi di infanticidio». In tal senso, «ostetrici e neonatologi sono impegnati in questa difficile battaglia attraverso il programma di assistenza domiciliare alla donna immediatamente dopo il parto, e il supporto di personale sanitario alle neo-mamme sembra essere il rimedio più efficace nel riconoscere e prevenire le situazioni di pericolo».

A MILANO - Per Mario sono arrivate richieste di adozione da tutta Italia. «Ma in realtà - sottolinea Basilio Tiso, il medico della Mangiagalli che si è occupato dell'inaspettato ospite -, di neonati non riconosciuti a Milano ne contiamo in tutto circa 20 l'anno. Nel nostro reparto vengono lasciati in media in un anno circa 6 bimbi dalle mamme subito dopo il parto. Si va dai 4 agli 8, a seconda degli anni. È una possibilità prevista dalla legge, proprio per evitare abbandoni drammatici, a tutela delle nuove vite. Capita che un neonato non venga riconosciuto. La frequenza è di circa un bimbo su mille nati».

Redazione Salute Online 

12 luglio 2012

www.corriere.it

mercoledì 11 luglio 2012

indagine dell'Istituto Piepoli 
Popolo di santi, poeti e navigatori
(che non sanno nuotare) 
Il 40% degli italiani non sa destreggiarsi in acqua. Ogni anno nel mondo 3 milioni di bambini rischiano l'annegamento
 
MILANO - Sembra un paradosso, dato che l'Italia è letteralmente circondata dal mare (8mila km di coste, più laghi e fiumi), ma è la dura verità: quasi la metà degli italiani, quattro su dieci, non sa nuotare. Solo tre su dieci (il 32%) sanno destreggiarsi in acqua e respirare correttamente, il 59% fatica a stare a galla in acqua profonda e il 65% non sa tenere gli occhi aperti al mare o in piscina. Insomma, quasi un disastro. Federica Pellegrini & company? Marziani.
 
INFORTUNI - I dati arrivano da un'indagine dell'Istituto Piepoli e sono stati diffusi da Nicola Brischigiaro, pluricampione mondiale di immersione in apnea, e Acquatic Education (che ha commissionato la ricerca): occasione per presentare una campagna di sensibilizzazione per la sicurezza in acqua. Questa si sviluppa su due temi: "Acquaticità e scurezza 0-12 anni, dai primi bagnetti alla scoperta del mare", e "Con tuo figlio, in acqua, devi sempre sapere cosa fare". «L'annegamento è secondo l'Oms tra le prime cause di mortalità accidentale - spiega Brischigiaro -. Ogni anno nel mondo oltre 3 milioni di bambini e adolescenti sono vittime di infortuni in acqua o rischiano l'annegamento, spesso nelle mini piscine la cui vendita è in continuo aumento». Brischigiaro sottolinea che «i semi-annegamenti sono spesso invalidanti e chi sopravvive può riportare danni fisici e cerebrali anche per tutta la vita: deficit neurologici, fisici e altre patologie correlate». Insomma, con l'acqua (come col fuoco) c'è poco da scherzare. Sul sito si trovano filmati educativi, MP3, decaloghi e supporti suddivisi per fasce di età e location (casa, piscina, mare lago e fiume); le procedure teoriche e pratiche per gestire in sicurezza in bambini nell’ambiente acquatico.

Redazione Salute Online
www.corriere.it 

giovedì 5 luglio 2012

Corea sud annuncia caccia alle balene

TOKYO, 05 Luglio 2012 - Il Giappone ha un inconsueto alleato nella caccia alle balene 'per fini scientifici': la Corea del Sud iniziera' dal 2013 lo studio dei cetacei in acque territoriali diventando il secondo Paese impegnato in quella che per gli ambientalisti e' una copertura a fini commerciali. Al forum annuale della Commissione internazionale baleniera (Iwc) di Panama, Seul ha detto che la ripresa della caccia, dopo la moratoria, vuole esaminare le ''abitudini alimentari delle balenottere minori''.

(ANSA)

La Philcoxia è una pianta che mangia i vermi sotto terra

Philcoxia5 luglio 2012 - I botanici hanno scoperto una pianta carnivora capace di mangiare vermi nascosti sottoterra.

A differenza di altre specie note per la capacità di catturare insetti o piccoli mammiferi, pare che la Philcoxia sia capace di intrappolare le sue prede sotto il livello del suolo.

PHILCOXIA E NON SOLO – Questa piante sarebbero dotate di una insolita rete di foglie appiccicose nascoste nel terreno che consentono di intercettare e assimilare piccoli organismi sotterranei e di trarne poi sostanze nutritive necessarie per la crescita.

Gli esperti sono convinti che ci siano altre specie o generi di piante capaci di scovare altri organismi dal sottosuolo, ma che nessuno finora abbia notato l’insolita cattura.

Fonte: giornalettismo.com

Le mandorle per la cura della pelle e dei capelli

La mandorla è un frutto oleoso di piccole dimensioni, ma molto nutriente e prezioso per la salute e la bellezza. È un’ottima fonte di vitamine del gruppo B, benefiche per il fegato, per la pelle e i capelli, e di minerali tra cui il potassio e lo zinco.

Il ferro è presente in buona quantità: questa caratteristica rende la mandorla un alimento indicato anche se soffri di anemia. Il binomio calcio-fosforo aiuta la crescita e lo sviluppo armonico di ossa e muscoli; per questo le mandorle sono una buona risorsa per i bambini, le gestanti, per chi ha problemi di osteoporosi o per le donne in menopausa.

In più è ricca di proteine vegetali, di carboidrati e fibre e contiene un enzima, l’emulsina, che favorisce la digestione dei cereali. Ma la sua principale caratteristica è l'abbondanza di acidi grassi essenziali (chiamati anche vitamina F) che aiutano a mantenere la pelle morbida ed idratata, grazie alla loro azione di ricostruzione del film idrolipidico cutaneo. Questi grassi "buoni", che costituiscono circa l'80% delle calorie delle mandorle, sono benefici per l'apparato circolatorio.

Uno studio recente, pubblicato sulla rivista Archives of Internal Medicine ha dimostrato come il consumo di 65 grammi al giorno di frutta secca, tra cui mandorle, intervenga nell'abbassamento del colesterolo e dei trigliceridi.

Poichè gli acidi grassi si deteriorano facilmente, soprattutto se esposti a luce e calore, assicurati di comprarle freschissime e conservarle in ambiente asciutto e poco illuminato per non far perdere le sue preziose caratteristiche. Si tratta di un alimento che fornisce energia, ma che contiene una notevole quantità di calorie (circa 603 ogni 100 grammi): attenzione a non esagerare con il loro consumo!

Fonte: piusanipiubelli.it

mercoledì 4 luglio 2012

A Milano pipistrelli per combattere le zanzare
Il comune installera' 1.200 bat-box nei parchi della città

Pipistrelli per disinfestare parchi e giardini pubblici di Milano dalle zanzare. Il progetto sperimentale, che consentira' di frenare la proliferazione delle zanzare attraverso un 'insetticida naturale', e' stato lanciato dal Comune di Milano, che nei prossimi giorni installera' in citta' 1.200 bat-box, rifugi in legno per i pipistrelli, predatori ghiotti di insetti.

I primi 400 rifugi per i chirotteri saranno collocati nei prossimi giorni in una decina di aree verdi, a partire dal parco Sempione, dove verranno posizionate 36 bat-box, e dal parco delle Cave, dove e' gia' partita la sperimentazione di tecniche biologiche per il contrasto alle zanzare.

ANSA