mercoledì 30 ottobre 2019


Legambiente, strategia forestale contro la crisi climatica
Dieci proposte per gestire i boschi

ROMA, 30 OTT 2019 - Legambiente ha presentato oggi un pacchetto di dieci proposte per proteggere le foreste italiane, nel corso del 2/o Forum nazionale a Roma sulla gestione forestale sostenibile.
Per Legambiente è fondamentale "definire una coraggiosa ed efficace strategia forestale nazionale che metta al centro la definizione di piani di adattamento ai cambiamenti climatici a medio-lungo termine" e adottare "interventi incisivi di mitigazione, in grado di migliorare la biodiversità e favorire una diversa struttura delle foreste per rispondere agli effetti climatici". Per far ciò, è importante "puntare su una gestione e una pianificazione forestale sempre più sostenibile e responsabile".

Serve poi "incrementare la biodiversità forestale aumentando, ad esempio, i boschi vetusti, hot spot di biodiversità forestale"; "ridurre i rischi naturali per le foreste attraverso una pianificazione forestale che comprenda l'analisi di previsione dei rischio"; "creare foreste urbane per rigenerare le città e combattere il cambiamento climatico".

Per quanto riguarda il settore forestale, che oggi non riesce a sfruttare tutte le sue potenzialità, per Legambiente è importante "promuovere la certificazione forestale perché la sua applicazione su larga scala è garanzia della sostenibilità del settore"; "puntare su un cluster del legno Made in Italy"; "aumentare l'utilizzo del legno nei processi produttivi in sostituzione di altri materiali, perché ciò permette di ridurre in modo significativo le emissioni di CO2 in atmosfera". Infine è utile "un uso dei prodotti forestali ai fini energetici".

(ANSA)

martedì 29 ottobre 2019

Istrici portano cuccioli a fare bagni di sole per vitamina D 
Restano per molte ore davanti alle tane nelle ore di maggior luce


Un esemplare di istrice © Ansa
28 ottobre 2019 - Una ricerca dell'Università di Pisa, pubblicata sulla rivista Scientific Reports, ha per la prima volta descritto un comportamento peculiare delle istrici, che si allontana dall'idea che abbiamo del più grande roditore notturno della fauna italiana: in pieno giorno, hanno rilevato gli scienziati, l'istrice porta i propri cuccioli a prendere il sole, comportamento definito come "bagno di sole".

Lo studio è stato condotto dalla dottoranda Francesca Coppola e da Antonio Felicioli, docente di biochimica dell'ateneo pisano, in collaborazione con Giuseppe Vecchio. La ricerca, spiega l'università, "è stata svolta nei boschi della provincia di Pisa e si è basata sul monitoraggio di tane abitate da istrici, previamente marcati e resi riconoscibili individualmente utilizzando foto-trappole: le osservazioni hanno evidenziato e confermato la presenza di attività motoria diurna nell'istrice durante tutto l'anno, con picchi tra gennaio e giugno". L'attività motoria diurna è stata registrata sia in esemplari adulti, sia sub-adulti e cuccioli.

Il cosiddetto "bagno di sole", prosegue l'ateneo pisano "è strettamente legato alla presenza dei cuccioli che, da soli o con un genitore o un 'aiutante', sostano per lunghi periodi davanti alla propria tana sotto il sole: il comportamento è stato osservato con regolarità in 5 famiglie di istrici nel periodo tra aprile e giugno prevalentemente nelle ore centrali del giorno ed è probabilmente indotto da esigenze metaboliche quali la sintesi di vitamina D, oppure la termoregolazione".

"Lo studio - concludono Felicioli e Coppola - contribuisce alla conoscenza della biologia di questo affascinante grande roditore protetto della legislazione italiana ed europea di elevato interesse conservazionistico. Inoltre si gettano le basi per ulteriori indagini inerenti il ruolo della luce solare nel metabolismo degli animali notturni".

ANSA

sabato 26 ottobre 2019

Ospedali nei boschi

Ospedali nei boschi: in Norvegia si curano i pazienti grazie al contatto diretto con la natura




Indice dei contenuti

I benefici che assorbiamo quando trascorriamo del tempo all’aria aperta sono ormai noti e molti studi lo dimostrano, ecco perchè nascono gli ospedali nei boschi.
Questo è stato il trampolino di lancio per sperimentare anche in spazi vicino agli ospedali delle qualità terapeutiche che la natura offre.

La rivoluzione degli ospedali Norvegesi

Questo è il caso degli ospedali norvegesi Oslo University Hospital e del Sørlandet Kristiansand nel sud della Norvegia.
Progettati per conto della Fondazione Friluftssykehuset dallo studio di architettura Snøhetta, l’Outdoor Care Retreat è un rifugio in legno realizzato per alleggerire le lungo degenze.

Costruito in collaborazione con lo studio di architettura, Snøhetta , gli spazi offrono ai pazienti una gradita sospensione dai trattamenti rigorosi e dall’isolamento che spesso accompagnano il ricovero a lungo termine. Il termine friluftssykehuset deriva dal concetto norvegese di friluftsliv – l’importanza di trascorrere del tempo in natura – combinata con la parola “fro hospital”, sykehus . Il primo dei ritiri è nascosto nella lussureggiante foresta vicino a un torrente, a pochi passi dall’ingresso del più grande ospedale norvegese, l’Oslo University Hospital. La sorella costruisce un laghetto nei boschi decidui dall’ospedale Sørlandet Kristiansand nel sud della Norvegia.

Le fasi preliminari che hanno portato alla realizzazione del progetto

Maren Østvold Lindheim, una psicologa infantile che lavora nel dipartimento per la salute mentale dell’infanzia e dell’ospedale di Oslo, e i suoi colleghi avevano portato per anni i pazienti nei boschi vicino all’ospedale universitario di Oslo. “È iniziato con pochi bambini alla volta”, scrive Guay “ed è proseguito con gruppi sempre più consistenti e li portavamo a costruire fuochi e canoe su un lago vicino”.

“Portare i pazienti fuori dall’ospedale li aiuta a rilassarsi e a trovare la forza per superare il loro trattamento”, dice Lindheim. “Essere nella natura dà loro la sensazione di possibilità: hanno più energia, più speranza e più creatività”.
Progettazione degli spazi esterni e interni

Gli spazi allestiti appositamente,  ricordano case sugli alberi e forti, le cabine sono accessibili agli utenti su sedia a rotelle e l’entrata a zigzag accattivante è abbastanza grande da lasciare spazio anche per i letti d’ospedale. Come Snøhetta li descrive, “le cabine luminose si formano come blocchi di legno distorti che si estendono nel paesaggio attraverso rami asimmetrici”. Gli interni sono rivestiti in legno di quercia, in armonia con l’ambiente circostante; gli esterni si affievoliranno diventando grigi e nel tempo si integreranno ancora di più con il paesaggio.

ospedali nei boschi 

All’interno, c’è una stanza principale, una stanza più intima e un bagno. I cuscini colorati si trasformano da pezzi rilassanti a materiali da costruzione forti, o qualsiasi altra cosa venga in mente all’immaginazione.
“La natura offre una gioia spontanea e aiuta i pazienti a rilassarsi: stare in un ambiente naturale porta loro una rinnovata calma che possono portare con sé nell’ospedale, in questo senso l’Outdoor Care Retreat aiuta i pazienti a superare le cure e contribuisce a superare meglio le malattie “, afferma Lindheim.
Un lucernario circolare consente di osservare l’albero; e le grandi finestre di vetro possono essere spalancate, diminuendo la linea tra l’esterno e l’interno. Snøhetta nota che “In questo modo, i visitatori possono sbirciare nel bosco, sentire l’odore del suolo umido della foresta e ascoltare il suono dell’acqua che scorre anche se si è dentro la cabina. ”

Organizzazione e accoglienza delle cabine

Le cabine possono ospitare circa 10 persone alla volta, la maggior parte dei bambini gioca fuori intorno al pozzo del fuoco quando visita, anche in temperature gelide. I bambini possono anche essere trovati a pescare, tagliare la legna, tirare frecce e dipingere quadri , sicuramente non il classico protocollo ospedaliero ma qualcosa di innovativo con notevoli vantaggi psico-fisici.
Le cabine sono aperte ai bambini fino a 18 anni, con il permesso del medico, e i genitori possono venire durante le visite. Fortunatamente per i pazienti più anziani, le cabine non hanno limiti di età nei pomeriggi e nei fine settimana.
“Sebbene la cabina sia integrata nel campus dell’ospedale, la sua posizione isolata e l’estetica naturale permettono una percezione diversa, come se fosse un luogo a se stante, un luogo di magia, di silenzio “, osserva Snøhetta.
La natura è là fuori che aspetta pazientemente per aiutarci a guarire, perché non abbracciare l’aiuto?

Maggiori informazioni su Snøhetta e la Fondazione Friluftssykehuset .
Proprietà delle foto dal sito https://snohetta.com/projects/419-friluftssykehuset-the-outdoor-care-retreat
ospedale e natura, ospedali nei boschi, Outdoor Care retreat

https://www.ambientebio.it/ 

giovedì 10 ottobre 2019

Energia eolica senza pale più potente del 60% grazie alle vibrazioni: la rivoluzionaria invenzione di una start up spagnola

vortex tacoma eolico senza pale
10 ottobre 2019 - Non solo tramite pale: l’energia eolica si può ricavare anche dalle vibrazioni indotte dal vento. E con potenza che può superare del 60% quella della tecnologia convenzionale. Vortex Tacoma, l’innovativa turbina brevettata dalla start up spagnola Vortex Bladeless, ha superato i primi test in ambiente reale e punta ad essere commercializzata il prossimo anno.
Bladeless, letteralmente “senza pale”: la start up spagnola è così chiamata proprio perché la turbina brevettata, Vortex Tacoma, trasforma l’energia del vento in elettrica senza l’utilizzo delle comuni pale eoliche che, pur essendo efficienti in molti casi, possono creare diverse problematiche ambientali, come quelle molto discusse ai danni degli uccelli marini.
La tecnologia, in particolare, sfrutta il fenomeno delle risonanza, che in questo caso “amplifica” il naturale fenomeno chiamato ‘Vortex Shedding’. L’innovativa turbina consiste infatti in un cilindro fissato verticalmente con un’asta elastica che oscilla in un determinato range di frequenze, calcolato in modo che i vortici che si formano naturalmente attorno al cilindro risultino “amplificati” dal suo moto.
Per dirla in un modo poetico ma in realtà del tutto scientifico, il cilindro entra in risonanza con il vento, e quindi l’energia che il sistema raccoglie è quella di un “vento amplificato” (in fisica il fenomeno è chiamato ‘Vortex Induced Vibration’.

vortex tacoma eolico senza pale
Idea che, stando alle ultime stime, può aumentare del 60% la potenza generata dalle comuni pale eoliche (e più efficiente anche degli attuali pannelli solari), con l’ulteriore vantaggio di essere meno impattante per l’ambiente circostante in quanto di dimensioni più contenute.
“L’attuale tecnologia delle turbine eoliche deve sostenere livelli di carico molto diversi a velocità del vento variabili – si legge sul sito di Vortex Bladelessil che comporta importanti requisiti meccanici di componenti come ingranaggi, cuscinetti e altri. Le molteplici parti mobili sono costantemente soggette ad usura, il che comporta elevati costi di manutenzione. Le turbine eoliche senza pale eliminano completamente gli elementi meccanici che possono subire l’usura per attrito”.
Costi più bassi (fino all’80%), minore impatto sull’ambiente, più efficienza (una turbina di 2.5 m produce una potenza stimata di 100w una volta installata): è la rivoluzione dell’eolico? Forse presto per dirlo, anche perché la tecnologia non ha ancora del tutto terminato la fase di sviluppo (attualmente stimata al 95% di completamento), quindi è corretto mantenersi cauti.
Ma non manca molto alla verifica sul campo, perché la tecnologia, i cui lavori sono iniziati nel 2014 e che hanno dato i primi incoraggianti risultati nel 2017, dovrebbe essere commercializzata entro la fine del prossimo anno.
Il lavoro è stato finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Horizon 2020.

https://www.greenme.it

martedì 1 ottobre 2019

L’imprenditore che pianta alberi nelle cave di marmo dismesse su suggerimento di DiCaprio

Leonardo di Caprio con l'imprenditore del marmo 
Parlare di estrazione di marmo ed ecologia può sembrare contraddittorio considerato che lo sfruttamento delle cave, purtroppo, comporta gravi danni all’ambiente, ma secondo il famoso imprenditore del marmo Gualtiero Vanelli, un altro tipo di escavazione, più sostenibile, è possibile.

Lo ha affermato in un’intervista rilasciata a “Il Tirreno“, sottolineando quanto sia importante anche in questo ambito adottare una nuova prospettiva ecologica. Dal canto suo ci prova continuamente e su suggerimento di Leonardo Di Caprio, ha persino piantato alberi nelle cave dismesse.

Perché i tempi sono cambiati e con essi la sensibilità ambientale, di cui gli imprenditori come lui devono tenere conto.

E a proposito di Di Caprio, svela di conoscerlo da molti anni grazie a un amico comune di Los Angeles, e di aver contribuito alle sue campagne ambientaliste con numerose opere d’arte: dall’Orso al pianoforte in marmo tigrato fino alla famosa scultura in purissimo marmo di Carrara “Once upon a time”, concepita per la quarta edizione della serata di gala annuale a cura della Leonardo DiCaprio Foundation. Opere che vengono poi date all’asta per raccogliere denaro da destinare all’ambiente.

Statua in marmo

Fino alla geniale idea, pensata insieme, di piantare alberi nelle cave non più utilizzabili per l’estrazione. Impresa portata avanti dall’imprenditore per ben 2 anni, ora in standby per una serie di problemi di coltivazione, ma sicuramente destinata a riprendere presto.
E per quanto riguarda la chiusura completa delle cave, Vanelli afferma di essere contrario e di sostenere semmai un modo nuovo di estrarre il marmo, adottando un approccio meno predatorio e più sensibile nei confronti delle montagne, che non vanno considerate come semplici bacini estrattivi da sfruttare ma rispettate nella loro complessità.

1-ottobre 2019
www.greenme.it

martedì 3 settembre 2019

Bioedilizia e bioarchitettura

La fabbrica dell’aria: la serra tutta italiana che rimuove gli inquinanti da casa tua

Un team di biologi, architetti e designer ha realizzato a Firenze la Fabbrica dell’Aria, una serra studiata per depurare e rinfrescare l’aria all’interno di case e uffici.

Progettata da Pnat sotto la direzione di Stefano Mancuso, professore ordinario presso l’Università di Firenze e direttore del Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale, il sistema di depurazione indoor ed è stato realizzato all’interno dei locali di Manifattura Tabacchi a Firenze.

L’ex fabbrica di sigarette fiorentina, chiusa dal 2001, è oggetto di un’importante operazione di riqualificazione da parte di Real Estate che la trasformerà in un centro polifunzionale.
Uno degli edifici dell’ex complesso industriale è già attivo e al suo interno, tra atelier, caffetterie e locali per eventi, è sorta la grande serra che filtra, rinfresca e umidifica l’aria, un’opera che potrebbe avere un grande impatto sulla progettazione degli spazi interni e sulla qualità della vita delle persone.

La serra progettata da Pnat e basata sugli studi del Professor Mancuso, infatti, ospita specie vegetali in grado di filtrare 5mila metri cubi di aria in un’ora, purificando tutta l’aria dell’open space in cui è stata posizionata.
Nella serra sono state posizionate piante di ficus, banani e selci caratterizzate da foglie larghe, poiché l’efficienza di depurazione è direttamente proporzionale alla grandezza della superficie delle foglie.

L’aria presente nell’ambiente viene aspirata all’interno della serra, filtrata dalle piante e immessa nuovamente nel locale: analizzando l’aria in uscita con uno spettrometro di massa, risulta una riduzione degli inquinanti atmosferici del 98%.
Una vera e propria filtrazione botanica, cui si aggiungono una diminuzione della temperatura ambientale e una regolazione naturale dell’umidità.

La serra costruita all’interno di Manifattura Tabacchi è quindi il primo prototipo di una soluzione innovativa per ridurre l’inquinamento e che può essere riprodotto su piccola e  larga scala.
Sistemi simili potrebbero infatti essere collocati all’interno di appartamenti e uffici o anche in grandi spazi urbani come centri commerciali e capannoni per depurare l’aria inquinata.

A qualcuno sembrerà impossibile, ma le piante non sono oggetti ornamentali utili solo ad abbellire appartamenti e viali.
Le piante sono esseri viventi che, attraverso i loro processi biochimici e fisiologici, svolgono un lavoro fondamentale per tutti gli abitanti del pianeta, uomo compreso.

Le piante infatti sottraggono anidride carbonica e inquinanti dall’aria, producendo in cambio ossigeno indispensabile per la respirazione di tutti gli esseri viventi.

Non solo: gli alberi rinfrescano l’aria e mantengono la giusta umidità nell’ambiente, e questo si traduce in un enorme risparmio energetico quando le specie vegetali sono collocate all’interno di abitazioni e uffici.
Proteggere e salvaguardare il verde può portare solo a enormi vantaggi per l’ambiente e per la salute, il benessere e la qualità della vita delle persone.

luglio 2019

www.greenme.it

giovedì 18 luglio 2019

L'importanza degli alberi

Il minatore smeraldino del frassino (agrilus planipennis) è un coleottero verde, originario dell'Asia, che sta facendo strage di alberi (i frassini, appunto) negli USA. Finora ne ha distrutti oltre 100 milioni (su 7 miliardi). I frassini rappresentano circa un quarto degli alberi presenti negli spazi pubblici e dei ricercatori hanno scoperto una correlazione tra alberi colpiti e mortalità umana elevata in quelle stesse zone. Aumentava cioè l'incidenza delle malattie cardiovascolari e dell'apparato respiratorio.
G.H. Donovan et al., in un articolo su "American Journal of Preventive Medicine" (2013) hanno verificato in quindici Contee, tra il 1990 e il 2007, la correlazione tra numero di alberi colpiti dal minatore smeraldino a 15.080 decessi per cardiopatie e 6.113 morti per disturbi delle vie respiratorie.


In Italia, le amministrazioni dei Comuni stanno facendo abbattere alberi su alberi in molte città (con la scusa di qualche malattia), per poter installare le antenne del 5G.
Non si rendono conto, (oppure, sono dei criminali) che senza gli alberi, con tutte quelle microonde, l'aria respirabile e la salute dei cittadini verranno a mancare? Conteremo i decessi a breve? Ma che patto scellerato hanno fatto sulle nostre vite?