domenica 29 marzo 2015

Principali cause di morte nel mondo occidentale
A cura di Marcello Pamio, tratto dalla dispensa "Le malattie inventate", di prossima pubblicazione

Principali cause di morte in America
Negli Stati Uniti d’America, la prima causa di morte sono le malattie cardiovascolari, la seconda i tumori e la terza sono gli errori dei medici (si prescrivono farmaci tossici, si sbagliano le diagnosi e le operazioni).
Secondo il prestigioso Journal of the American Medical Association (JAMA, nr. 284 del 26 luglio 2000), il giornale ufficiale del potentissimo sindacato dei medici americani: «gli interventi chirurgici non necessari, gli errori medici, gli effetti collaterali dei farmaci, ecc. causano lo stesso numero di morti delle cardiopatie e dei tumori. Più di 250.000 persone muoiono ogni anno per l’operato dei medici. Parliamo solo di morti, senza contare le menomazioni permanenti, le lesioni o le patologie più gravi che insorgono per effetto di farmaci o interventi di chirurgia. Il numero di persone che sviluppano disabilità, disturbi seri e cronici o malattie correlate a farmaci e interventi chirurgici potrebbe superare i 3 milioni all’anno»[1]
Ecco le classifica delle prime tre cause di morte negli States, con i rispettivi dati:

1) Malattie cardiovascolari: 869.724[2] morti (anno 2004)
2) Tumori: 559.000[3] morti (anno 2007)
3) Medici: 250.000[4] morti (anno 2000)

Principali cause di morte in Italia
In Italia la situazione è pressoché uguale, se non peggiore, come vedremo.
Le malattie cardiovascolari uccidono nel nostro paese circa 242.000 persone, di cui 73.000 provocati solamente dall’infarto.[5]
Sono 1.500.000 i malati già affetti da cardiopatia ischemica[6] e oltre 1.150.000 i ricoveri annuali sempre per queste patologie.[7]
Il tumore, dati Istat, uccide ogni anno oltre 162.000 persone.
Secondo Assinform (editore di riviste specializzate nel settore del rischio nel campo sanitario), ogni anno muoiono a causa di errori dei medici circa 50.000 persone.
Oltre 130 persone al giorno muoiono per un qualche errore.
Quindi le prime tre cause di morte, anche da noi sono:

1) Malattie cardiovascolari: 242.000 morti (anno 2007)
2) Tumori: 162.000 morti (anno 2005)
3) Medici: 50.000 morti (anno 2004)

La popolazione americana è di circa 300 milioni di persone, mentre quella italiana raggiunge a mala pena i 60 milioni. Il che significa che l’America ha 6 volte il numero degli abitanti italiani.
Ma le prime tre cause di morte da noi non sono un sesto di quelle d’oltreoceano. 

Mi spiego meglio.
Se su 300 milioni di abitanti, ogni anno in America ne muoiono 870.000 per malattie cardiovascolari, si dovrebbe ipotizzare che da noi, con un sesto della loro popolazione, i morti siano appunto un sesto (870.000 : 6 = 145.000). Invece non è così, perché da noi ogni anno ne muoiono oltre 240.000. Come mai questa differenza?
Lo stesso per i tumori. In America ogni anno 559.000 persone non ce la fanno a superare le terapie chimiche debilitanti (chemio e radio); da noi invece di essere sei volte di meno rispetto i loro dati (559.000 : 6 = 93.000), sono oltre 160.000.
Idem per la cause iatrogene. Nel nuovo continente, ogni anno gli errori dei medici provocano la morte di 250.000 persone; da noi invece di essere sei volte di meno (250.000 : 6 = 41.600) sono 50.000.

Per tanto prima di giudicare la sanità statunitense, sarebbe meglio guardarsi in casa propria. La nostra sanità, a parità di popolazione, è peggiore di quella americana e provoca più morti ogni anno.
Con questo non si vuole assolutamente attaccare e/o criticare la classe medica, ma sottolineare semplicemente che anche i medici, dall’alto della loro sapienza e conoscenza, possono sbagliare. E sbagliano!
Anche i medici sono esseri umani, e in quanto tali, sono perfettibili.
Ultima ma importante avvertenza: tutti i farmaci sono sostanze chimiche di sintesi - cioè fatte in laboratorio di derivazione petrolifera - tra le più pericolose in commercio.
Il loro uso inappropriato provocherà conseguenze inaspettate.
Un esempio per tutti gli antibiotici. Questi farmaci non servono a nulla contro i virus, eppure vengono prescritti da medici e assunti da pazienti per infezioni virali, per esempio.
Gli antibiotici lo dice il nome stesso (“anti-bios” = contro la vita), distruggono i microrganismi patogeni (batteri, microbi, ecc.) ma anche quelli sani e importanti alla vita, come la flora batterica intestinale. Una flora intestinale distrutta, non riuscirà a tenere sotto controllo la crescita di altri microrganismi pericolosi, permetterà per esempio alla Candida di proliferare indisturbata nell’intestino e successivamente in tutto il corpo.
Oggi la Candida rappresenta un grosso problema sanitario, poco considerato anche dai medici, la cui diffusione dipende da un organismo acidificato e pregno di farmaci.
Di tutti i farmaci è necessario leggere attentamente il foglietto illustrativo (il bugiardino) dall’inizio alla fine, per prendere coscienza degli effetti indesiderati, degli effetti secondari e collaterali. Leggerlo prima di prendere qualsiasi farmaco, e non dopo.

giovedì 26 marzo 2015

Tonno rosso del Pacifico, ne è rimasto un unico superstite
Il Tokyo Sea Life Park ne ospitava quasi 160 esemplari


26 marzo 2015

Tonno rosso del Pacifico, ne è rimasto un unico superstite
Il tonno rosso del Pacifico è a rischio di estinzione in natura e, da ultimo, anche nel Tokyo Sea Life Park, il parco marino sulla baia della capitale nipponica dove da fine 2014 si è verificata l'inesorabile moria di quasi 160 esemplari fino a lasciare un unico superstite. Un fenomeno che ha creato numerosi grattacapi agli esperti, incapaci di fornire spiegazioni scientifiche sull'accaduto che ha decimato una delle principali attrazioni del parco: gli esami fatti sull'ultimo tonno morto, infatti, hanno portato alla verifica della spina dorsale rotta.

La grande vasca è stata inaugurata nel 1989, hanno riportato i media locali, ma è la prima volta che si è registrato "come un suicidio di massa. Stiamo studiando cosa abbia potuto causare la moria di pesci e abbiamo il sospetto che possa trattarsi di fattori che non erano presenti prima", ha affermato un portavoce del Sea Life Park. C'è una gamma di possibilità al setaccio: dalla illuminazione ad altri fattori "di stress" fino alla presenza di sostanze tossiche nell'acqua. Prima del singolare fenomeno, nella grande vasca da 2.200 tonnellate e da 30 metri di diametro c'erano 69 tonni rossi, 52 tonni orientali piccoli e 38 del tipo bonito: a dicembre l'inesorabile tracollo fino ai 30 ancora vivi a metà gennaio. L'unico indizio è quello maturato durante precedenti esami: una sorta di virus tra alcuni dei pesci morti, ma non del tipo risultato di solito letale negli allevamenti ittici. Insomma, il mistero continua.

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sabato 17 gennaio 2015

Le tigri sono senza futuro. e' allarme!

Potrebbero estinguersi entro il 2050. E con loro anche panda, rinoceronti ed altre 440 specie.


17 gennaio 2015

Le tigri sono senza futuro. e' allarme! Le tigri sono senza futuro. E entro il 2050 potrebbero estinguersi. A minacciare seriamente una delle specie più affascinanti del pianeta è l'attuale modello di sviluppo socio-economico che, se perseguito nella direzione di oggi, porta ad un aumento drastico dei tassi di deforestazione e di emissioni di CO2 e, conseguentemente, ad un aumento del rischio di estinzione per una specie su quattro di carnivori e ungulati. L'allarme arriva da recente ricerca che ha stimato l'impatto di futuri scenari di sviluppo antropico sulla conservazione delle specie di ungulati e carnivori del mondo. Lo studio, pubblicato sulla rivista Conservation Letters e coordinato da ricercatori della Sapienza Università di Roma, parla chiaro, senza un'inversione di tendenza, entro 35 anni appena, oltre alle tigri anche i panda, i rinoceronti e altre 440 specie potrebbero scomparire dal nostro pianeta. Ed a queste specie si aggiungerebbero quelle già minacciate oggi, nessuna delle quali migliorerebbe il proprio status di conservazione secondo l'attuale modello di sviluppo socio-economico.
Dalla ricerca sugli indicatori di biodiversità emerge, però, una soluzione per evitare questo disastro ambientale, il 'Consumption Change'. "Abbiamo scoperto che uno scenario alternativo esiste ed è in grado di eradicare fame e povertà e di migliorare il benessere umano in generale, raggiungendo al contempo un miglioramento dello stato di conservazione della biodiversità" spiega Piero Visconti, ricercatore affiliato presso il laboratorio Global Mammal Assessment del dipartimento di Biologia e biotecnologie C. Darwin della Sapienza e al centro di Microsoft Research, a Cambridge. In questo scenario di 'Consumption Change', l'accesso alle risorse alimentari, energetiche e idriche da parte delle fasce più povere della popolazione umana aumenterà fino a raggiungere i 'Millennium Development Goals' delle Nazioni Unite.
"Questa è la prima volta in cui si dimostra che le azioni individuali per il raggiungimento di uno stile di vita più sostenibile, come ad esempio il ridotto consumo di carne, possono avere nel loro insieme un enorme impatto per la biodiversità del mondo" sottolinea Carlo Rondinini, coordinatore del laboratorio Global Mammal Assessment. "Questo studio offre preziose informazioni per il lavoro di Ipbes, la Piattaforma Intergovernativa per la Biodiversità ed i Servizi Ecosistemici dell’Onu, il cui compito è di indicare alle Nazioni Unite le politiche ambientali e socio-economiche necessarie a limitare la grave perdita di biodiversità in atto" conclude Rob Alkemade dell’Agenzia per l’Ambiente Olandese e capo dell’Unità di Supporto Tecnico su modelli e scenari di Ipbes.

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lunedì 12 gennaio 2015

India: Incendi devastanti si divorano le foreste del Kashmir

11 gennaio 2015 - Le fiamme infuriano nei distretti di Kehmil, Zangli e Karnah, nel Kashmir settentrionale, divorando alberi e piante medicinali, e minacciando la sopravvivenza delle tribù indigene che vivono ai piedi delle zone colpite. Malgrado gli abitanti locali abbiano prontamente informato le autorità dell’espandersi delle fiamme, gli interventi sono stati blandi e gli incendi continuando ad espandersi. "Un paio di ufficiali forestali sono venuti a controllare il fuoco, ma senza la necessaria attrezzatura sono riusciti a fare ben poco. Sono necessari invece macchinari appropriati e manodopera specializzata, i funzionari non sono riusciti a controllare gli incendi, che infuriano senza tregua," ha spiegato Mohammad Anwar, uno dei residenti, allaa stampa locale.

Secondo i residenti della zona una ben organizzata di contrabbandieri è attiva nella regione, e le foreste sarebbero state intenzionalmente date alle fiamme, con la complicità degli stessi funzionari forestali che avrebbero bruciato i ceppi degli alberi abbattuti dai contrabbandieri.
Secondo un ufficiale forestale, che ha chiesto di restare anonimo, gli incendi sarebbero invece causati dalle forze di sicurezza che pattugliano le foreste per controllare gruppi ribelli, e che bruciano arbusti per riscaldarsi, o che gettano mozziconi accesi di sigarette.

http://www.salvaleforeste.it/

domenica 4 gennaio 2015

11 cose che deprimono il Sistema Immunitario


di M. Chan - traduzione di Anticorpi.info - 4 gennaio 2015

L'habitat, gli alimenti, i farmaci assunti e lo stile di vita, possono incidere negativamente sul nostro sistema immunitario. Avere un'idea delle modalità con cui ciò accade può fare una notevole differenza nella prevenzione di molte patologie.

1. Zuccheri
Il saccarosio deprime il sistema immunitario e drena minerali preziosi dall'organismo. Anche in piccole dosi lo zucchero è dannoso per la salute. Assumere 100 grammi (8 cucchiai) di zucchero, equivalenti a circa due lattine di una bibita, può ridurre del 40% l'attività germicida dei nostri globuli bianchi. L'effetto di depressione immunitaria provocato dallo zucchero ha inizio circa 30 minuti dopo l'assunzione e dura fino a cinque ore. Al contrario l'ingestione di carboidrati complessi o amidi non produce alcun effetto sul sistema immunitario. Se si assume zucchero di mattina, pomeriggio e sera, l'organismo resta cronicamente in uno stato di caos che alla lunga diventa nocivo. Inoltre, lo zucchero è un killer di nutrienti, cioè provoca la non assunzione di sostanze nutritive! Alcuni nutrienti sono neutralizzati dallo zucchero nel processo metabolico.

2. Carenza di sonno
Avrete notato che la scarsa quantità di sonno comporti un incremento delle probabilità di contrarre raffreddori o altre infezioni. La carenza di sonno può causare un incremento di produzione dell'ormone dello stress, e maggiore predisposizione alle infiammazioni. Anche se i ricercatori non sono esattamente certi di come il sonno riesca a rinsaldare il sistema immunitario, è appurato che fare almeno sette ore di sonno ogni 24 sia un grande aiuto per la conservazione di una buona salute. La carenza di sonno inoltre influisce negativamente sulla secrezione di melatonina. La melatonina è una potente barriera contro i radicali idrossili e due volte più efficace della vitamina E contro i radicali perossidici.

3. Vaccini
Contrariamente al parere di molti medici, i vaccini indeboliscono il sistema immunitario, piuttosto che fortificarlo (v. correlati). Non di rado contengono sostanze chimiche e metalli pesanti come mercurio e alluminio, cioè agenti immuno-depressivi. Il mercurio provoca cambiamenti nell'attività dei linfociti, diminuendone la vitalità. I vaccini inoltre alterano alcuni equilibri a livello di anticorpi, proprio come accade nelle patologie comprese sotto il nome di AIDS. Il nostro sistema immunitario si sovraccarica per fare fronte a sostanze estranee come i metalli pesanti, mentre i virus sono liberi di riunirsi in una comunità, crescere e moltiplicarsi. E' un po' come cercare di nuotare dopo essere stati incatenati e ammanettati.

4. Farmaci
Man mano che la ricerca progredisce, viene fuori che centinaia di farmaci accrescono la suscettibilità alle infezioni e deprimono le funzioni immunitarie. I ricercatori hanno osservato una riduzione delle citocine (ormoni messaggeri del sistema immunitario) in un numero significativo di consumatori di antibiotici. Molti farmaci ostacolano gli effetti suscitati dalla sinergia tra le cellule immunitarie ed i tessuti e gli organi deputati alla difesa dell'organismo da malattie, infezioni e virus. La maggior parte dei farmaci contengono anche un elevato livello di specifiche tossine che decimano i batteri benevoli intestinali, i quali sono una fonte primaria di protezione dell'organismo umano. Di conseguenza, l'uso a lungo termine di farmaci è associato ad una maggiore frequenza e durata delle infezioni.

5. Alcol
E' ormai cosa assodata che il consumo abituale a lungo termine di alcol produca gravi conseguenze nella salute fisica e mentale delle persone. Bere un paio di bicchieri di vino al giorno è generalmente considerato un buon modo per aiutare la salute cardiovascolare e del cervello. Ma un studio della Rutgers University ha indicato che il consumo costante possa ridurre del 40% la produzione di cellule cerebrali in un adulto. L'alcol inoltre nuoce alla capacità del sistema immunitario di combattere infezioni e malattie. Il consumo eccessivo di alcol alla lunga conduce alla deficienza immunitaria in due modi: carenza nutrizionale e riduzione dei globuli bianchi. L'alcol altera la metabolizzazione dei nutrienti a causa dei danni che causa alle cellule nel tratto digestivo, e interferisce con la secrezione di alcuni enzimi necessari alla digestione. L'alcol può anche impedire l'assorbimento di importanti vitamine al livello epatico.

6. Cereali raffinati
I cereali raffinati come la farina bianca, il riso istantaneo, la pasta arricchita e molti tipi di fast food contengono poche sostanze nutritive e poche fibre rispetto alle controparti integrali. Un consumo prolungato eccessivo di cereali raffinati e cibi altamente trasformati contenenti pesticidi, additivi chimici e conservanti può indebolire il sistema immunitario e predisporre ad alcune malattie croniche. Uno studio pubblicato sull'American Journal of Clinical Nutrition ha appurato che nelle 5 ore successive l'ingestione di 100 grammi di alimenti trasformati la capacità battericida dei globuli bianchi si riduca notevolmente. La nostra dieta moderna fatta di prodotti alimentari trasformati, take away e pasti da microonde potrebbe essere concausa del forte incremento delle malattie autoimmuni come la sclerosi multipla, ma anche dell'alopecia, dell'asma e degli eczemi.

7. Stress cronico
Un lieve livello di stress può giovare all'organismo. Il modo di gestire, reagire e affrontare lo stress è un fattore importante per la salute. Molte persone ignorano che il livello di stress abbia una grande influenza sull'efficienza del nostro sistema immunitario. Lo stress cronico incrementa i livelli di cortisolo, e ciò riduce la produzione di prostaglandine 'buona.' Lo stress cronico può rendere più soggetti a raffreddori e influenze stagionali, e può concorrere a problemi di salute più gravi, come patologie cardiache, diabete e altre malattie. Praticando attività di riduzione dello stress come lo yoga, la meditazione e le risate, è possibile evitare che l'organismo entri in uno stato di stress cronico.

8. Carenza di vitamina D
Quando la vitamina D si lega ad alcuni specifici recettori, si innesca una catena di eventi in cui molti agenti patogeni, ad esempio le cellule tumorali, sono neutralizzati. La carenza di vitamina D può quindi indebolire questo sistema, con susseguente incremento delle probabilità che la malattia si sviluppi. È uno dei motivi per cui le persone che vivono nei pressi dell'equatore hanno un'incidenza molto inferiore (o assente) di molte malattie. Benché la vitamina D possa essere assunta mediante alcune limitate fonti alimentari, il miglior modo di sintetizzarla è l'esposizione diretta al sole durante i mesi primaverili ed estivi. 30 minuti di esposizione a torso nudo nei mesi più caldi equivalgono a circa 10.000 unità (UI) di vitamina D.

9. Disidratazione
La disidratazione cronica può influire in molti modi sullo sviluppo di malattie croniche. Alcune evidenze indicano che la disidratazione possa essere correlata alla suscettibilità ad alcune specifiche forme tumorali. E' di vitale importanza mantenere un buon livello di idratazione per supportare la eliminazione dei sottoprodotti di qualsiasi malattia e aiutare il sistema immunitario a combattere le infezioni. La disidratazione può influenzare la vostra energia, il vostro sonno e la vostra capacità di espulsione delle tossine dal'organismo.

10. Ansia e paura
Le emozioni negative possono pregiudicare le funzioni dell'organismo. Come nel caso dello stress, se cronicizzate le emozioni negative comportano un drammatico incremento del livello di cortisolo. I rischi della vita moderna agiscono come una morsa sull'immaginazione della gente. I sociologi la chiamano Fenomenologia della Società del Rischio, descrivendola come una cultura sempre più preoccupata da minacce di ogni tipo, sia reali che percepite, ma di certo interiorizzate. La paura crea un senso di urgenza nel corpo e stimola la reazione del sistema simpatico. L'ansia e la paura influenzano l'intero stato di salute del corpo, i livelli ormonali e il modo in cui le nostre cellule immunitarie sono in grado di difenderci.

11. Additivi alimentari industriali e tossine
Additivi e coloranti usati dall'industria alimentare sono tra le principali cause di ADHD, asma, cancro e molte altre malattie, in quanto responsabili della creazione un ambiente tossico per la nostra salute. Ogni anno i produttori di alimenti integrano 15.000.000 di dollari di coloranti alimentari artificiali nei cibi americani - e tale stima ha preso in considerazione appena otto diverse varietà di cibo, secondo quanto affermato dal Centro per la Scienza nell'Interesse Pubblico (CSPI). Oltre a tumori, malformazioni congenite e reazioni allergiche, le miscele di tossine alimentari industriali possono causare malattie autoimmuni.

Articolo in lingua inglese, pubblicato sul sito Prevent Disease
Link diretto: http://preventdisease.com/news/14/121014_11-Significant-Factors-Guaranteed-Depress-Immune-System.shtml
Traduzione a cura di Anticorpi.info

lunedì 29 dicembre 2014


Ravenna, corsa contro il tempo per salvare i daini
Continua la mobilitazione degli animalisti contro l’uccisione dei 67 ungulati da parte della Provincia.

29 dicembre 2014
Ravenna, corsa contro il tempo per salvare i daini 
 di Alessandro Polinori -

A Ravenna, nei pressi della Pineta di Classe, qualche decennio fa è stato introdotto, da parte di ignoti, un piccolo nucleo di daini.
Negli anni, la popolazione dei daini è aumentata di numero e gli animali, come naturale, hanno cercato nuovi territori per alimentarsi, andando a occupare aree naturalistiche limitrofe.
Tale presenza, secondo quanto affermato dalla Provincia di Ravenna, ha provocato danni alle coltivazioni agricole e diversi incidenti stradali, in particolare presso la vicina statale Adriatica.
In considerazione di questa situazione, la Provincia di Ravenna è intervenuta varando un piano quinquennale che prevede, nel primo anno, l’uccisione di 67 daini (su 235 animali presenti nell’area, anche se un censimento rileverebbe che, nell’ultimo anno ed in maniera naturale, gli animali sarebbero già diminuiti di un centinaio di esemplari).
Il piano, ribattezzato “ammazza-bambi”, è stato immediatamente contrastato da cittadini ed associazioni, che hanno accusato l’amministrazione di aver respinto l’ipotesi di trasferire gli animali in altre strutture o aree, ed al tempo stesso di non aver attuato le proposte alternative ed incruente, ad esempio per il controllo della fertilità, avanzate da anni dalle stesse associazioni animaliste, malgrado l’applicazione dei metodi ecologici rappresenti una priorità stabilita dall’art. 19 della legge 157/92, che ha quindi  precedenza rispetto a forme di controllo cruente.
E tra le motivazioni addotte nel voler attuare un provvedimento “violento”, vi sarebbe anche la necessità di trovare soluzioni “economiche”.
Peccato solo che un’industriale di origine tedesca, co-proprietaria del Frankfurter Allgemeine Zeitung e da sempre sensibile alla causa animalista, alla sua proposta di accogliere nella propria tenuta agricola gli animali, assumendosi anche il compito e i costi relativi alla cattura ed al trasferimento degli esemplari, (cosa già fatta in passato per analoghe situazioni riguardanti altri animali selvatici), si sia sentita rispondere che i daini non possono essere spostati, perché si tratta di “patrimonio indisponibile dello Stato”.
Ucciderli si, ma salvargli la vita, trasferendoli in un luogo sicuro e senza alcuna spesa per la pubblica amministrazione, no.
Giorno dopo giorno, è così proseguita e cresciuta la mobilitazione popolare in difesa degli animali, con esposti, manifestazioni, l’invio di migliaia di e-mail di protesta, sino ad arrivare alla recente impugnazione di fronte al TAR della delibera della Provincia di Ravenna, da parte di una serie di associazioni e gruppi, contrari all’atto che spianerebbe la strada ai fucili  dei cacciatori e che quindi attendono con ansia la sospensione del provvedimento.
Una vicenda che ha dell’incredibile e che non sta certamente regalando un’immagine positiva al territorio di Ravenna, il tutto anche oltre confine, dove in molti si stanno mobilitando per chiedere di trovare, con un pò di buon senso, una soluzione in grado di risolvere la situazione senza alcuno spargimento di sangue.
La corsa contro il tempo prosegue.... riusciranno i daini di Ravenna a festeggiare l’inizio del nuovo anno con una buona notizia?

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lunedì 22 dicembre 2014

Argentina: orango riconosciuto 'soggetto non umano'
Sandra dovrebbe essere liberata dallo zoo di Buenos Aires 

Un tribunale della capitale argentina ha concesso l'habeas corpus a Sandra, un orango femmina dello zoo di Buenos Aires, considerando che si tratta di un "soggetto non umano", e non un oggetto, con sentimenti e capacità di prendere decisioni. Ora l'animale, che vive dietro le sbarre da 29 anni, potrebbe essere liberato ed inviato in Brasile La Camera di Cassazione ha accolto un ricorso di habeas corpus, che sancisce il diritto alla libertà individuale, presentato dall'Associazione di Funzionari e Avvocati per i Diritti degli Animali (Afada) e che era stata respinta precedentemente da parte di tribunali di rango inferiore. La richiesta specificava che Sandra può essere considerato un "soggetto non umano", giacché sebbene non appartenga alla specie umana mantiene legami affettivi, percepisce il tempo, impara, comunica ed è capace di trasmettere quanto ha appreso e dunque il fatto che sia imprigionata costituisce una violazione dei suoi diritti.

22 dicembre 2014

ANSA