domenica 2 maggio 2021

Un progetto danese per campeggi di design in Giappone
 
Alternative interessanti presentate dallo studio danese di design "Third Nature", che ha rivelato un progetto per un fantastico campeggio appena fuori dalla città giapponese di Inabe, nella prefettura di Mie.
 

 
Nascosto tra gli alberi, Third Nature ha in programma di costruire in modo sostenibile un gruppo di capanne, con pareti in legno e tetti spioventi dall'aspetto fiabesco. Coniato scherzosamente "Hygge Circles", ingegneri giapponesi e consulenti di sostenibilità hanno collaborato con lo studio scandinavo di design per concepire un progetto a basso impatto, che segna il passaggio ad un turismo rigenerativo.
Con l'apertura nella primavera del 2021, Hygge Circles si unirà a un insieme di campeggi di lusso che spuntano in tutto il Giappone, attingendo all'amore intrinseco del Paese del Sol Levante per la natura, senza sacrificare i comfort di tutti i giorni.
 

FONTE: https://www.designboom.com/architecture/third-nature-cabins-japan-inabe-campground-hygge-circles-07-14-2020/

 

sabato 1 maggio 2021

L’alfabeto degli alberi

 

L’alfabeto ogamico, o alfabeto degli alberi, fu la forma di scrittura usata per trascrivere la lingua dei Celti, ma poiché inizialmente era inciso su legno o corteccia, materiale deperibile, non possiamo sapere con esattezza l’epoca in cui ebbe origine. Le datazioni dei testi più antichi risalgono al V-VI secolo, ma sono incisi su pietra, quindi certamente successivi a quelli su legno. Centinaia di iscrizioni sono state ritrovate intorno al Mare d’Irlanda, nel Galles, nell’isola di Man, ma anche in Inghilterra, in Scozia e nelle Isole Shetland.

Questa forma di scrittura fu espressione di un linguaggio per secoli trasmesso di generazione in generazione solo oralmente, e a lungo criptato per non svelare verità che era necessario tenere protette. Si sa, infatti, che i druidi, la casta sacerdotale del popolo celtico, preferiva trasmettere miti, riti e conoscenze mediche, oralmente.

La particolarità di questo alfabeto è data dal fatto che ogni sua lettera corrisponde a un albero. E giacché ogni albero ha una precisa stagione di rinascita, di maggior vigore o, ancora, di fioritura, l’alfabeto ogamico, con i suoi 13 mesi lunari (consonanti), più i 5 giorni intercalari (vocali) è anche un calendario di magia arborea stagionale.

Lettere dell’alfabeto e alberi hanno caratteristiche e proprietà precise e si distinguono nella loro funzione religiosa e oracolare, così come sono distinti i suoni e le specie, nelle loro accezioni.

L’alfabeto arboreo manifesta, più di ogni altra forma di scrittura, il legame profondo e ancestrale fra uomo e albero, entrambi nutriti dalla stessa terra, in un perpetuo scambio di anidride carbonica e ossigeno sotto lo stesso cielo.

Beatrice Testini

 

https://www.nicla-arte.org/nicla-wp/wp-content/uploads/2021/04/alfabeto-alberi.jpg

 https://www.nicla-arte.org/l-alfabeto-degli-alberi/

giovedì 8 aprile 2021

Giappone, le pagine del giornale impregnate di semi di fiori: dopo la lettura The Mainichi si può piantare
 
Un giornale che dà i suoi frutti. Letteralmente. Non solo perché punta al suo obiettivo principale, ovvero quello di informare, nella maniera più corretta possibile. Ma lo fa anche pensando, concretamente, alla vita dei suoi lettori. E all’ambiente che li circonda. Come? Realizzando un quotidiano che invece di finire nel cassonetto dei rifiuti, dopo esser stato sfogliato e possibilmente letto dalla prima all’ultima pagina, può essere piantato e fiorire.
L’idea del “vivaio da leggere” è venuta alla casa edittrice giapponese The Mainichi Newspapers Co. Ltd che ha lanciato questo nuovo seme giornalistico-ambientale nel mercato della stampa con la testata The Mainichi (il nome significa quotidiano, all'ordine del giorno, corrisponde all'inglese every day) che conta circa cinque milioni di copie al giorno di tiratura. L’obiettivo è doppio: diminuire la mole dei rifiuti da un lato e far diventare le città del Giappone ancora più verdi, con tanta natura in più non solo dentro casa ma anche fuori nei cortili, nelle aiuole, nei giardini urbani.
 

Il processo che porta a  trasformare le pagine in piantine da innaffiare è semplice ma geniale. Alla carta di base, ovviamente riciclata senza l'uso di solventi tossici, vengono aggiunti semi dei fiori più disparati. La polpa così ottenuta viene successivamente lavorata con l’inchiostro usato per stampare gli articoli che è rigorosamente a base vegetale. Quindi il composto viene pressato perché ne esca carta adatta ai grandi rotoli per le rotative. Così, dopo essersi informati sui fatti della giornata il quotidiano non verrà buttato ma sarà pronto per una nuova vita. Potrà essere piantato intero magari in un’aiuola e anche sminuzzandolo nella terra in più vasi e vasetti. Pochi giorni e arriveranno i primi germogli.
 
Con questa iniziativa il giornale che può essere definito verde sulla… carta, e che si occupa parecchio anche di piante e di giardinaggio ha conquistato molti lettori in più. Ed è anche stato diffuso nelle scuole che lo hanno “adottato” come esempio concreto di cultura ambientale.
 
Luisa Mosello 

18 Febbraio, 19:22
 
www.ilmessaggero.it/
 

domenica 14 marzo 2021

Maria Paola Chiesi, l’imprenditrice che salva gli alberi: «Ne sogno 200.000, uno per abitante»

Maria Paola Chiesi conta di raggiungere il traguardo del suo bosco urbano tra cinque anni. «L’emergenza climatica è più devastante della pandemia»

 
Maria Paola Chiesi, l'imprenditrice che salva gli alberi: «Ne sogno 200.000, uno per abitante»  
Maria Paola Chiesi, 52 anni, imprenditrice (foto Annarita Melegari)

Per ora è solo un sogno, ma lei ci crede. Circondare Parma di boschi. «Duecentomila alberi piantati in cinque anni. Uno per ogni abitante. Sarebbe un risultato straordinario se solo raggiungessimo questo primo obiettivo». Precisiamo: chi si è messo in testa di rimboscare Parma e la sua provincia, chi si è messo a sognare, non è una fondamentalista dell’ambiente. Maria Paola Chiesi è un’imprenditrice di 52 anni, di un grande gruppo farmaceutico (Chiesi Farmaceutici S.p.A.) tra i più importanti in Italia e nel mondo. Un’imprenditrice però che parla come una radicale.

Emergenza

«Le aziende non possono andare avanti così. La società intera non può andare avanti così. L’emergenza climatica è molto più devastante dell’attuale pandemia. O ci prendiamo cura del pianeta o non ci salveremo. Radicale io? Diciamo razionale». Chiesi è una donna sposata, madre di tre figli, che in realtà mescola due elementi: il pragmatismo imprenditoriale e un sentimentalismo legato ai ricordi d’infanzia. Spiega: «Forse la mia sensibilità deriva dal fatto che sono cresciuta in campagna, in mezzo ai campi. Ma è anche vero che i miei ragionamenti sono basati su ciò che ci dicono gli scienziati: è l’emergenza climatica a imporre alle aziende e ai cittadini una nuova visione».

Bosco urbano

La sua idea di «Bosco urbano» ha partorito il Consorzio Kilometroverde, di cui è presidente, nel maggio di un anno fa. Un Consorzio composto per ora da 27 tra soci ordinari e sostenitori che si è posto l’obiettivo di mettere «a dimora» un numero di alberi tale da arrivare ai 200 mila in cinque anni. «Un giorno mi sono detta: ma perché non pensare in grande? Non sognare?». Ecco l’idea germogliare. Il sogno: dare vita, ex novo, a boschi e biodiversità in tutta la provincia di Parma su superfici minime di 2.000 metri quadrati, perché questa è la definizione italiana di boschi. Il Consorzio sta contattando uno per uno comuni della provincia, aziende e agricoltori. A loro si chiede di mettere a disposizione i terreni che per motivi diversi non utilizzano. Maria Paola Chiesi crede nella funzione sociale delle imprese: «Non possono pensare solo al profitto, di essere dei parassiti del pianeta usando molte risorse umane, ambientali, sociali ed economiche. Devono assumersi le loro responsabilità». Giorni fa un dirigente dell’Arpa Emilia-Romagna le ha mostrato dei numeri: «Il Covid ha provocato circa 70 mila decessi, le morti per inquinamento sono state 70 mila». Il dibattito è in corso. Non tutti sono d’accordo, c’è chi parla di catastrofismo ambientale. E l’imprenditrice sa che non basta solo piantare alberi per rivolvere i problemi. «Ma che io sappia non c’è miglior tecnologia dell’albero per intrappolare i veleni».

 

Per ora è solo un sogno, ma lei ci crede. Circondare Parma di boschi. «Duecentomila alberi piantati in cinque anni. Uno per ogni abitante. Sarebbe un risultato straordinario se solo raggiungessimo questo primo obiettivo». Precisiamo: chi si è messo in testa di rimboscare Parma e la sua provincia, chi si è messo a sognare, non è una fondamentalista dell’ambiente. Maria Paola Chiesi è un’imprenditrice di 52 anni, di un grande gruppo farmaceutico (Chiesi Farmaceutici S.p.A.) tra i più importanti in Italia e nel mondo. Un’imprenditrice però che parla come una radicale.

Emergenza

«Le aziende non possono andare avanti così. La società intera non può andare avanti così. L’emergenza climatica è molto più devastante dell’attuale pandemia. O ci prendiamo cura del pianeta o non ci salveremo. Radicale io? Diciamo razionale». Chiesi è una donna sposata, madre di tre figli, che in realtà mescola due elementi: il pragmatismo imprenditoriale e un sentimentalismo legato ai ricordi d’infanzia. Spiega: «Forse la mia sensibilità deriva dal fatto che sono cresciuta in campagna, in mezzo ai campi. Ma è anche vero che i miei ragionamenti sono basati su ciò che ci dicono gli scienziati: è l’emergenza climatica a imporre alle aziende e ai cittadini una nuova visione».

Bosco urbano

La sua idea di «Bosco urbano» ha partorito il Consorzio Kilometroverde, di cui è presidente, nel maggio di un anno fa. Un Consorzio composto per ora da 27 tra soci ordinari e sostenitori che si è posto l’obiettivo di mettere «a dimora» un numero di alberi tale da arrivare ai 200 mila in cinque anni. «Un giorno mi sono detta: ma perché non pensare in grande? Non sognare?». Ecco l’idea germogliare. Il sogno: dare vita, ex novo, a boschi e biodiversità in tutta la provincia di Parma su superfici minime di 2.000 metri quadrati, perché questa è la definizione italiana di boschi. Il Consorzio sta contattando uno per uno comuni della provincia, aziende e agricoltori. A loro si chiede di mettere a disposizione i terreni che per motivi diversi non utilizzano. Maria Paola Chiesi crede nella funzione sociale delle imprese: «Non possono pensare solo al profitto, di essere dei parassiti del pianeta usando molte risorse umane, ambientali, sociali ed economiche. Devono assumersi le loro responsabilità». Giorni fa un dirigente dell’Arpa Emilia-Romagna le ha mostrato dei numeri: «Il Covid ha provocato circa 70 mila decessi, le morti per inquinamento sono state 70 mila». Il dibattito è in corso. Non tutti sono d’accordo, c’è chi parla di catastrofismo ambientale. E l’imprenditrice sa che non basta solo piantare alberi per rivolvere i problemi. «Ma che io sappia non c’è miglior tecnologia dell’albero per intrappolare i veleni».

giovedì 11 marzo 2021

Eventi avversi gravi: Aifa dispone stop in Italia per lotto vaccino AstraZeneca

 
 
A seguito della segnalazione di alcuni eventi avversi gravi, in concomitanza temporale con la somministrazione di dosi appartenenti al lotto ABV2856 del vaccino AstraZeneca anti COVID-19, l’Agenzia italiana del farmaco Aifa  ha deciso in via precauzionale di emettere un divieto di utilizzo di tale lotto su tutto il territorio nazionale e si riserva di prendere ulteriori provvedimenti, ove necessario, anche in stretto coordinamento con l’EMA, agenzia del farmaco europea. Al momento non è stato stabilito alcun nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino e tali eventi. 
 
Aifa, verifiche su lotto AstraZeneca con Nas, campioni a Iss

L’Agenzia italiana del farmaco Aifa “sta effettuando tutte le verifiche del caso, acquisendo documentazioni cliniche in stretta collaborazione con i NAS e le autorità competenti. I campioni di tale lotto verranno analizzati dall’Istituto Superiore di Sanita'”. Lo comunica l’Aifa in merito alla decisione di vietare l’utilizzo sul territorio nazionale di dosi appartenenti al lotto ABV2856 del vaccino AstraZeneca anti COVID-19 dopo  la segnalazione di alcuni eventi avversi gravi. Aifa comunicherà tempestivamente “qualunque nuova informazione dovesse rendersi disponibile”. 

www.nordest24.it

 

 

lunedì 1 marzo 2021

Abbracciare gli alberi fa bene

Tramite l'utilizzo di determinati strumenti e antenne Lecher si è scoperto che i vegetali, non solo gli animali (e gli umani), sono come antenne che vibrano, emettendo segnali elettromagnetici a frequenze che entrano in risonanza con i nostri organi. Grazie alle scoperte dello scienziato belga, il dr. Walter Kunnen, è stato dimostrato che la biodiversità espressa dagli alberi non è solo funzionale o morfologica, ma anche energetica. L'intensità di questi campi elettromagnetici è debole e produce effetti significativi misurabili sul corpo umano fino a 30-40 cm dal tronco (dipende dalle dimensioni della pianta).
 
Tra le piante sul territorio europeo che "risuonano" positivamente con i nostri organi, favorendo una buona salute, ci sono: gli abeti, gli aceri, l'agrifoglio, allora, betulla, bosso, camelia carpino, castagno, cedro, ciliegio, corbezzolo, corniolo, faggio, ginkgo, ippocastano, leccio, magnolia, melo, melograno, mirto, olivo, olmo, palma, pino, platano, quercia, rosmarino, salice, sambuco, tiglio.

sabato 27 febbraio 2021

 L'energia che ci circonda

«Se vuoi comprendere i segreti dell'Universo pensa in termini di energia, frequenza e vibrazione» affermava un secolo fa Nikola Tesla. Infatti, si è scoperto che non solo i corpi celesti emettono energia, ma anche le cellule di tutti gli esseri viventi ne emettono e ricevono, sottoforma di radioonde, infrasuoni, microonde, frequenze luminose visibili e invisibili, ecc.
Il prof. Carlo Ventura, Ordinario di Biologia molecolare all'Università di Bologna, ha scoperto che le cellule sono in grado di emettere campi elettromagnetici e vibrazioni nanomeccaniche. Per cui l'esposizione a campi radioelettrici è in grado di riprogrammare le cellule umane della pelle, più esterne e a contatto con le frequenze dell'ambiente, in altri tipi di cellule (cardiovascolari, muscolari, neuronali, ecc). 
 
 (Photo @age_cox)