I vantaggi di una dieta vegana sono enormi e riguardano la nostra salute, l’ambiente e gli animali."
lunedì 22 febbraio 2021
I vantaggi di una dieta vegana sono enormi e riguardano la nostra salute, l’ambiente e gli animali."
mercoledì 16 dicembre 2020
“Vaccinazione di massa non è necessaria. Inorridito da clima di terrore”
L’esperto francese di malattie infettive Christian Perronne –Capo del Dipartimento di malattie infettive e tropicali dell’ospedale di Garches/ Francia – si dice preoccupato: “Quelli che ci vengono offerti non sono vaccini, ma prodotti di terapia genica.”
di Christian Perronne *
domenica 29 novembre 2020
Come e perché disintossicarsi dai Metalli Pesanti

Cibo, igiene personale, medicinali, vaccini, aria, acqua hanno in comune una cosa: metalli pesanti. Il problema dei metalli tossici è particolarmente toccante: si calcola che nel corso della nostra vita mangiamo 1/3 di cucchiaino di mercurio, 1 cucchiaino di piombo, 1 di arsenico, 1,5 kg di alluminio. Di seguito spiego dove si trovano questi metalli, come evitarli, quali effetti hanno sull’organismo, come testarne la presenza ed infine i rimedi naturali per eliminarli dal corpo.
Alcuni metalli sono indispensabili per il corpo: il rame, il ferro, il manganese e lo zinco. Altri a basse dosi sono terapeutici come l’argento, l’oro, il bismuto, il gallio e il litio. Ma c’è una categoria di metalli che in qualunque dosaggio risultano tossici, questi sono i metalli pesanti tossici: piombo, mercurio, alluminio, arsenico, cadmio e nichel.
Nell’organismo si legano prima alle proteine del sangue, per poi distribuirsi nei diversi compartimenti a seconda delle loro proprietà. Così ad esempio il piombo si distribuisce nell’osso e nei tessuti molli, il mercurio si accumula nel rene, ecc. Ogni giorno la concentrazione dei metalli pesanti aumenta perché gli organi non sono in grado di smaltirli e quindi si accumulano nel tempo provocando danni a seconda del metallo e di dove si è depositato. In piccola parte vengono eliminati per via renale, (mercurio e il cadmio) oppure con la bile (l’arsenico) e attraverso le feci (l’alluminio).
EFFETTI SULL’ORGANISMO
- È stato dimostrato in migliaia di studi che questi metalli sono tossici per piante, animali e cellule umane (in laboratorio in vitro), ma la comunità medica non ha ancora definito chiaramente la questione riguardo l’uomo, cosa che è molto scottante.
- E’ stato dimostrato che l’alluminio è strettamente legato al morbo di Alzheimer e che il mercurio causa processi neurodegenerativi cerebrali.
- Inducono la formazione di radicali liberi (i metalli pesanti distruggono i legami molecolari e liberano radicali liberi), molecole chimiche estremamente pericolose per le nostre cellule tanto da essere soprannominate “killer cellulari”, responsabili dell‘insorgenza e dell’aggravamento di molte malattie come diabete, malattie cardiovascolari, tumori ed invecchiamento precoce.
- I metalli pesanti possono determinare fenomeni irritativi, intossicazioni, malattie degenerative, ed avere azione mutagena o cancerogena a seconda degli organi colpiti: si va dal sangue al rene, al sistema nervoso centrale o periferico, al sistema respiratorio, all’apparato gastrointestinale, all’apparato cardiovascolare e alla cute.
- Tutti i metalli pesanti tossici sono in grado di penetrare la placenta e causare gravi malformazioni al nascituro o inaspettati aborti spontanei.
- I metalli pesanti interferiscono con i minerali essenziali alterando molte reazioni enzimatiche e quindi causando disfunzioni ormonali. Anche l’autismo è stato collegato ai metalli pesanti.
DOVE SI TROVANO
MERCURIO: vaccini, alcuni farmaci, aria (aerei ed industrie), pesci grandi (tonno, salmone), amalgame dentali;
PIOMBO: acqua (tubature), aria (inquinamento atmosferico), frutta e verdura (pesticidi e fertilizzanti);
ARSENICO: acqua (tubature), falde acquifere, riso;
ALLUMINIO: cibi in scatola, alcuni formaggi, deodoranti, alcuni farmaci (es. antiacidi), vaccini, caffè (moka in alluminio), aria (aerei ed industrie), acqua (aerei ed industrie);
CADMIO: fumo di sigaretta, frutta e verdura (pesticidi e fertilizzanti);
NICHEL: oggetti metallici, pentole acciaio inox, monete, alcuni gioielli.
TEST PER RILEVARE LA PRESENZA DI METALLI PESANTI NELL’ORGANISMO
Fiamma Ferraro, medico esperto in disintossicazione di metalli pesanti, autrice del libro La Terapia Chelante spiega: “Quanto al livello di accumulo e al tipo di metalli tossici maggiormente presenti nell’organismo, una “diagnosi” non è semplice, perché le dosi infinitesimali di questi metalli assunte ogni giorno, più che circolare nel sangue o essere espulse nell’urina, si depositano in luoghi disparati (non sempre nei capelli, ma nel tessuto adiposo, in organi vari e nelle ossa). Il test considerato più attendibile è il “test di provocazione nelle urine”. I risultati migliori li ho tuttavia ottenuti con un apparecchio di nome Oligoscan, il quale misura mediante la procedura della spettrofotometria, i livelli di metalli presenti e accumulati nei tessuti (non solo dei metalli tossici ma anche di quelli, come ferro e altri, indispensabili alla vita e dannosi solo se in eccesso).” Quindi il mineralogramma, spesso usato per valutare la presenza e quantità dei metalli pesanti dall’analisi del capello, non viene preso in considerazione come test attendibile, sebbene altri affermino il contrario.
TERAPIA CHELANTE
RIMEDI NATURALI PER RIMUOVERE I METALLI DANNOSI DAL CORPO
ZEOLITE: Minerale vulcanico caratterizzato da una struttura cristallina a carica negativa naturale che attrae e lega metalli tossici, radionuclidi, sostanze chimiche provenienti dai cibi e dalle medicine, virus, batteri, funghi e loro tossine, tossine fermentative che derivano da una alimentazione scorretta e da una flora batterica in disequilibrio ed eccessi di acidità nell’organismo.
CORIANDOLO: “Questa erba da cucina è in grado di mobilitare mercurio, cadmio, piombo e alluminio tanto nelle ossa che nel sistema nervoso centrale. È probabilmente l’unico agente efficace nel mobilitare il mercurio immagazzinato nello spazio intracellulare (allegato al mitocondri, tubulina, liposomi ecc) e nel nucleo della cellula (invertendo il danno al DNA di mercurio).” Tratto da Dietrich Klinghardt, MD, PhD – Chelazione: Come Rimuovere dal Corpo Mercurio, Piombo e altri metalli. Il grande vantaggio è che questa pianta attraversa la barriera emato-encefalica grazie al mercaptano, una sostanza ad azione chelante, e quindi è ottima per ripulire il cervello. La tintura madre di questa pianta ha la capacità di estrarre i metalli dai tessuti, ma una volta estratti questi metalli rimangono in circolazione e non vengono efficacemente espulsi dall’organismo. È quindi necessario abbinare il coriandolo ad altre sostanze efficaci nell’espulsione come la zeolite o la clorella..
MSM: Il metil-sulfonil-metano è una forma organica di zolfo e si trova naturalmente in frutta, verdura (aglio, cipolla e svariate crucifere) e pesce, ma viene facilmente distrutto dalla cottura e dalla preparazione dei cibi. Si trova anche sotto forma di integratore: i gruppi solfidrici si legano ai metalli tossici, in particolare a piombo, cadmio e mercurio, ma non se non abbiamo prima una riserva di zolfo utilizzabile. Ha un ruolo importante nel mantenimento della stabilità e dell’integrità del tessuto connettivo e delle proteine. Lo zolfo è considerato dagli esperti di nutrizione utile per l’integrità delle articolazioni, dei capelli, della pelle e delle unghie.
CLORELLA: E’ un alga d’acqua dolce che agisce come una resina a scambio ionico e ha un buon effetto nel legare i metalli nello stomaco, soprattutto il mercurio, ma non è altrettanto efficace nel mobilitarli ed espellerli dagli altri organi: non raggiunge i metalli intracellulari e non attraversa la barriera ematoencefalica. È comunque una fonte significativa di nutrienti come vitamine, amminoacidi, acidi grassi e minerali. Favorisce le funzioni depurative dell’intero organismo grazie alla clorofilla, assorbe grandi quantità di tossine nell’intestino, risana la flora batterica ed elimina dal fegato e dai tessuti i residui tossici
GLUTATIONE: E’ il più potente antiossidante prodotto dall’organismo tanto che ci sono oltre 25 mila studi medici pubblicati sull’argomento. Ha inoltre una grande capacità disintossicante grazie alla sua facoltà di chelare i metalli pesanti tossici quali piombo, cadmio, mercurio ed alluminio eliminandoli dal corpo. Alimentazione povera di vitamine e minerali e ricca di cibi raffinati, sistema immunitario debole, stress e sedentarietà sono tutte situazioni che ostacolano la sintesi del glutatione nel corpo. Diversi studi hanno mostrato che l’integrazione esterna di glutatione non viene assorbita dal corpo. E’ invece ottimo per aumentare la presenza di glutatione nel corpo supplementare la cisteina, il selenio (presente anche nel riso integrale, noci brasiliane e frattaglie) e lo zolfo, che sono elementi di cui il glutatione necessita per funzionare.
ATTIVITA’ FISICA: Il movimento fisico rimette in moto tutto il nostro corpo che quindi è stimolato a buttare fuori tutte le scorie depositate:pulisce il corpo grazie alla stimolazione dell sistema linfatico e attraverso la sudorazione e respirazione. Per chi non si sente di fare sport impegnativi, anche una camminata a passo sostenuto ha un buon effetto sul corpo se fatta per almeno un’ora.
RIMEDI LEGGERI: Alghe, psillio, semi di lino, spirulina, klamath, aglio, acido malico (contenuto nelle mele e nell’aceto di mela)
https://www.dionidream.com/disintossicazione-metalli-pesanti/
venerdì 20 novembre 2020
19 NNovembre 2020 - Una notizia che ha lasciato letteralmente sotto shock un'intera comunità in Canada: che cosa ha potuto spingere una persona a premere il grilletto e abbattere un alce bianco? Facciamo un passo indietro: alla fine di ottobre un gruppo di indigeni delle terre tra le città di Timmins e Foleyet, nell'Ontario, ha ritrovato i cadaveri di due alci femmine in una strada di servizio, abbandonati probabilmente dai bracconieri che si sono macchiati di questo crimine. Una di loro era di un esemplare di alce bianco, un'autentica rarità.
Tecnicamente, non si tratta di albinismo, ma la caratteristica colorazione del manto dell'animale è dovuta a un gene recessivo. Secondo le stime del fotografo naturalista canadese Mark Clement, sono solo una trentina gli alci bianchi che vivono nella regione. Per la popolazione locale sono considerati perfino sacri, in quanto, secondo un'antica credenza, rappresentano lo spirito che vigila su quelle terre.
L'uccisione di uno di loro non poteva quindi non destare indignazione e tristezza. Le autorità per la tutela della fauna selvatica sono alla ricerca dei responsabili, sui quali pende, diciamo così, una taglia di 8 mila dollari canadesi (che equivalgono a poco più di 5 mila euro): gli aborigeni, insieme a un'associazione animalista e a un'azienda di perforazione locale, hanno infatti promesso di elargire questa somma come ricompensa a chiunque sia in grado di fornire indicazioni valide per l'individuazione dei cacciatori che hanno abbattuto il raro animale.
www.ohga.it
giovedì 15 ottobre 2020
“In via prioritaria, vieteremo i PFAS“. È quanto dichiarato dal presidente della Commissione Ue, Frans Timmerman, nel suo discorso di apertura alla conferenza stampa sulla strategia per la sostenibilità dei prodotti chimici.
Abbiamo parlato più volte dei Pfas, sostanze chimiche di cui si evidenziano i possibili effetti negativi sulla salute tra cui il fatto di interferire con il funzionamento del sistema endocrino, compromettendo crescita e fertilità, e il rischio cancerosità.
Sembra che ora finalmente l’Ue voglia prendere una posizione netta nei confronti dei Pfas. Queste le parole pronunciate dal presidente della Commissione Ue, Frans Timmerman:
Una delle prime azioni che intraprenderemo è garantire che le sostanze chimiche più dannose non vengano più introdotte nei prodotti di consumo. Nella maggior parte dei casi ora valutiamo queste sostanze chimiche una per una e le rimuoviamo quando scopriamo che non sono sicure.
Capovolgeremo semplicemente questa logica. Invece di reagire, vogliamo prevenire. Di norma, l’uso delle sostanze più nocive sarà vietato nei prodotti di consumo.
Ciò si applica ad esempio alle sostanze chimiche che causano tumori o mutazioni geniche, sostanze chimiche che influenzano il sistema riproduttivo o ormonale o sostanze chimiche che si accumulano lentamente nel corpo.
Dobbiamo anche proteggere meglio il nostro ambiente naturale dall’inquinamento chimico. In via prioritaria, vieteremo i PFAS. Queste sono sostanze chimiche altamente persistenti e causano enormi danni alla salute e all’ambiente. Le consentiremo solo dove è assolutamente essenziale per la società.
La prima parte della strategia annunciata dall’Ue riguarda dunque l’eliminazione graduale dai prodotti di uso comune di agenti considerati interferenti endocrini e di sostanze persistenti come appunto i Pfas.
L’Ue si impegnerà inoltre a garantire criteri sostenibili e sostegno finanziario per l’immissione in commercio di sostanze chimiche che siano sicure e rispettose della salute delle persone e dell’ambiente, il tutto per favorire una transizione verde del settore chimico.
“Questa è davvero l’essenza del Green Deal: proteggiamo il pianeta e forniamo un nuovo modello per una crescita economica sostenibile. Anche nel settore chimico” ha detto Timmerman.
I primi prodotti dove saranno vietati i Pfas potrebbero essere gli estintori ma, come ha dichiarato il commissario all’ambiente Virginius Sinkeviciusma, l’obiettivo è:
“impedirne l’emissione nell’ambiente con disposizioni di legge e non”
La Commissione europea intende poi modificare il Reach, una delle più severe regolamentazioni sulle sostanze chimiche al mondo che, evidentemente, ad oggi non risulta abbastanza restrittiva, apponendovi delle “revisioni mirate”.
I prossimi step saranno stabilire criteri comuni per identificare le sostanze interferenti endocrine (nel 2021) e portare gli stessi principi nella legislazione relativa a giocattoli e cosmetici (nel 2022).
15 ottobre 2020
Fonte: European Commission / Ansa
martedì 13 ottobre 2020
Con una lettera inviata ai Governi che hanno balene, delfini e focene nelle loro acque, 350 scienziati hanno fatto un appello per fare di più per proteggerli dall’estinzione. Alla base c’è il problema dell’inquinamento marino, ma anche la perdita dell’habitat naturale di questi cetacei non è da sottovalutare. I Capi di Stato li ascolteranno?
Questa volta sono stati 350 scienziati a richiedere delle misure concrete per la salvaguardia delle balene, dei delfini e delle focene. Secondo gli studiosi, l'inquinamento (con la conseguente diminuzione delle prede), il cambiamento climatico e la perdita dell'habitat stanno influendo in maniera devastante sulla loro sopravvivenza.
Nella lettera, firmata oltre che da scienziati anche da alcuni ambientalisti di 40 Paesi diversi, si invitano i Governi a essere più sensibili alle tematiche ambientaliste. "Troppo poco, troppo tardi", si legge, su quanto fatto per ora dai singoli Stati. Un rimprovero certamente, ma anche un invito a fare di più nell'immediato futuro.
Tra le cause della probabile estinzione, il dottor Mark Simmonds, visiting research fellow all’università di Bristol e senior marine scientist di Humane Society International, coordinatore di questa lettera, scrive che c'è l'inquinamento chimico e acustico, la perdita di habitat e di prede, dei cambiamenti climatici, delle collisioni con le navi, intrappolamento negli attrezzi da pesca e cattura accidentale nelle operazioni di pesca. Infatti, anche se oramai in molti Paesi la pesca di queste specie è completamente vietata, esiste un altro rischio per questi animali: quello di essere catturati accidentalmente, impigliati nelle reti da pesca. Sono infatti circa 300mila tra balene, delfini e focene i cetacei che muoiono ogni anno in modo orribile.
Nello specifico gli scienziati hanno evidenziato come stia diminuendo il numero delle balene del Nord Atlantico, di cui ne rimangono solo poche centinaia, e la vaquita, che secondo l'Unione internazionale per la conservazione della natura, meglio conosciuta con la sigla inglese IUCN, ne esisterebbero soltanto 18. Per loro è quasi inevitabile che segua questo destino anche il delfino di fiume cinese, noto anche come baiji, che una volta si incontrava comunemente nel fiume Yangtze, ma ora si pensa che si sia estinto.
L'estinzione di queste specie marine sarebbe devastante. Da loro dipende buona parte dell'ecosistema marino: grazie alle loro deiezioni ricche di ferro e azoto, alimentano il fitoplancton, ovvero la base della catena alimentare degli oceani.
https://www.ohga.it
martedì 6 ottobre 2020
6 ottobre 2020 - Secondo una nuova stima basata su una ricerca australiana, almeno 14 milioni di tonnellate di pezzi di plastica di larghezza inferiore a 5 mm si trovano sul fondo degli oceani del mondo. L'agenzia scientifica governativa australiana, Csicro ha raccolto e analizzato campioni del fondo oceanico prelevati in sei siti a circa 300 km dalla costa meridionale del paese.
L'analisi dei sedimenti oceanici fino a 3 km di profondità, pubblicata sul giornale Frontiers in Marine Science e di cui danno notizia diversi media internazionali, suggerisce che potrebbe esserci 30 volte più plastica sul fondo dell'oceano di quanta ne galleggia in superficie. Le microplastiche hanno un diametro di 5 mm o meno e sono per lo più il risultato di oggetti in plastica più grandi che si rompono in pezzi sempre più piccoli.
ANSA
