giovedì 21 aprile 2016

Una boa per creare energia

SI CHIAMA WAVESPRING LA BOA MARINA CHE ALIMENTA 200 ABITAZIONI CON LE ONDE DEL MARE


I primi test sono stati un successo: si ispira al sistema di pompaggio cardiaco umano
www.rinnovabili.it


Energia dalle onde: WaveSpring è la boa marina che non ha rivali

Il cuore è una delle pompe più efficienti creati da Madre Natura. Ecco perché quando la svedese CorPower Ocean ha voluto cimentarsi nella progettazione di un impianto per lo sfruttamento dell’energia dalle onde si è ispirata al muscolo cardiaco umano. E’ nata così WaveSpring, innovativa tecnologia di produzione energetica capace di trasformare  le onde marine in elettricità con un efficienza senza pari.


Forte dei primi test effettuati, la società è convinta di poter introdurre facilmente il proprio dispositivo nel nascente mercato dell’energia dalle onde. Nonostante la profusione  di progetti e concept di questi ultimi anni i concorrenti in carne e ossa sono ancora pochissimi e i record appartengono quasi tutti alle acque del nord Europa (vedi il più grande impianto per la produzione di energia dalle onde realizzato da Seabased).


Ma quello che promette l’azienda svedese va oltre quanto visto fin’ora. WaveSpring sarebbe più economico da fabbricare e produrrebbe tre volte l’output energetico ottenuto oggi dal miglior design in circolazione. Il dispositivo è costituito da una boa galleggiante di circa otto metri di diametro (collegata al fondo marino mediante un cavo di ormeggio); l’unità è in grado di assorbire energia in maniera combinata sia dalla corrente superficiale che dal movimento di sollevamento delle onde.

corpower

La tecnologia permette al corpo di WaveSpring di oscillare in risonanza con le onde in arrivo, amplificando la propria capacità di catturare il movimento e di conseguenza l’energia prodotta: una singola boa di stanza in mare aperto è in grado di generare circa 250 kilowatt di potenza, abbastanza per coprire il fabbisogno elettrico di 200 abitazioni. CorPower sostiene non solo che la sua macchina sia tre volte più efficiente delle attuali tecnologie per la cattura dell’energia delle onde ma anche che il dispositivo impieghi meno materiali per fornire un costo al kW inferiore a quello degli altri impianti oggi esistenti.


I risultati dei primi test effettuati dimostrerebbero che WaveSpring è in grado di competere con altre tecnologie di produzione energetica da fonti rinnovabili marine, come l’eolico offshore. Ma per raggiungere il vero obiettivo della società (un costo di 150 euro/ kWh per i primi array, per scendere poi sotto i 100 euro con i grandi volumi), la strada da percorre non è finita. Le sperimentazioni e i miglioramenti continueranno, anche grazie al nuovo finanziamento da 6,5 milioni di euro, ottenuto lo scorso anno.

wave

“Questo finanziamento – spiega Patrik Moller, chief executive di CorPower – significa che ora siamo in grado di fare un passo avanti significativo per portare sul mercato questa tecnologia all’avanguardia e contribuire così ad un fondamentale cambiamento nella produzione di energia elettrica dalle onde dell’oceano”.


I nuovi fondi daranno il via ad un terzo round di valutazioni che includeranno anche dei test in un ambiente controllato per verificare prestazioni e affidabilità, seguito dall’istallazione in mare presso il sito di prova a Scapa Flow, una baia situata nell’arcipelago delle isole Orcadi, Scozia. CorPower ha dichiarato l’intenzione di portare sul mercato i primi WaveSpring entro il 2020. Il progetto è sostenuto anche dall’Agenzia Svedese per l’Energia e Wave Energy Scozia.

21 aprile 2016

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